Si parte a metà ottobre!
Il covo è un luogo immaginario, una locanda dove Jack propone ai suoi amici e ai suoi avventori la birra che produce. Un luogo di incontro e confronto davanti ad una buona birra artigianale (fino a qualche anno fa).
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sabato 25 settembre 2021
domenica 9 maggio 2021
5104. "State chiedendo modifiche che facilitano l'acquisto impulsivo?
Secondo questo articolo, che riporta la cronaca del secondo giorno del processo che
potrebbe rivoluzionare la app economy, il giudice ha messo alle strette il CEO di Epic Games, che ha ammesso di voler un suo sistema di pagamento per poter trarre vantaggio dall'acquisto impulsivo. E bravo! :(
potrebbe rivoluzionare la app economy, il giudice ha messo alle strette il CEO di Epic Games, che ha ammesso di voler un suo sistema di pagamento per poter trarre vantaggio dall'acquisto impulsivo. E bravo! :(
giovedì 29 aprile 2021
5101. Oggi esce Tecno-equilibristi
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martedì 30 marzo 2021
5086. Tecno-equilibristi. Come farci migliorare (e non divorare) la vita dalle tecnologie digitali
Popolo!
Il 29 aprile uscirà un mio nuovo libro di cui potete vedere una copertina provvisoria, per cui non affezionatevi.https://www.facebook.com/Tecno-equilibristi-101001032087696
per chi volesse seguirmi anche lì.
Sarà un libro molto corposo, circa 400 pagine, che nasce dal desiderio di riflettere sulle tecnologie digitali, sulla loro utilità ma anche sugli aspetti negativi, per imparare a gestirli in maniera consapevole ed equilibrata.
Spero di trovarvi anche in questa pagina in attesa dell'uscita del libro di cui sono molto contento!
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giovedì 7 novembre 2019
4884. La via cinese per la dipendenza da gaming
La Cina ha deciso di imporre regole severe, in un Paese che negli
ultimi anni è impegnato nella lotta alla dipendenza dal gioco online che
interessa milioni di giovani. Pechino ha quindi diffuso un nuovo
regolamento che impone ai minori di 18 anni di non giocare dalle 22 alle
8 e per più di 90 minuti continuativamente nei giorni feriali, che
diventano tre ore nei weekend. E oltre al limite temporale, il governo
centrale ha stabilito anche un massimo di spesa. I minori di 16 anni
non possono eccedere il limite dei 200 yuan (cioè 36 euro) e dai 16 ai
18 anni la soglia è di 400 yuan. Tutti i giocatori poi, come già ha
deciso nel 2018 di fare il colosso dei giochi cinese Tencent, dovranno
fornire carta di identità e data di nascita per giocare online. E le
case produttrici dovranno ingegnarsi per mettere a punto regole e
contenuti che non creino dipendenza.
La notizia
La notizia
venerdì 30 agosto 2019
4829. La bussola del piacere
David
J. Linden, neuroscienziato, pubblica in Italia nel 2017 questo saggio
dal sottotitolo: ovvero perché junk food, sesso, sudore, marijuana,
vodka e gioco d'azzardo ci fanno sentire bene. Il libro è ricco di
descrizioni di molti esperimenti realizzati su cavie animali,
purtroppo, per spiegare come sostanze legali come la nicotina,
illegali come la cocaina, ma anche comportamenti e idee si muovano
più o meno sugli stessi circuiti cerebrali del piacere. Un
interessante punto sullo stato dell’arte della neurologia, che
spiega tecnicamente come funziona il cervello e dice chiaramente che
molto è ancora da scoprire.
“Uno
studio recente sul consumo di droghe negli Stati Uniti, infatti stima
che il 35percento di tutte le persone che hanno provato a iniettarsi
eroina ne è diventato dipendente. È una percentuale molto alta, è
vero, sopratutto se la si confronta con il 22percento per la cocaina
fumata o iniettata, l’8percento circa per la cannabis e il
4percento per l’alcol. Ma ora prendiamo in considerazione una
sconvolgente statistica per la quale l’80percento di tutte le
persone che provano a fumare sigarette ne diventa dipendente”.
“Nell’antichità
per gli esseri umani la tendenza ad assumere rischi potrebbe aver
avuto un ruolo più adattivo per gli uomini cacciatori che per le
donne raccoglitrici, il che potrebbe anche spiegare la maggiore
inclinazione degli uomini odierni a sviluppare una dipendenza da
gioco e altri disturbi del controllo degli impulsi”.
“Un’altra
idea irrazionale sul gioco d’azzardo riguarda le vincite mancate.
Per esempio, se il cavallo che uno piazza come vincente arriva
secondo, o se in una slot machine solo due rulli su tre si
posizionano sulla payline, questo evento verrà vissuto più come una
vincita mancata che come una perdita. In diversi esperimenti la
frequenza delle vincite mancate è stata manipolata per dimostrare
come queste favoriscano la dedizione al gioco d’azzardo e, in
effetti, sembra esistere una frequenza ottimale di vincite mancate
atte a prolungare al massimo il tempo di gioco alle slot machine.
