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sabato 12 gennaio 2019

4679. Su Bussana Vecchia il demanio non può avanzare alcuna pretesa!


Accolto il primo delle decine di ricorsi presentati dagli abitanti del paesino contro la direzione ligure dell’Agenzia del Demanio che lo scorso anno, dopo mezzo secolo di assenza ingiustificata, aveva preteso da loro indennità risarcitorie che andavano dai 15 ai 100mila euro per gli ultimi dieci anni di “occupazione abusiva".

martedì 11 settembre 2018

4454. Tra cooperative sociali, appalti truccati e corruzione


Non tutte le coop sono uguali, ma l'impresa sociale vive le stesse contraddizioni e illegalità di qualsiasi altra azienda. Peccato che chi amministra utilizzi con troppa disinvoltura l'aspetto “sociale” del loro lavoro.

giovedì 21 dicembre 2017

4239. La solitudine dei giocatori d'azzardo


Se nella sua versione idilliaca il giocatore ama il rischio e comunque è sempre un personaggio dal discreto fascino, in realtà l'azzardo di massa ha trasformato in peggio tante persone che sono rimaste abbagliate da quella illusione. L’azzardo si è ingegnerizzato e, di conseguenza, si è “ingegnerizzata la dipendenza” che, da fenomeno conseguente, è finita per coincidere con la completa, integrale fidelizzazione del cliente-giocatore. Molto interessante a riguardo l'articolo di Marco Dotti.

sabato 4 marzo 2017

3989. Chissà come mai i soldi per il welfare sono sempre di meno?


L’accordo siglato il 23 febbraio in Conferenza Stato-regioni prevede che per il raggiungimento degli obiettivi di finanza pubblica vengano tagliati due importanti capitoli di spesa, importanti non certo per determinati settori della popolazione. Il fondo politiche sociali perde ben 211 dei 311,58 milioni stanziati nell’ottobre 2016, arrivando a sfiorare i 100 milioni, denari che mancheranno per far funzionare servizi come gli asili nido, per le misure di sostegno al reddito per le famiglie più povere, l’assistenza domiciliare e i centri antiviolenza. Invece il fondo destinato al sostegno delle persone non autosufficienti scende a 450 milioni, livello cui era stato portato con l’ultima legge di Bilancio, perdendo i 50 milioni aggiuntivi promessi lo scorso novembre dal ministro del Lavoro Giuliano Poletti ai malati di Sla e sbloccati solo il 22 febbraio.

lunedì 21 dicembre 2015

3504. Liste d'abbandono


Ormai non si dovrebbero più chiamare liste d'attesa, come si osserva in questo articolo, perché avere 32mila persone in lista per un posto in una casa di cura rappresenta più una lotteria che la certezza di avere un posto dove stare.

mercoledì 22 luglio 2015

3265. 1,5 milioni in meno


Non parliamo di soldi risparmiati che sò sull'acquisto di armi, sulle retribuzioni di politici e manager di stato o sui tripli e quadrupli incarichi, ma di tagli al welfare che il Comune di Torino intende inserire in bilancio e quindi mettere in pratica sulla pelle di anziani, minori e famiglie in difficoltà. Anche se almeno la voce sugli anziani sembra il gioco delle tre carte, perché almeno 11 milioni saranno pagati dalle Asl, non si capisce come invece siano stati risparmiati i disabili e gli stranieri. 

venerdì 6 febbraio 2015

2927. Per il buono taxi c'èra disabile e disabile al Comune di Torino


Ormai è una battaglia tutta a colpi di carte bollate. I Comuni tagliano, scrivendo nuovi regolamenti che puntualmente escludono qualcuno, allora le associazioni fanno ricorso al Tar o al Consiglio di Stato e spesso vincono.
Come in questa occasione, dove la sentanza del Consiglio di Stato impone al Comune di Torino di riscrivere gran parte del regolamento.
Ma quanta fatica a difendere quel poco di diritti!

giovedì 29 gennaio 2015

2900. Cota non è mai stato un bravo prestigiatore


Il Tar del Piemonte ha annullato le delibere ristabilendo la tesi non si può tenere fuori dal bilancio della Sanità le spese per l’assistenza socio-sanitaria domiciliare, spostando la voce di spesa sul capitolo delle Politiche sociali. In pratica non si può fare il gioco delle tre campanelle. Chi è che ripagherà il torto subìto?

