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domenica 9 maggio 2021

5104. "State chiedendo modifiche che facilitano l'acquisto impulsivo?

Secondo questo articolo, che riporta la cronaca del secondo giorno del processo che
potrebbe rivoluzionare la app economy, il giudice ha messo alle strette il CEO di Epic Games, che ha ammesso di voler un suo sistema di pagamento per poter trarre vantaggio dall'acquisto impulsivo. E bravo! :(

martedì 30 marzo 2021

5086. Tecno-equilibristi. Come farci migliorare (e non divorare) la vita dalle tecnologie digitali

Popolo!

Il 29 aprile uscirà un mio nuovo libro di cui potete vedere una copertina provvisoria, per cui non affezionatevi. 🙂Intanto ho aperto una pagina 

https://www.facebook.com/Tecno-equilibristi-101001032087696 

per chi volesse seguirmi anche lì. 
Sarà un libro molto corposo, circa 400 pagine, che nasce dal desiderio di riflettere sulle tecnologie digitali, sulla loro utilità ma anche sugli aspetti negativi, per imparare a gestirli in maniera consapevole ed equilibrata. 
Spero di trovarvi anche in questa pagina in attesa dell'uscita del libro di cui sono molto contento!

giovedì 7 novembre 2019

4884. La via cinese per la dipendenza da gaming

La Cina ha deciso di imporre regole severe, in un Paese che negli ultimi anni è impegnato nella lotta alla dipendenza dal gioco online che interessa milioni di giovani. Pechino ha quindi diffuso un nuovo regolamento che impone ai minori di 18 anni di non giocare dalle 22 alle 8 e per più di 90 minuti continuativamente nei giorni feriali, che diventano tre ore nei weekend. E oltre al limite temporale, il governo centrale ha stabilito anche un massimo di spesa. I minori di 16 anni non possono eccedere il limite dei 200 yuan (cioè 36 euro) e dai 16 ai 18 anni la soglia è di 400 yuan. Tutti i giocatori poi, come già ha deciso nel 2018 di fare il colosso dei giochi cinese Tencent, dovranno fornire carta di identità e data di nascita per giocare online. E le case produttrici dovranno ingegnarsi per mettere a punto regole e contenuti che non creino dipendenza.
La notizia 

venerdì 30 agosto 2019

4829. La bussola del piacere


David J. Linden, neuroscienziato, pubblica in Italia nel 2017 questo saggio dal sottotitolo: ovvero perché junk food, sesso, sudore, marijuana, vodka e gioco d'azzardo ci fanno sentire bene. Il libro è ricco di descrizioni di molti esperimenti realizzati su cavie animali, purtroppo, per spiegare come sostanze legali come la nicotina, illegali come la cocaina, ma anche comportamenti e idee si muovano più o meno sugli stessi circuiti cerebrali del piacere. Un interessante punto sullo stato dell’arte della neurologia, che spiega tecnicamente come funziona il cervello e dice chiaramente che molto è ancora da scoprire.

“Uno studio recente sul consumo di droghe negli Stati Uniti, infatti stima che il 35percento di tutte le persone che hanno provato a iniettarsi eroina ne è diventato dipendente. È una percentuale molto alta, è vero, sopratutto se la si confronta con il 22percento per la cocaina fumata o iniettata, l’8percento circa per la cannabis e il 4percento per l’alcol. Ma ora prendiamo in considerazione una sconvolgente statistica per la quale l’80percento di tutte le persone che provano a fumare sigarette ne diventa dipendente”.

“Nell’antichità per gli esseri umani la tendenza ad assumere rischi potrebbe aver avuto un ruolo più adattivo per gli uomini cacciatori che per le donne raccoglitrici, il che potrebbe anche spiegare la maggiore inclinazione degli uomini odierni a sviluppare una dipendenza da gioco e altri disturbi del controllo degli impulsi”.

“Un’altra idea irrazionale sul gioco d’azzardo riguarda le vincite mancate. Per esempio, se il cavallo che uno piazza come vincente arriva secondo, o se in una slot machine solo due rulli su tre si posizionano sulla payline, questo evento verrà vissuto più come una vincita mancata che come una perdita. In diversi esperimenti la frequenza delle vincite mancate è stata manipolata per dimostrare come queste favoriscano la dedizione al gioco d’azzardo e, in effetti, sembra esistere una frequenza ottimale di vincite mancate atte a prolungare al massimo il tempo di gioco alle slot machine. Questo effetto è ben noto ai produttori di video slot machine e c’è perfino chi ha programmato i propri apparecchi per alzare il tasso di vincite mancate oltre la media casuale”.

sabato 20 aprile 2019

4741. Dipendenza digitale


Alex Soojung-Kim pang pubblica nel 2015 questo interessante libro dal sottotitolo: istruzioni per un uso equilibrato e felice della tecnologia. L’autore si domanda come rimanere attenti a come i dispositivi ci possono trasformare e come utilizzarli in maniera saggia. Non potendone più fare a meno, occorre trovare un compromesso intelligente quindi propone parecchi riflessioni e alcune strategie efficaci di contenimento e gestione del fenomeno.