Questo effetto è ben noto ai produttori di video slot machine e c’è
perfino chi ha programmato i propri apparecchi per alzare il tasso di
vincite mancate oltre la media casuale”.
sabato 20 aprile 2019
4741. Dipendenza digitale
Alex
Soojung-Kim pang pubblica
nel 2015 questo interessante libro dal sottotitolo: istruzioni
per un uso equilibrato e felice della tecnologia. L’autore si
domanda come rimanere attenti a come i dispositivi ci possono
trasformare e come utilizzarli in maniera saggia. Non potendone più
fare a meno, occorre trovare un compromesso intelligente quindi
propone parecchi riflessioni e alcune strategie efficaci di
contenimento e gestione del fenomeno.
Uno
dei più saggi detti buddhisti afferma che il dolore è inevitabile,
ma la sofferenza è una scelta. Perdita e morte sono inevitabili. Gli
amici vanno e vengono, le persone che amiamo muoiono, le catastrofi
colpiscono e alla fine tutti devono fare i conti con la propria
mortalità. Sfuggire a queste cose non rientra nei nostri poteri, ma
si può sviluppare la capacità di affrontarle con dignità. Si può
imparare dalle esperienze dolorose, diventare più saggi e migliori
attraverso si esse e prepararsi meglio alla prossima battuta
d’arresto. In questo mondo iperconnesso e high-tech ci si trova ad
affrontare una situazione simile. Le tecnologie informatiche sono
ineludibili. Sono parte del mondo in cui si lavora. Reclamano il
nostro tempo e sono assetate della nostra attenzione. Fanno
affidamento sul fatto che il rapporto con l’informatica è intenso
e profondo e riflettono l’entanglement con gli utensili più
intelligenti ed efficienti, ma troppo spesso finiscono per farci
sentire più impegnati, distratti e annoiati. C’è chi dice che
l’inevitabile costo dell’essere sempre accesi e connessi consiste
ne fatto che l’attenzione sia perennemente spezzettata e la mente
soggetta a infinite richieste e distrazioni. Ma è sbagliato. Siamo
eredi di un patrimonio contemplativo che si può usare per riprendere
il controllo delle tecnologie utilizzate, per domare la mente scimmia
e per riprogettare la propria mente estesa. Essere connessi è
inevitabile. Distrarsi è una scelta.
domenica 21 ottobre 2018
4599. Quando si parla di hikikomori
In
questo articolo si parla di hikikomori, un concetto coniato in
Giappone, la cui traduzione indica “stare in disparte, isolarsi“.
Viene usato per riferirsi alle persone, in genere giovani o molto
giovani, che hanno scelto forme radicali di isolamento, di
auto-reclusione e di ritiro dalla vita sociale. Da alcuni anni il
fenomeno ha cominciato a essere osservato e discusso anche in altri
paesi occidentali, incluso l’Italia ma c'è ancora molta
confusione.
sabato 14 aprile 2018
4395. Il Registro unico delle autoesclusioni servirà a qualcosa?
É
stato introdotto questo registro, a cui possono iscriversi i
giocatori ed essere esclusi da tutte le piattaforme di gioco
d'azzardo online. Fino a ieri era possibile farlo, ma solo sulla
piattaforma in cui ci si era iscritti.
martedì 10 aprile 2018
4390. Non è facile disintossicarsi da Facebook
Bastano
pochi giorni di distacco dal social per essere meno stressati, ma non
siamo più felici. In sintesi i risultati di una ricerca della Scuola
di psicologia dell’università del Queensland, in Australia. Anche
se dal punto di vista fisiologico lo stress concretamente calava,
visto che si riducevano i livelli di cortisolo, l’autovalutazione
dei volontari non mutava granché. Ritenevano infatti di essere
stressati come prima, insomma le variazioni individuate dalle analisi
non conducevano ad alcun miglioramento percepito della propria
situazione.
mercoledì 29 novembre 2017
4219. A proposito di Servizi per le Dipendenze
Un
lungo, interessante e “di parte” articolo, che racconta le
difficoltà e l'impegno di questi Servizi sanitari tra precarietà,
invecchiamento degli operatori, scarsità di risorse e richieste di
aiuto sempre maggiori.
venerdì 17 marzo 2017
4013. Negli USA calano i “drogati”, aumentano i “drogati da tecnologia”
L’indagine
Monitoring the Future, un report annuale che fotografa l’andamento
dei consumi di sostanze d’abuso negli Usa per la prima volta dal
1975 segna un netto calo in quasi tutte le voci, compresi alcol e
sigarette
Mentre
calano questo tipo di consumi aumenta la dipendenza da internet, smartphone e
computer, così per alcuni esperti i due fenomeni potrebbero essere
collegati. E quello che succede negli Stati Uniti, prima o poi arriva
anche qui!