2899. La tribù dei topi


Almeno un milione di cinesi di Pechino vive sottoterra, in seimila rifugi antiaerei scavati sotto i palazzi a partire dal 1949. Non sono gli “ultimi” della città, ma nella maggioranza dei casi sono ragazzi diplomati venuti dalla provincia per fare fortuna. Hanno lavori normali, dalla parrucchiera al contabile, all’impiegato hi-tech, anche giovanissimi insegnanti. Per tutti il salario d’ingresso è molto basso e non possono permettersi di pagare un affitto normale. Vivono in 10 metri quadri, senza luce, se la vuoi paghi a parte, e il riscaldamento.

giovedì 22 gennaio 2015

2868. A Napoli oltre 1500 persone con disabilità rimarranno a casa


Sono scesi in piazza nei giorni scorsi le persone coinvolte in questa brutta faccenda, per protestare contro la delibera che vedrà, dal 1 febbraio, tutti con le dimissioni in mano. In pratica il loro stare lì è terminato, non si sa bene per quale ragione sanitaria, ma si conosce bene la ragione economica: 42 milioni di euro all'anno di risparmio. L'Assessore intervistata dichiara che verranno creati però quasi 5mila nuovi posti. Ma allora di cosa si preoccupano? Sembra che quei posti siano per gli anziani! 

lunedì 19 gennaio 2015

2850. 400 insegnanti dei centri Enaip Veneto senza stipendio da 3 mesi


L'ente di formazione legato alle Acli viaggia in cattivissime acque finanziarie e chi ci rimette per primo sono i lavoratori, circa 330 dipendenti stabili più altri cento docenti inquadrati con rapporti atipici (co.co.co. e partite Iva), che non percepito gli stipendi di ottobre e novembre e dicembre, anche quello di settembre per i precari. Sono iniziate così le manifestazioni ed è iniziato anche lo scaricabarile. L'Enaip ha crediti dovuti da parte della Regione Veneto per l'incredibile cifra di 13,5 milioni di euro e sta ammassando sulle spalle dell’ente una mole di interessi passivi di oltre 600mila euro l’anno. E cosa risponde la Regione? Che sono sì cattivi pagatori, ma per colpa del patto di stabilità, quindi del governo. Ok, ma di quale? Berlusconi, Monti, Letta o Renzi?

mercoledì 14 gennaio 2015

2828. Il solito e brutto pasticcio all'italiana: gli assegni di cura


L'assegno di cura, chiamato anche "voucher" o "assegno terapeutico", è un sussidio economico mensile per l'assistenza e la cura a domicilio di persone che, non essendo in grado di compiere gli atti quotidiani della vita, hanno bisogno di un'assistenza continua. L'obiettivo di questa forma di assistenza è quello promuovere la domiciliarità, riducendo il ricorso ai ricoveri in strutture residenziali. Ciò consente anche di mantenere le persone inserite nel proprio contesto familiare e sociale. In Piemonte viene erogato dall'Asl, mentre i Consorzi dei Servizi Sociali si occupa di faccende collegate. Da una delibera cotiana, su cui il Tar si deve esprimere, toccherà esclusivamente ai Consorzi, che però non hanno i soldi, che è pur sempre la Regione che eroga. Ma quanto casino inutile!

giovedì 18 dicembre 2014

2728. La frustrazione di lavorare nel sociale


Leggo con un grosso senso di nausea che a Milano chiuderà il primo centro per trattamento dei reati sessuali. Qualcuno sarà contento, perché per certi personaggi c'è solo la forca o la castrazione chimica, il sottoscritto invece rimane sgomento dal leggere che il problema sono i soldi. Il servizio costa 100mila euro all'anno e nei suoi otto anni di vita l’Unità di Bollate ha ospitato circa trenta detenuti l’anno. Un percorso che ha fatto la differenza perché dei 218 rei sessuali presi in carico, solo sei hanno nuovamente commesso reati sessuali. Come sempre, quando si parla di questo genere di servizi, si guarda al costo, ma quanto invece fanno risparmiare in termini di sofferenza per le eventuali altre vittime, questo è un conto che non interessa a nessuno. Peccato che poi quando ci sarà, ahimè, una nuova aggressione, tutti invocheranno e si chiederanno dove erano i servizi. Che qualcuno ricordi ai politici di turno che sono stati loro a farli chiudere!

domenica 14 dicembre 2014

2709. Addio Tutor e Tutor Dsa


Se anche nella civilissima, avanzata e vermiglia Emilia si tagliano i servizi scolastici rivolti ai disabili, vuol proprio dire che non ne usciremo vivi. I continui tagli e le riforme hanno fatto in modo da far sparire i denari per continuare il progetto dove ai giovani disabili iscritti alle scuole superiori di tutto il territorio reggiano, venivano affiancati studenti universitari appositamente formati per aiutarli nelle attività scolastiche ed extrascolastiche, supplendo, almeno in parte, alla mancanza cronica di insegnanti di sostegno che affligge ormai da anni il sistema scolastico nazionale. Essendo i tutor 300, parliamo di un numero consistente di minori con disabilità ai quali mancherà un sostegno. Ma bravi (sic!).

