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mercoledì 15 maggio 2019

4757. Un aeroporto troppo vicino a Machu Picchu


L'idea del governo peruviano è quella di realizzare uno scalo (su cui investono coreani e canadesi) che alleggerisca il già congestionato aeroporto di Cusco e allo stesso tempo porti i visitatori ancor più vicino al Machu Picchu e a tutte le meraviglie della Valle Sacra da scoprire. Una soluzione che però allarma archeologi e ambientalisti: non solo le varie rovine della valle potrebbero non reggere l'impatto con le vibrazioni legate al traffico aereo, ma aumenterebbe in maniera significativa
anche lo stato di sofferenza proprio del fragile Machu Picchu a causa del turismo. Nel 2017 le rovine sono state visitate da 1,5 milioni di persone, quasi il doppio del limite che l'Unesco ha raccomandato (e per cui l'ente ha minacciato di togliere lo status di "patrimonio dell'umanità").

mercoledì 16 gennaio 2019

4682. Visitare il Machu Picchu è sempre più difficile


Aumentano le misure per limitare il numero di turisti nel celebre sito andino, ma nulla sembra fermare l'oltre milione di persone che lo visita annualmente. Mi ritengo quindi molto fortunato perché quando camminai per le sue strade non c'era folla, era una bella giornata e mi sono fermato tutto il tempo che ho voluto!

venerdì 12 dicembre 2014

2704. Greenpeace a Nazca


Il governo peruviano si è molto incazzato perché quei pasticcioni di Greenpeace gli hanno rovinato uno dei monumenti più importanti: le piste di Nazca. A parte che non mi sembra che abbiamo distrutto qualcosa, ma perché fanno tanto la voce grossa con loro e non invece con chi veramente ha distrutto il Perù? Già, ma con quelli ci vanno a cena tutte le sere e pagano pure loro.

venerdì 23 agosto 2013

1994. Da grande voglio fare il mulo per i narcos

Sarà la crisi, sarà la volontà di guadagnare soldi facili e in fretta, sarà l’incoscienza o sarà solo la stupidità, ma molti giovani europei hanno scoperto che fare i muli per i narcos è una gran bella professione. Certo si corre qualche rischio, ma vuoi la soddisfazione! Ultime a essere arrestate, mentre chissà quante migliaia sono uscite indenni dalla cattura, due giovani arrestate all’aeroporto di Lima con quasi 12 chili di cocaina nelle valigie. Ora rischiano 25 anni di carcere in Perù, ma loro dicono di essere state minacciate di morte se non avessero fatto quel viaggio. Chissà.

lunedì 15 aprile 2013

1710. La coca, i precari e il Sudamerica



Secondo fonti dell’ambasciata gli italiani detenuti in Perù sono oggi una sessantina, di cui 16 in semilibertà. Per tutti però la stessa accusa: traffico internazionale di stupefacenti. «Negli ultimi anni gli arresti sono aumentati», spiega al telefono il consigliere Ivo Polacco. Colpa della crisi? «Certamente ha influito». Molti dei fermati, infatti, denunciano difficoltà economiche. Ma Tommaso Ziller, assistente sociale presso l’Ambasciata, la pensa un po’ diversamente: «In alcuni casi la crisi è solo un giustificativo. Spesso a spingere queste persone nel giro della droga sono ingenuità, faciloneria, tossicodipendenza e voglia di guadagno facile».
Secondo fonti riservate invece risulta che il numero di italiani detenuti all’estero per possesso di sostanze stupefacenti è passato da 718 nel 2010 a 883 nel 2012, che significa che un terzo degli italiani in carcere nel mondo ci è finito per droga. I numeri suggeriscono che non siamo proprio bravi nel traffico fai da te. Magari gli italiani dovrebbero imparare a fare altro, come la pizza, vendere auto o disegnare case.

