È morta Esther Bejarano, che si salvò perché fu messa a suonare
nell’orchestra in quanto si reiventò musicista di fisarmonica. Bejarano,
infatti, suonava il pianoforte, ma non essendo disponibili posti da
pianista imparò a suonare la fisarmonica.
Il covo è un luogo immaginario, una locanda dove Jack propone ai suoi amici e ai suoi avventori la birra che produce. Un luogo di incontro e confronto davanti ad una buona birra artigianale (fino a qualche anno fa).
In due mesi circa 120mila nomi, date di nascita e numeri di matricola di persone imprigionate nei campi di concentramento nazisti sono stati aggiunti in forma digitale agli Arolsen Archives, un tempo noti come International Tracing Service, grazie al lavoro di migliaia di volontari che hanno scelto di partecipare al progetto “Every Name Counts”, cioè “Ogni nome è importante”.
Date una mano anche voi.
È
morto a Roma, all’età di 93 anni, Alberto Mieli. Catturato dai
fascisti e dalla Gestapo e deportato a Auschwitz Birkenau non ancora
ventenne, dopo esser passato per il campo di Fossoli. Sul braccio
aveva marcato in modo indelebile il numero 180060. Conosciuto da
tutti come “Zi Pucchio”, negli ultimi era stato uno dei testimoni
più attivi nel raccontare la Shoah in Italia.
Potrebbe
esserci l'antisemitismo dietro l'uccisione di Mireille Knoll, 85
anni, superstite ai rastrellamenti della Shoah nel luglio 1942 e
ritrovata morta nell'incendio del suo appartamento a Parigi venerdì
scorso. Speriamo che il movente sia un altro perché se così non
fosse, torneremmo troppo indietro e addio civiltà.
Primo
Levi pubblica in Italia nel 1975, ma la mia edizione è del 2008, questa
raccolta di storie, in somma parte autobiografiche, legate assieme da
alcuni elementi chimici che creano un file rouge narrativo per niente
scontato e a tratti affascinante. Primo Levi cerca e trova, fin dagli
inizi degli studi di chimica, un qualcosa che avesse un significato
sempre, nel lavoro come nella vita. Non una facile ricerca, quella di
conoscere e carpire gli schemi che si celano dietro gli elementi, ma
una volta svelati, c'era la certezza che quel tale elemento avrebbe
sempre reagito nella stessa maniera. Molto bella l'intervista di
Philip Roth del1986 in appendice.
Scrive
questo e molto altro Heinrich Himmler nei suoi diari ritrovati
ultimamente. Emerge così quella banalità del male così tanto ben
descritta dalla Arendt, che lascia sbigottiti. Come se una coscienza
malvagia sia connessa con la mente lucida di un omicida di massa.
Certamente lui pensava di fare il suo dovere e questo lascia ancora
più impietrito.
Sono le
parole di Reinhold Hanning, ex SS guardiano di Auschwitz oggi 94enne,
pronunciate durante quello che sarà probabilmente uno degli ultimi
processi nei confronti dei nazisti. Parole tardive per alcuni dei
sopravvissuti, ma poteva anche non dire niente. Certo non una
consolazione per un uomo che non ha partecipato direttamente, ma che
indirettamente ha contribuito, come tanti altri, al compimento di
un sistematico massacro.
Qualcuno
ha perso il senso delle cose, se ha proposto di far rivivere la sua
tremenda esperienza a persone che pagano per uscire da un gioco
chiamato “Escape bunker”. A presto ci saranno anche le esperienze
di Auschwitz, i gulag, le foibe, Guantanamo e come fuggire alla
pulizie etnica (sic!).
Quasi la
metà degli ebrei rastrellati nel nostro Paese dovettero la loro
sorte alla delazione, al tradimento, agli inganni di vicini di casa,
colleghi e conoscenti. Un lavoro che veniva pagato piuttosto bene,
dato che su ogni ebreo, in media veniva messa una taglia di 5.000
lire dell’epoca.