Uno dei più saggi detti buddhisti afferma che il dolore è inevitabile, ma la sofferenza è una scelta. Perdita e morte sono inevitabili. Gli amici vanno e vengono, le persone che amiamo muoiono, le catastrofi colpiscono e alla fine tutti devono fare i conti con la propria mortalità. Sfuggire a queste cose non rientra nei nostri poteri, ma si può sviluppare la capacità di affrontarle con dignità. Si può imparare dalle esperienze dolorose, diventare più saggi e migliori attraverso si esse e prepararsi meglio alla prossima battuta d’arresto. In questo mondo iperconnesso e high-tech ci si trova ad affrontare una situazione simile. Le tecnologie informatiche sono ineludibili. Sono parte del mondo in cui si lavora. Reclamano il nostro tempo e sono assetate della nostra attenzione. Fanno affidamento sul fatto che il rapporto con l’informatica è intenso e profondo e riflettono l’entanglement con gli utensili più intelligenti ed efficienti, ma troppo spesso finiscono per farci sentire più impegnati, distratti e annoiati. C’è chi dice che l’inevitabile costo dell’essere sempre accesi e connessi consiste ne fatto che l’attenzione sia perennemente spezzettata e la mente soggetta a infinite richieste e distrazioni. Ma è sbagliato. Siamo eredi di un patrimonio contemplativo che si può usare per riprendere il controllo delle tecnologie utilizzate, per domare la mente scimmia e per riprogettare la propria mente estesa. Essere connessi è inevitabile. Distrarsi è una scelta.

domenica 21 ottobre 2018

4599. Quando si parla di hikikomori


In questo articolo si parla di hikikomori, un concetto coniato in Giappone, la cui traduzione indica “stare in disparte, isolarsi“. Viene usato per riferirsi alle persone, in genere giovani o molto giovani, che hanno scelto forme radicali di isolamento, di auto-reclusione e di ritiro dalla vita sociale. Da alcuni anni il fenomeno ha cominciato a essere osservato e discusso anche in altri paesi occidentali, incluso l’Italia ma c'è ancora molta confusione.

sabato 14 aprile 2018

4395. Il Registro unico delle autoesclusioni servirà a qualcosa?


É stato introdotto questo registro, a cui possono iscriversi i giocatori ed essere esclusi da tutte le piattaforme di gioco d'azzardo online. Fino a ieri era possibile farlo, ma solo sulla piattaforma in cui ci si era iscritti. 

martedì 10 aprile 2018

4390. Non è facile disintossicarsi da Facebook


Bastano pochi giorni di distacco dal social per essere meno stressati, ma non siamo più felici. In sintesi i risultati di una ricerca della Scuola di psicologia dell’università del Queensland, in Australia. Anche se dal punto di vista fisiologico lo stress concretamente calava, visto che si riducevano i livelli di cortisolo, l’autovalutazione dei volontari non mutava granché. Ritenevano infatti di essere stressati come prima, insomma le variazioni individuate dalle analisi non conducevano ad alcun miglioramento percepito della propria situazione.

mercoledì 29 novembre 2017

4219. A proposito di Servizi per le Dipendenze


Un lungo, interessante e “di parte” articolo, che racconta le difficoltà e l'impegno di questi Servizi sanitari tra precarietà, invecchiamento degli operatori, scarsità di risorse e richieste di aiuto sempre maggiori.

venerdì 17 marzo 2017

4013. Negli USA calano i “drogati”, aumentano i “drogati da tecnologia”


L’indagine Monitoring the Future, un report annuale che fotografa l’andamento dei consumi di sostanze d’abuso negli Usa per la prima volta dal 1975 segna un netto calo in quasi tutte le voci, compresi alcol e sigarette
Mentre calano questo tipo di consumi aumenta la dipendenza da internet, smartphone e computer, così per alcuni esperti i due fenomeni potrebbero essere collegati. E quello che succede negli Stati Uniti, prima o poi arriva anche qui!