sabato 17 novembre 2012

1402. Torna alla ribalta l’uso di cocaina



Sono passati solo pochi anni da quando è stato lanciato l’allarme cocaina soprattutto sui giornali e con qualche trasmissione o film. Poi il nulla o perlomeno molta poca attenzione a una sostanza che tutto sommato sintonica alla nostra bella società, bisognosa di stimoli e “botte di energia”. L’eroina disturba la società, crea brutte persone che cadono agli angoli “fatte” o che chiedono l’elemosina senza denti e sporchi. La cocaina invece veste giacca e cravatta e diverte, non ti porterebbe mai agli angoli delle strade.
Ma come l’eroina che finanzia guerre e vive dello sfruttamento di centianai di persone tra Afganistan e triangolo d’oro, la cocaina vive grazie alla centinaia di contadini che tra Perù, Bolivia e Colombia producono sotto la minaccia di svariati gruppi paramilitari o semplicemente criminali.
A Torino, da gennaio a oggi, il sequestro di cocaina e speedball ha sfondato quota cento chili. Valore finale, 25 milioni di euro. Da un grammo si possono ricavare quattro o cinque “strisce”, ogni dose costa da 50 a 70 euro.

sabato 7 aprile 2012

825. Muore il lago Titicaca


Un viaggio in Perù, o in Bolivia, non può escluderlo da qualsiasi ipotesi di itinerario per i due paesi andini, ma uno dei più elevati laghi del mondo soffre l’inquinamento e rischia di collassare. Lanciano un appello boliviani e peruviani, che da entrambe le sponde vivono giorno dopo giorno l’agonia dell’immenso specchio d’acqua. Dove prima c’erano rive verdi e lussureggianti, oggi si incontrano solo vacche e pecore che ruminano tra i rifiuti, gli abitanti non pescano più perché i pesci sono quasi tutti morti e tra i giovani chi può è scappato. Il maggior colpevole sembra essere la vicina città di El Alto, quasi due milioni di abitanti, che sovrasta La Paz dall’alto dei suoi 4100 metri, che è cresciuta in modo esponenziale negli ultimi anni e che con il suo fiume, el Rio Seco e i suoi 80 chilometri di scarichi, arriva dritto nella baia di Cohana gettando nel Titicaca i peggiori rifiuti tossici.
«Il lago era il cuore della nostra esistenza – commenta Esteban Mamani Quispe, 40 anni, uno dei leader del locale comitato dei saggi impegnati, - adesso è diventato un vortice nero che risucchia le nostre vite forse fino alla morte».

venerdì 25 marzo 2011

116. Itinerario in Perù


È un paese ricco di storia, bellezze naturali e contraddizioni, alla ricerca di un’identità che unisca il carattere europeo alla natura delle popolazioni locali, perché la recente storia del Perù nasce dal sangue versato dai conquistadores e si sviluppa nel universo meticcio che si è così venuto a creare. La mia esperienza di viaggio è stata piacevole e senza particolari inconvenienti. Ho trovato sempre gente disponibile a aiutarmi oppure sono stato lasciato in pace a godermi i panorami andini, passeggiando e incontrando i lama di Machu Picchu. Ho viaggiato utilizzando gli autobus che sono ben organizzati e puliti e la mia fida guida Lonely Planet per le indicazioni di alberghi e ristoranti, in cui mi sono sempre trovato bene. Ho preferito scegliere locali utilizzati dai peruviani perché per me è sempre piacevole e interessante mangiare come le popolazioni che incontro. Immancabile il mate de coca!. Occorre pianificare il viaggio tenendo a mente che bisogna far acclimatare il proprio corpo alle alte quote. Quando si lascia la costa si arriva ai 4mila metri abbastanza velocemente.
Sono atterrato a Lima, poi ho proseguito per Pisco e la penisola di Paracas con le isole Ballestas. Ho incontrato la cittadina di Pisco e ho volato sopra le linee di Nazca. Ho lasciato il deserto per salire verso le Ande in direzione Cuzco e poi in treno fino al Machu Picchu. Sono poi tornato a Cuzco per andare in autobus verso Puno ed ho navigato il lago Titicaca, incontrando la popolazione locale degli Uros sulle loro isole fluttuanti. Infine sono andato a Arequipa e poi verso Lima, risalendo il tragitto dell’andata, percorrendo moltissimi chilometri della Panamericana.

