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sabato 27 ottobre 2018

4603. UsuraUnicredit


Criticare una banca in modo aspro e pungente attraverso l’utilizzo di social, blog o siti si può. Lo ha stabilito un giudice in modo specifico risolvendo positivamente una assurda vicenda che ha coinvolto un piccolo imprenditore, destinatario di un’accusa infamante che gli attribuiva ben due capi di imputazione: diffamazione aggravata e tentata estorsione. Niente di sorprendente se il denunciante non fosse stato la più importante banca italiana, Unicredit. 

giovedì 4 ottobre 2018

4580. Come vivere bene anche senza carte di credito


Dagli Stati Uniti la storia di Laura McCamy, che ha smesso di usarle per ripagare i suoi debiti, ma che ha fatto anche alcune scoperte piuttosto tristi, come che senza crediti rotativi il suo merito creditizio (Credit score) era crollato, rendendo più difficile che ottenesse nuovi prestiti o il mutuo. Il concetto vale anche qui, comunque!

mercoledì 3 ottobre 2018

4578. Evviva Gilberto Baschiera!


Ha sicuramente commesso un reato, ma che un direttore di banca tolga i soldi da ricchi conto correnti per “infilarli” in quello di clienti poveri o in difficoltà è una storia che mi rende felice.

domenica 26 agosto 2018

4543. Le carte revolver


Pur essendo nata con la finalità di sostenere gli acquisti di beni durevoli, negli ultimi anni la carta di credito (anche revolving) è di fatto sempre più utilizzata presso rivenditori di beni prima necessità (supermercati). La spesa per le esigenze ordinarie di casa si fa praticamente a tassi di interesse pesanti, sostanzialmente usurai che non vengono rilevati dall’indice dei prezzi al consumo. Un fenomeno molto preoccupante, non per le banche ovviamente :(

venerdì 29 settembre 2017

4157. La Bce sceglie l'industria dell'azzardo


Al Parlamento europeo è stata presentata un'interrogazione scritta per chiedere spiegazioni sul finanziamento all'azienda Novomatic, multinazionale austriaca del gioco d'azzardo, presente in Italia con 31mila videolotteries e 24mila slot machine, oltre a 150 sale con il marchio Admiral. Non era meglio utilizzare quei soldi in una maniera più oculata e sensata, si stanno domandando in tanti?

sabato 10 giugno 2017

4083. Le banche di San Marino


Articolo interessante che racconta come si stia sollevando il coperchio sui movimenti bancari di alcuni istituti sammarinesi scoprendo, per esempio, che un commerciante all’ingrosso di origine cinese versi normalmente in banca i proventi della sua attività di rivendita, utilizzando però come schermo mandati fiduciari dai nomi pittoreschi come Maiale, Cinghiale e Muflone, aperti da una finanziaria del Monte attraverso la quale movimenta in sette anni ben 330 milioni di euro. Gli inquirenti ritengono che tutti quei soldi siano in realtà frutto dell’attività della mafia cinese nell'ambito della contraffazione e dell’immigrazione clandestina. E’ ancora più strano che, quella imponente liquidità dagli occhi a mandorla, venga utilizzata per finanziare una banca clandestina della ‘ndrangheta operativa in Brianza. Una mafia fornisce così liquidità a un’altra mafia, con una finanziaria sammarinese a fare da intermediario, finanziaria oggi chiusa e sotto processo per riciclaggio come persona giuridica.

venerdì 2 settembre 2016

3789. Quelle rapine informatiche "perfette"


Interessante inchiesta che prova a spiegare come siano “spariti” 81 milioni di dollari trasferiti da Dhaka a New York e poi fatti svanire nelle Filippine. Ma ci sono anche i 12 milioni rubati a un istituto ecuadoregno e finiti a Hong Kong. Altri fermati in corner da una banca del Vietnam. Ulteriori episodi che, dopo il Bangladesh, sono esplosi a grappolo. E c’è pure una indagine italiana che aveva delineato un gruppo criminale in grado di operare in modo simile, con modalità e contatti mafiosi.E il gioco d'azzardo online diventa la solita lavatrice.