lunedì 6 marzo 2017

3994. La storia di Teo e dei giochini sullo smartphone


Oggi è un caso non molto diffuso, ma in prospettiva potrebbe diventare una nuova epidemia. Certo qualcuno potrebbe facilmente obiettare che i giochi elettronici esistono ormai da decenni e tutto sommato gli allarmi lanciati da educatori e genitori si sono rivelati piuttosto inconsistenti, almeno apparentemente. Una questione che meriterebbe un approfondimento però riguarda l'età di chi, ai tempi, investiva parecchio tempo dietro a giochi non certo coinvolgenti come quelli di oggi, dei veri e propri film con decine di ore di gioco. Oggi parliamo di ragazzini molto giovani, che con le tecnologie ci sono nati e che vengono letteralmente catapultati in giochi che inizialmente sono gratis, ma che se intendi primeggiare, occorre farsi aiutare comprando gli avanzamenti e spendendo dei soldi reali. 

venerdì 4 novembre 2016

3873. Mi alzo dopo pranzo, faccio colazione e poi torno a giocare fino all’alba


Interessante inchiesta sui giovani che rimangono intrappolati nei videogiochi o nelle rete di Internet. Ci sono anche alcuni interessanti riflessioni sul ruolo dei genitori, “molti eccessivamente apprensivi che preferiscono non far uscire i propri figli. Per pigrizia e per averli sotto controllo. E per paura di quello che c’è fuori. E così la Rete diventa lo spazio di socializzazione, e i giochi multiplayer sostituiscono quelli che, anni addietro, erano i giochi di strada: guardie e ladri si trasforma in gioco sparatutto, nascondino diventa un monitor da cui non distogliere lo sguardo. Quello che si faceva nel cortile sotto casa, oggi si tende a fare in digitale. E così la rabbia, tra le mura domestiche che difficilmente si aprono, si autoalimenta”.

mercoledì 5 ottobre 2016

3834. Abbiamo bisogno di un’educazione al pensiero critico, di più flessibilità e tolleranza


L'appello arriva dal Giappone, terra di hikikomori. Ragazzini, ma ormai anche adulti, che si rinchiudono nella loro cameretta e non ne escono più ed utilizzano le tecnologie per vivere una parvenza di esistenza. L'articolo descrive un fenomeno che in Italia trova ancora poco spazio, ma nel paese del Sol Levante è una concreta realtà con cui fare i conti. Una persona sottolinea di cosa avrebbero veramente bisogno e chiede di smetterla con le critiche perché sono delle vittime del sistema. Sono i loro figli e, senza dubbio, sono il futuro del Giappone.

mercoledì 28 settembre 2016

3824. È un organo. Una parte viva del mio corpo


L'intervistato si riferisce allo smartphone, ormai appendice organica alla quale non si può proprio rinunciare. L'intervista è interessante ed evidenzia in maniera chiara come sia una dipendenza che è stata battezzata nomofobia.

lunedì 22 agosto 2016

3778. No like, no happiness


Il numero dei like o dei commenti positivi ricevuti sui social influenza l’autostima del 55percento dei ragazzi tra i 13 e i 19 anni. Anche la quantità degli amici o dei followers li condiziona perchè più sono e più sei riconosciuto, sia in Rete sia nella vita reale. Ma chi si occupa da vicino di questi temi racconta i bambini sviluppano la “dipendenza da notifica” già a 11 anni, tra le scuole elementari e le medie. E se online sono poco considerati o ricevono commenti negativi si sminuiscono, tendono ad autoescludersi e vivono male.

martedì 12 gennaio 2016

3533. Quella gran fregatura delle microtransazioni (sic!)


Un uomo è in grossi guai finanziari perchè il figlio ha speso circa 8000 dollari in microtransazioni su Xbox One a causa di FIFA 16, acquistando miglioramenti del gioco, peccato che ne abbia comprati a iosa. Non si è proprio accorto di nulla questo 17enne?

mercoledì 16 settembre 2015

3352. Depressione da like


Gli "avvisi", anche nella giornata più grigia, danno la sensazione di esistere, di essere in comunicazione oltre il nostro spazio fisico, di avere, perché no, una montagna di amici. Al contrario, quando Facebook tace, e Twitter non cinguetta, e Instagram non commenta le nostre foto, il mondo pare oscurarsi. Una sensazione che può trasformarsi in qualcosa di più pericoloso, se non una dipendenza nel senso classico del termine, una vera e propria ossessione che non può che peggiorare se non si pone un limite.

venerdì 20 febbraio 2015

2968. Troppo web, non ricorda niente


Un ragazzo di 15 anni si aggirava in stato confusionale alla stazione di Santa Maria Novella, mercoledì verso le 20, fino a che non è stato fermato dalla Polfer mentre saliva senza biglietto su un Frecciarossa diretto a Torino. Non sapeva da dove veniva, e non ricordava neppure il suo nome. Un’amnesia totale , per la quale è stato portato all’ospedale, dove è rimasto ricoverato un giorno per accertamenti. Al termine delle visite, i medici del pronto soccorso di Santa Maria Nuova gli hanno diagnosticato una dipendenza da internet.