I post precedenti dell'itineraio:

giovedì 24 marzo 2011

114. Lima


La capitale del Perù, fondata da Pizzarro il 6 gennaio 1535, in omaggio ai Re Magi venne chiamata “la città dei Re”, anche se il suo nome odierno deriva dalla lingua aymara, che significa fiore giallo oppure dal quechua (rimaq, "parlatore"), per il fiume che l’attraversa.
La posizione, dal punto di vista del clima, però è infelice perché da aprile a dicembre la garùa, la nebbia costiera,  offusca il sole e ricopre la città di un velo di grigia foschia. Se aggiungiamo lo smog causato dall’elevato traffico cittadino, la numerosa popolazione, circa 8 milioni, che arriva anche dalle provincie in cerca di fortuna, Lima è certamente caotica e affollata.

Il centro raccoglie una moltitudine di interessanti musei, come il Museo Nazionale e il Museo dell’Oro, la Cattedrale, la chiesa di San Francesco con le sue catacombe e la chiesa de La Merced. Centro di tutte le città coloniali peruviane è la Plaza de Armas, dove si incontrano la Cattedrale, il Palazzo Arcivescovile, il Palazzo del Governo e il Municipio. Nella zona centrale è possibile visitare anche alcuni palazzi storici, come Casa Aliaga, una delle dimore storiche più antiche ammobiliata in stile coloniale.
Il quartiere di Miraflores ospita oltre alla spiaggia, un interessante mercato degli artisti locali nel Parque Kennedy e bei negozi di prodotti artigianali.
Per spostarsi non è opportuno usare gli autobus, economici ma sovraffollati, per cui è opportuno optare per un taxi, meglio se si è due o tre persone, e soprattutto bisogna contrattare il prezzo, perché non esistono i tassametri.
Per una gita nei dintorni non dovrebbe mancare la visita a Pachacamac, una zona archeologica a 31 chilometri da Lima, che accoglie una serie di templi preincaici e edifici successivi incaici.

lunedì 21 marzo 2011

110. Pisco, la penisola di Paracas e le isole Ballestas


Situata a quasi 250 chilometri a sud di Lima, è una zona ricca di archeologia e bellezze naturali.
Pisco è una tranquilla cittadina, famosa per il brandy di uve bianche e per essere una comoda base per la visita alla penisola di Paracas e alle isole vicine.
La penisola, oltre a ospitare ricche ville che si affacciano sull’oceano e bellissime colonie di fenicotteri cileni, possiede la riserva marina più grande del Perù con più di duecento tipi di volatili marini e una gran varietà di specie acquatiche. A Paracas partono tutte le imbarcazioni per un tour delle isole, sulle quali è proibito scendere. Lungo il tragitto, che dura un paio di ore, si incontra su un altura una figura chiamata il Candelabra, che ricorda un candelabro, ma di cui si ignorano origine e significato e che assomiglia alle linee di Nazca.
Le isole ospitano enormi colonie di leoni marini, di gabbiani, di pellicani peruviani, di pinguini di Humbold, di cormorani guanay e di sule peruviane. Lo sfruttamento del guano, abbondante in questa zona, è una delle industrie della zona fin dal tempo degli Incas, ed è usato come fertilizzante.
L’avventura in barca è molto emozionante e umida, perché l’acqua arriva spesso sui passeggeri, ma non c’è niente di più bello che fotografare i leoni marini che dormono al sole, le otarie curiose che nuotano vicino alla barca o sentire il suono che fanno i leoni marini.
Da provare il ceviche de pescado, un piatto preparato con pesce fresco marinato in succo di limone e peperoncini, ovviamente se non avete paura di infezioni virali!