venerdì 10 giugno 2016

3720. La più grande industria è il riciclaggio di denaro


Riprendo esattamente il titolo dell'articolo perché è l'unico possibile. Secondo le Nazioni Unite la crisi del 2008, frutto della speculazione finanziaria, è costata 1.100 miliardi di dollari in termini di occupazione e produzione persa ed ha estorto ai tesori nazionali 430 miliardi di dollari per assistere (a volte, nazionalizzare) le istituzioni fallimentari. Ma questo non basta perché l'intero sistema fa affari con mafie e narcotrafficanti. Ormai sono indispensabili gli uni agli altri.

martedì 1 marzo 2016

3613. Non è proprio il caso di chiedere un prestito ipotecario vitalizio


A parte avere del denaro subito ci sono moltissime controindicazioni, anche molto pericolose, che dovrebbe sconsigliare gli ultra 60enni anche solo a pensare che possa essere una buona ipotesi. Leggete prima qui se avete in mente di infilarvi in questo nuovo incubo bancario!

martedì 16 dicembre 2014

2719. Usura per Monte dei Paschi e Unicredit


Quando una persona come Don Ciotti parla, difficilmente dice parole a vanvera come la stragrande maggioranza delle persone.
Unicrediti si è affrettata a smentire, peccato che le sentenze della Corte d’Appello di Reggio Calabria e della Cassazione dicano esattamente il contrario. Primo round a Don Ciotti. Aspettiamo nuove smentite.

mercoledì 15 ottobre 2014

2563. L'usura bancaria fenomeno diffuso e perverso


Il report nazionale sull’usura praticata dalle banche, preparato dalla Fondazione Sdl evidenzia come sul 99percento dei quasi 47mila conti correnti aziendali analizzati sono state rilevate anomalie: in particolare usura oggettiva (nel 71% dei casi i tassi di interesse passivi erano superiore al tasso soglia fissato trimestralmente dalla Banca d’Italia), usura soggettiva (nel 74% dei casi sono state applicate condizioni particolarmente gravose, considerata la situazione di difficoltà economico-finanziaria dell’azienda) o anatocismo (calcolo di interessi su interessi, 71 volte su 100). 

giovedì 14 novembre 2013

2136. Non c’è pericolo di fallimento per le banche



Nei primi nove mesi dell’anno i sei big a stelle e strisce (Bofa, Goldman Sachs, Jp Morgan, Citigroup, Morgan Stanley e Wells Fargo) hanno incassato 55 miliardi di utili, qualcosa come 200 milioni al giorno, cifre da sogno anche in era pre-Lehman. Una pioggia d'oro destinata a finire in parte in tasca a trader e analisti di Wall Street che nel 2013 vedranno salire di un altro 5-10percento a 22 miliardi i bonus da spartirsi sotto l’albero. Il tutto malgrado i continui esborsi come il caso di Jp Morgan, che negli ultimi tempi ha pagato 5,1 miliardi per saldare le irregolarità sui mutui, 100 milioni per un contenzioso sui future con il Cftc, 920 milioni per lo scandalo della "Balena" di Londra, 800 per alcune magagne legate alla gestione delle sue carte di credito, 410 per aver manipolato i prezzi dell'energia elettrica in California. Qualunque azienda sarebbe fallita, ma non loro e all’orizzonte si vedono già nuovi esborsi, come i potenziali 46 miliardi per pagare le multe per lo scandalo del Libor, il benchmark dei tassi aggiustato secondo l'accusa dai trader degli istituti. Ma come si fa a mantenere in piedi questo teatrino? Chi veramente controlla queste potenze internazionali? 

