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venerdì 12 ottobre 2012

1345. La caccia e una nuova sentenza del TAR



Ormai tutto si difende in aula, non importa di che tipo in Italia. Non esistono altri luoghi dove far prevalere la ragione, segno che i tempi sono proprio bui. Il Tar del Piemonte ha accolto il ricorso di Lac, Pro Natura e Sos Gaia contro il calendario venatorio «per la mancanza della Valutazione d’Incidenza nei Siti di Rete Natura 2000 e ha sospeso il Calendario Venatorio 2012/2013 (e quindi la caccia) in tutta la Rete Natura 2000 ». In pratica vietando la caccia nei Parchi e nelle zone protette. Giudizio di merito rinviato al 23 ottobre del prossimo anno. 
Infiamma la polemica politica, ma il concetto è sempre lo stesso: Tribunale 1-Politica 0.

giovedì 13 settembre 2012

1284. Hanno impallinato Sacchetto



Secondo Lo Spiffero l’assessore regionale Claudio Sacchetto della Lega Nord, ha annunciato di aver rimesso nelle mani del presidente le sue deleghe. Il motivo principale è il gran pasticcio sulla caccia, prima con il referendum, poi con la sentenza del TAR. A quanto pare Sacchetto si aspettava da parte della maggioranza una maggiore unità di intenti e a fronte del sostanziale disinteresse mostrata da qualche suo collega di giunta e dai distinguo di una parte dello stesso centrodestra lo hanno indotto al clamoroso gesto.
Abile mossa per farsi leccare le ferite dal fido Cota, oppure ha capito che era ora di andare a fare altro?

domenica 9 settembre 2012

1274. Il 16 settembre non si aprirà la caccia in Piemonte: evviva!!


Una guerra di trincea. Un nuovo episodio nelle oltre venticinquennale contrapposizione tra governo regionale e associazioni anti-caccia e naturalistiche. Dopo il furto del referendum ogni speranza sembrava persa, invece un ricordo al Tar presentato dalla LAC- Lega per l'abolizione della caccia, Pro Natura, Fondazione per l'Ecospiritualità - Commissione SOS Gaia ha sospeso l'efficacia del Calendario venatorio 2012/2013 nonché di tutti gli atti presupposti, antecedenti, consequenziali, successivi e comunque connessi al predetto provvedimento.
Non credo che la richiesta di sciogliere il consiglio regionale invocato dalle associazioni troverà mai seguito, ma è sicuramente una bella soddisfazione far girare le balle a Cota & Co. Complimenti!

martedì 10 luglio 2012

1128. La triste fine del referendum sulla caccia in Piemonte


Il Tar del Piemonte ha bocciato il ricorso contro l’abrogazione della legge regionale 70/96, l'atto attraverso il quale il governatore Cota ha fatto decadere il referendum anti-caccia. Si sarebbe dovuto svolgere il 3 giugno, ma la Regione, l’11 maggio scorso, ha abrogato il dispositivo cui faceva riferimento la consultazione, provocandone l'annullamento.
I giudici hanno stabilito la piena legittimità dell'abrogazione della legge regionale.
Ricordiamo questo, come altri episodi, quando si tratterà di andare a votare non solo per le regionali.

lunedì 11 giugno 2012

1041. I cacciatori piemontesi non possono crederci


In Consiglio regionale quando c’è da lavorare non perdono certo tempo e quando decidono di fare le cose bene, non lasciano nulla di intentato. Detto fatto. È stato approvato il nuovo calendario venatorio e, visto che per evitare il referendum è stata abolita la legge precedente sulla caccia, si è utilizzata la normativa nazionale che, guarda caso, aumenta il numero di animali che si possono uccidere.
Sia chiaro però, cito le parole dell’Assessore Sacchetto, che la normativa “consente un maggior raggio d'azione, in particolar modo per quanto concerne quelle specie che, in sovrannumero, arrecano pesanti danni alle colture agricole, senza contare poi il pericolo sulle strade”.
Si potranno cacciare fino a 15 cinghiali l'anno contro i dieci concessi finora, e a 10 capi in più rispetto ai due concessi finora rispettivamente per minilepre, ghiandaia, gazza, cornacchia grigia e cornacchia nera. E ancora, capriolo cacciabile a partire dal 16 giugno anziché dal 15 agosto.
Si vede che l’assessore considera molto pericoloso per la strada un incontro ravvicinato con una ghiandaia o una cornacchia! E poi chi non ha mai sbattuto contro un cinghiale nella sua vita, per fortuna che grazie all’alacre lavoro del consiglio regionale questo non succederà quasi più.

lunedì 21 maggio 2012

980. Napolitano, pensaci tu!


Sarebbe veramente un segno del destino se il governo regionale cadesse sulla buccia di banana dell’ormai defunto referendum sulla caccia. I referendari hanno scritto al Presidente della Repubblica perché la giunta di Roberto Cota ha eluso una sentenza del tribunale e per questo il Capo dello Stato deve sciogliere il consiglio regionale per illegalità.
Sarebbe la vendetta di migliaia di animali che subiranno l’impari confronto con le doppiette dei cacciatori e sarebbe la fine di un governo che va avanti pensando di fare sempre il bello e il cattivo tempo. Personalmente non penso che si arriverà a questa situazione, ma il fatto che il governatore abbia grattacapi legali mi fa molto piacere. 

venerdì 11 maggio 2012

950. Sarà “solo” rinviato il referendum sulla caccia



Ufficialmente il 3 giugno non si voterà. Grande vittoria della politica e di un idea particolare che ha chi governa in Piemonte: decidono solo loro e non bastano le firme raccolte 25 anni fa per far decidere ai politici, come non sono sufficienti tante altre opinioni. Rimane solo e sempre una cosa: ricordarsi di queste persone, dei loro partiti e dei partiti che nasceranno da questi zombie-partiti. Ricordatevi nomi, cognomi e soprattutto ricordiamoci che dobbiamo smetterla di pensare che se li voteremo potremmo sempre chiedere un favore in cambio.