lunedì 6 marzo 2017
3994. La storia di Teo e dei giochini sullo smartphone
Oggi è un
caso non molto diffuso, ma in prospettiva potrebbe diventare una
nuova epidemia. Certo qualcuno potrebbe facilmente obiettare che i
giochi elettronici esistono ormai da decenni e tutto sommato gli
allarmi lanciati da educatori e genitori si sono rivelati piuttosto
inconsistenti, almeno apparentemente. Una questione che meriterebbe
un approfondimento però riguarda l'età di chi, ai tempi, investiva
parecchio tempo dietro a giochi non certo coinvolgenti come quelli di
oggi, dei veri e propri film con decine di ore di gioco. Oggi
parliamo di ragazzini molto giovani, che con le tecnologie ci sono
nati e che vengono letteralmente catapultati in giochi che
inizialmente sono gratis, ma che se intendi primeggiare, occorre
farsi aiutare comprando gli avanzamenti e spendendo dei soldi reali. venerdì 4 novembre 2016
3873. Mi alzo dopo pranzo, faccio colazione e poi torno a giocare fino all’alba
Interessante
inchiesta sui giovani che rimangono intrappolati nei videogiochi o
nelle rete di Internet. Ci sono anche alcuni interessanti riflessioni
sul ruolo dei genitori, “molti eccessivamente apprensivi che
preferiscono non far uscire i propri figli. Per pigrizia e per averli
sotto controllo. E per paura di quello che c’è fuori. E così la
Rete diventa lo spazio di socializzazione, e i giochi multiplayer
sostituiscono quelli che, anni addietro, erano i giochi di strada:
guardie e ladri si trasforma in gioco sparatutto, nascondino diventa
un monitor da cui non distogliere lo sguardo. Quello che si faceva
nel cortile sotto casa, oggi si tende a fare in digitale. E così la
rabbia, tra le mura domestiche che difficilmente si aprono, si
autoalimenta”.
mercoledì 5 ottobre 2016
3834. Abbiamo bisogno di un’educazione al pensiero critico, di più flessibilità e tolleranza
L'appello
arriva dal Giappone, terra di hikikomori. Ragazzini, ma ormai anche
adulti, che si rinchiudono nella loro cameretta e non ne escono più
ed utilizzano le tecnologie per vivere una parvenza di esistenza.
L'articolo descrive un fenomeno che in Italia trova ancora poco
spazio, ma nel paese del Sol Levante è una concreta realtà con cui
fare i conti. Una persona sottolinea di cosa avrebbero veramente
bisogno e chiede di smetterla con le critiche perché sono delle
vittime del sistema. Sono i loro figli e, senza dubbio, sono il
futuro del Giappone. mercoledì 28 settembre 2016
3824. È un organo. Una parte viva del mio corpo
L'intervistato
si riferisce allo smartphone, ormai appendice organica alla quale non
si può proprio rinunciare. L'intervista è interessante ed evidenzia
in maniera chiara come sia una dipendenza che è stata battezzata nomofobia.lunedì 22 agosto 2016
3778. No like, no happiness
Il numero
dei like o dei commenti positivi ricevuti sui social influenza
l’autostima del 55percento dei ragazzi tra i 13 e i 19 anni. Anche
la quantità degli amici o dei followers li condiziona perchè più
sono e più sei riconosciuto, sia in Rete sia nella vita reale. Ma
chi si occupa da vicino di questi temi racconta i bambini sviluppano
la “dipendenza da notifica” già a 11 anni, tra le scuole
elementari e le medie. E se online sono poco considerati o ricevono
commenti negativi si sminuiscono, tendono ad autoescludersi e vivono
male.
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martedì 12 gennaio 2016
mercoledì 16 settembre 2015
3352. Depressione da like
Gli
"avvisi", anche nella giornata più grigia, danno la
sensazione di esistere, di essere in comunicazione oltre il nostro
spazio fisico, di avere, perché no, una montagna di amici. Al
contrario, quando Facebook tace, e Twitter non cinguetta, e Instagram
non commenta le nostre foto, il mondo pare oscurarsi. Una sensazione
che può trasformarsi in qualcosa di più pericoloso, se non una
dipendenza nel senso classico del termine, una vera e propria
ossessione che non può che peggiorare se non si pone un limite.venerdì 20 febbraio 2015
2968. Troppo web, non ricorda niente
Un
ragazzo di 15 anni si aggirava in stato confusionale alla stazione di
Santa Maria Novella, mercoledì verso le 20, fino a che non è stato
fermato dalla Polfer mentre saliva senza biglietto su un Frecciarossa
diretto a Torino. Non sapeva da dove veniva, e non ricordava neppure
il suo nome. Un’amnesia totale , per la quale è stato portato
all’ospedale, dove è rimasto ricoverato un giorno per
accertamenti. Al termine delle visite, i medici del pronto soccorso
di Santa Maria Nuova gli hanno diagnosticato una dipendenza da
internet.
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