mercoledì 23 ottobre 2013

2102. Sei un giocatore d’azzardo? Ti blocco il conto bancario!



Una circolare spedita ai 12 mila dipendenti della Banca popolare dell’Emilia Romagna spiega come individuare il correntista giocatore, che verrà convocato dal direttore e gestire la situazione. Come non si capisce, perchè l’articolo dice che avrà mani libere e che dovrà segnalare i centri che si occupano di aiutare queste persone. Interessanti sono le parole di Eugenio Tangerini, responsabile delle relazione esterne della Banca che dice: «Il nostro approccio è laico e non ideologico. Non intendiamo criminalizzare i gestori, ma neppure restare indifferenti di fronte a un fenomeno sociale così preoccupante». Rincara la dose il collega Andrea Cavazzoli: « una banca deve essere consapevole che le sue azioni hanno influenza sulla comunità locale, anche perché non è interesse di un istituto lavorare su un sistema sociale disgregato, in cui le persone si giocano tutto».
È evidente che il comportamento di una banca è assolutamente pragmatico o di comodo, non certo laico. Sappiamo molto bene come tonnellate di soldi siano stati prestati a personaggi malavitosi o amici di amici. Ironico che dicano che non hanno nessuna intenzione di lavorare con un sistema sociale disgregato. Ma cosa hanno fatto fino ad oggi, se non intascare denaro per operazioni che hanno solo fatto ingrassare i loro dirigenti? Mentre nelle banche vengono tagliati migliaia di posti di lavoro, ricordo che è stato disdettato il contratto recentemente, l’ufficio relazioni esterne sembra vivere in un altro mondo, non ideologico, of course. Speriamo almeno che i direttori di banca sappiano cosa dire a queste persone.

domenica 13 ottobre 2013

2085. I cravattari legalizzati



Le banche praticano tassi che non possono superare quello d’usura, su questo non ci piove, ma chi ha stabilito come calcolarlo ha agito in maniera perlomeno leggera. In alcune occasioni però poco ci manca. Per esempio quando si va in rosso, con un interesse del 22,22percento, almeno per Intesa. Oppure per le carte revolving con il 25 percento, il credito personale al 18,9 e la cessione del quinto dello stipendio con il 18,2. Tenendo conto che questi signori pagano il denaro allo 0,5percento e che ormai i conti correnti non offrono più interessi, ci si domanda quanto siano usurai queste organizzazioni che non possono fallire e che garantiscono del credito allo Stato e alle grandi aziende, ma raramente al cittadino. Siamo avvitati su un sistema in cui le banche vincono sempre e le istituzioni e i cittadini perdono, sempre.

venerdì 11 ottobre 2013

2080. Le banche nucleari



Dal rapporto 2013 Don’t Bank on the Bomb, diffuso dalla Campagna internazionale per la messa al bando delle armi nucleari (Ican), emerge che tra le 298 banche che nel mondo continuano a sostenere finanziariamente aziende di questo settore ci sono anche i primi due gruppi italiani del credito.
Negli ultimi tre anni Intesa Sanpaolo ha investito circa 600 milioni di euro a sostegno di Bechtel, Boeing, Eads, Fluor, Honeywell International, Northrop Grumman e Thales. UniCredit invece, nonostante le dichiarazioni d’intenti sull’astensione da questo settore, nell’ultimo triennio ha investito circa 1 miliardo di euro a sostegno di Eads, Honeywell International, Northrop Grumman, Thales e ThyssenKrupp.   
Dalla black list delle “banche nucleari” sono uscite quest’anno una decina di istituti di credito italiani (Monte dei Paschi di Siena, Mediobanca, Gruppo Carige, Ubi Banca, Credito Emiliano, Banca Popolare di Milano, Popolare di Sondrio, Popolare di Vicenza e Popolare dell’Emilia Romagna) che nei rapporti passati figuravano in quanto sovvenzionatori di Finmeccanica, espunta per la prima volta dall’elenco dell’Ican dopo aver annunciato al Norwegian Council on Ethics la cessazione di ogni partecipazione ad attività produttive nel settore degli armamenti nucleari. Fino al 2012 il gruppo italiano, come partecipante al consorzio missilistico europeo Mbda, era coinvolto nella produzione dei missili nucleari Asmpa per l’aviazione francese.
Certo che riuscire a combinare qualcosa di buono, per un cittadino qualsiasi è sempre più un problema e anche avere un conto in una banca può diventare un gesto politico, nel senso di orientare o no determinati comportamenti.