sabato 13 dicembre 2014

2708. Le biblioteche torinesi funzionano, peccato che manchino fondi e personale


Certo che siamo il paese dei paradossi. Si legge pochissimo, eppure le biblioteche funzionano come non mai. Peccato che a Torino gli abbiamo tagliato i fondi per l'acquisto di nuovi libri e riviste: meno 80percento in cinque anni, da un milione e 200mila euro del 2010 a 215mila euro dell'ultimo anno. Idem con il personale, che riesce a tenere aperte le sale solo grazie i 34 "cantieristi", i 22 giovani del servizio civile e i 176 volontari civici. 

2707. Può il Sacrai chiudere?


Ci fossero servizi di questo genere a ogni angolo, non credo che sarebbe un gran problema, peccato che non sia proprio così. Sacrai, lo sportello pubblico di assistenza per minori vittime e autori di abuso e sfruttamento sessuale della struttura universitaria attiva nel dipartimento di Neuropsichiatria infantile della Sapienza, rischia di chiudere per mancanza di fondi. Da sei mesi i dieci operatori lavorano gratis ma il 31 dicembre scadono le assicurazioni e allora sarà chiusura definitiva. Il dramma è che non parliamo di milioni di euro, ma di 93mila all'anno, per aiutare una cinquantina di minori con un progetto utile e sofisticato. Ma si può lasciare che questi futuri adulti non abbiamo la possibilità di cambiare?

venerdì 12 settembre 2014

2508. Ancora tagli al sociale a Torino


Non ci si capacita di come aumenti la pressione fiscale, aumenti il debito pubblico, ma i servizi sociali sono da tagliare. A Torino rischiano grosso e si naviga a vista, pensate un po' come siamo combinati. Magari fino a ottobre ci saranno dei servizi, poi a novembre e dicembre verranno cancellati, per magari ricomparire con l'anno nuovo. Ma si rendono conto che non hanno a che fare con computer o pezzi di legno, ma con persone che magari non sono proprio così felice da dover contare sull'assistenzialismo? Forse fare un po' di pulizia tra le tante, forse troppe, persone che ricevono da anni aiuti sarebbe un buon inizio.

mercoledì 26 febbraio 2014

2262. Non c'è niente da fare!?


Cosa accomuna anestesisti e medici, bambini da operare di adenoidi, bidelle e assegni terapeutici? La mancanza di risorse e la cosiddetta riorganizzazione, leggi tagli per risparmiare, che finiscono per “tagliare” la vita delle persone stesse. Ma quei grandi geni che organizzano queste vere e proprie trappole, non potrebbero essere accusati di genocidio? Puoi lasciare che ci siano 350 bambini da operare e non poter dare loro una data precisa, lasciando perdere che è già da otto mesi che aspettano?

sabato 22 febbraio 2014

2259. A Napoli 2000 disabili senza assistenza


Da un anno e mezzo le cooperative non ricevono i pagamenti per le loro
prestazioni assistenziali, così dei 150 addetti, 70 sono già stati lasciati a casa, mentre 80 perderanno il lavoro a marzo. Mentre i disabili presto dovranno provvedere a loro stessi non si sa bene in che maniera, la stessa penosa situazione si vive nel settore dell’assistenza scolastica nelle scuole materne e superiori. 

martedì 31 dicembre 2013

2190. Lo scippo di fine anno



La Giunta regionale piemontese sembra averne inventata una nuova per risparmiare sulla pelle dei cittadini. Le risorse e le funzioni finora destinate all’assistenza di malati non autosufficienti, i cosiddetti extra Lea, cioè aggiuntive ai livelli essenziali del servizio sanitario, passano dalla Sanità alle Politiche sociali. Un semplice passaggio di competenze, che se non prevederà anche quello delle risorse, non erogherà più i servizi a queste persone. Sui giornali, e non solo, si legge che questo governo ha fatto solo danni, poi vedi un sondaggio che dice che nelle prossime elezioni dovrebbe vincere nuovamente il centrodestra e pensi che c’è qualcosa che non va. Certo i sondaggi vanno presi per quello che sono, ma tutto ciò è altamente deprimente. Perché qualcuno non inizia a recuperare nome e cognome di tutti quelli che hanno perso un pezzo di diritto, o di lavoro, grazie al nostro magnifico governatore? Secondo me si farebbero interessanti scoperte!