venerdì 18 marzo 2011

105. Arequipa


È una grande città, a sud-est di Lima, in mezzo al deserto e circondata da imponenti vette che nel 2000 è stato dichiarata patrimonio dell'umanità dall'UNESCO. Soprannominata la città bianca, a causa di una roccia lavica, il sillar, molto chiara utilizzata per la costruzione delle case, offre un interessante numero di monumenti, belle escursioni nelle vallate vicine e un’animata vita notturna.
La città affonda le radici nel periodo preincaico degli indios Aymara, poi conquista dagli Inca e infine dagli spagnoli che la fondarono nel 1540. A causa della sua posizione in una zona altamente sismica non sono molti gli edifici storici. Si possono visitare il Monastero di Santa Catilina, che è un convento molto grande costruito nel 1580 per accogliere solo le ragazze provenienti dalle migliori famiglie spagnole. Per molti secoli più che un convento fu una sorta di club esclusivo dove vivere nell’agio e nella tranquillità Infine nel 1871 in Papa invio una monaca a gestire diversamente il convento, che divenne un luogo di preghiera e meditazione. Oggi vivono una ventina di monache di clausura in una piccola porzione del fabbricato, mentre la maggior parte è visitabile.
Si possono ammirare anche la Cattedrale con una bella facciata, più volte ricostruita a causa dei terremoti, la Compania, altra chiesa nella Plaza de Armas, la chiesa di San Francesco e alcuni musei.
Intorno alla città sorgono tre cime molto alte, che in passato sono stati dei vulcani. Con la sua cima innevata in inverno e il cono simmetrico El Misti spicca per 5.822 m sul livello del mare. La sua ultima eruzione è stata nel 1784. Il più alto è il Chachani, con i 6075 mslm, che a causa delle precipitazioni molto scarse la vetta della montagna non ha ghiacciai e il Pichu-Pichu, un vulcano estinto a 5564 mslm.

martedì 15 marzo 2011

102. Puno e il lago Titicaca


La città fu fondata dai conquistadores spagnoli nel 1668 vicino a una miniera di argento ora esaurita. Si trova a 3830 metri di altezza e si affaccia sul lago Titicaca, famoso per essere uno dei laghi navigabili più alto nel mondo. La città offre una piacevole accoglienza, con un mercato molto affollato per fare ottimi acquisti, la cattedrale in Plaza de Armas del 1757, dove la facciata è probabilmente la parte più interessante, un museo e un bel parco pubblico. Una città di 80 mila abitanti che non è troppo caotica e molto adatta per visitare il vicinissimo lago. Una “gita” interessante ma anche molto turistica è andare in barca fino alle “islas flotantes” degli Uros, una popolazione di alcune centinaia di persone che vive su isole galleggianti, costruire con un particolare tipo di canne, chiamate totora. Le isole sono formate da strati di queste canne che vengono aggiunte quando quelle sottostanti sono marcite. Nell’isola più grande ci sono degli edifici come la scuola, la posta, alcuni chioschetti e ovviamente le loro case. Ogni cosa viene prodotta con le canne, imbarcazioni comprese e la popolazione vive di pesca e di turismo.
Altra gita da Puno, ma sulla terraferma, è andare fino a Sillustani, dove si possono incontrare alte torri che conservavano i resti terreni dei nobili della tribù dei Colla, antecedenti agli Inca. In questi chullpas, di forma quadrato o tonda, venivano collocate intere famiglie con i loro averi e del cibo per l’aldilà. Dalla collina si coglie uno splendido panorama sul lago e si attraversa un particolare scenario, tra le torri alte fino a 12 metri e diverse macerie di costruzioni non concluse.

In Perù anche: 


venerdì 11 marzo 2011

93. Machu Picchu


Immancabile tappa per qualsiasi viaggio in Sud America! È senza dubbio la più famosa però e anche la meno conosciuta rovina inca perché non compare in nessuna delle cronache dei conquistatori, per cui si ipotizza che fosse caduta in disuso prima del loro arrivo. Per accede al sito il prezzo del biglietto è di 10 US$ per gli stranieri. Le persone con cui l’ho visitato, alcune peruviane, mi hanno detto che da poco era aumentato il prezzo del biglietto, passando da 5 a 10 dollari e che se fosse continuato a crescere, erano sicuri che i turisti comunque sarebbero arrivati. Si trattava del Machu Picchu!!
Probabile che il prezzo comunque sia aumentato. La mia visita risale al 2001.
Dopo l’ingresso si incontra la Capanna del custode della roccia funeraria, uno dei pochi edifici completamente ristrutturati e con la copertura in paglia. Si possono incontrare poi il Tempio del sole, unico edificio a pianta circolare, una serie di vasche cerimoniali, collegate tra loro a cascata e la Tomba reale, luogo dove sono state rinvenute delle mummie. Continuando si incontra la Piazza sacra, uno spazio quadrato dove si trova una piccola piattaforma panoramica sulla Cordillera Vilcabamba, il Tempio delle tre finestre, il Tempio principale e la casa dell’alto sacerdote. Uno dei luoghi che ho preferito è l’Intihuatana, probabilmente un osservatorio astronomico, perché c’è un pilastro di roccia in cima alla collina che serve a indicare le stagioni per la semina e il raccolto.
Si arriva poi alla Piazza centrale, dove si possono incontrare placidi lama che brucano l’erba, e successivamente il gruppo delle prigioni, complesso labirinto di nicchie, piccole celle e passaggi sotterranei.
Il resto del sito, la parte più considerevole, è dedicata al settore industriale e residenziale, con edifici meno accurati e con funzioni diverse.
Per chi non si accontenta può continuare la visita nel vicino Huayna Picchu, con circa due ore di marcia per vedere il Machu Picchu sotto un'altra angolazione.
Se arrivate presto una giornata è sufficiente per andare a vedere ogni angolo di questo spettacolare e indimenticabile sito inca.

In Perù anche questi post: 
http://ilcovodijack.blogspot.com/2011/03/91-cuzco.html 

http://ilcovodijack.blogspot.com/2011/03/82-le-linee-di-nazca.html 

giovedì 10 marzo 2011

91. Cuzco


Chi organizza un viaggio in Perù deve assolutamente inserire questa città nel suo itinerario. Abitata da oltre 300mila abitanti, a una altitudine di oltre 3300 metri, è la capitale della regione, nonché crocevia di migliaia di turisti in visita alla città, ai dintorni ricchi di storia inca e verso Machu Picchu.
La città è ricca di storia, prima Inca, poi spagnola ed ora dei peruviani.
Diventata la capitale dell’impero Inca, secondo la leggenda fu fondata nel XII secolo da Manco Capac, che durante uno dei suoi viaggi conficcò una verga d’oro nel terreno dove scomparve. Il punto chiamato “l’ombelico del mondo” fu dove venne fondata la città di Cuzco.
Il cuore è la Plaza de Armas dove sorge la cattedrale e alcune importanti chiese, dove si incontrano ancora le mura inca e ci sono interessanti portici di origine spagnola. Immergersi nella vita quotidiana della città è molto bello, colorato con l’aria rarefatta e il caldo sole, il mercato, i musei e le vie dove ancora si possono vedere le mura inca.
Lungo calle Triunfo si arriva ad incontrare la famosa pietra con dodici lati. È perfettamente incastrata nel muro, che faceva parte del palazzo di un sovrano inca, e dimostra la maestria raggiunta nel costruire mura solide e enormi senza l’ausilio di malte, ma solamente grazie alle capacità dei scalpellini.


domenica 6 marzo 2011

82. Le linee di Nazca


In Perù, a sud di Lima e in pieno deserto, esiste un luogo e dei segni ai quali la moderna scienza e archeologia non sono ancora riusciti a dare un significato. Ci troviamo di fronte a centinai di enormi disegni che sono visibili solo dall’alto e che furono creati, non si sa bene con che sistema, tra il 300 e il 600 d.C. dalla popolazione locale. Non si conosce l’uso e certo si rimane colpiti al pensiero che sono visibili solo dall’alto, come se potessero servire come elementi di comunicazione con qualcuno oppure come piste d’atterraggio. Intorno a questa realizzazione sono fiorite parecchi ipotesi, ma ad oggi nessuna ha trovato un riscontro nella realtà. Ogni giorno sulle piste passano parecchi piccoli aerei che illustrano ai turisti i vari disegni, con volteggi e cabrate veloci. Si possono osservare abbastanza nitidamente l'albero, l'astronauta, la balena, il colibrì, il cane, il condor, il ragno, la scimmia e molte altre immagini. Per chi avesse paura di volare su piccoli e traballanti aerei, sul mio il pilota aveva parte del volto con i segni di una profonda ustione, ma era simpatico!, può andare su un alta torre lungo la panamericana.