Il covo è un luogo immaginario, una locanda dove Jack propone ai suoi amici e ai suoi avventori la birra che produce. Un luogo di incontro e confronto davanti ad una buona birra artigianale (fino a qualche anno fa).
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venerdì 13 aprile 2018
lunedì 30 ottobre 2017
4183. Il lato oscuro degli orsetti della Haribo
Un
lungo documentario testimonia il tenore di schiavitù dei lavoratori
brasiliani impiegati nelle piantagioni da cui si ricava la cera di
carnauba, necessaria per lucidare i gummy bears ed evitare che si
incollino tra di loro. Racconta inoltre il processo di produzione
della gelatina che viene acquistata da Gelita, azienda che a sua volta si
appoggia a diversi allevamenti di suini della Germania
settentrionale. La gelatina, infatti, si ricava dalle parti povere
del maiale. Secondo il documentario, che ne mostra le immagini, in
questi allevamenti gli animali vengono trattati con crudeltà.
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venerdì 15 settembre 2017
4143. Anche gli italiani si sono comprati pezzi d'Africa
Mi mette
sempre profonda tristezza quando si continua a non cogliere il filo
rosso sangue che unisce il colonialismo ai fenomeni migranti di oggi.
Se non si parte da lì e dall'enorme sfruttamento tuttora in corso di
quelle terre, qualsiasi discorso dotato di senso non può essere
portato avanti. Certo viene comodo pensare che nessuno di noi sia
responsabile di quello che è successo in Africa ed è anche vero,
perché nessuno di noi ha deciso qualcosa in merito, ma pensare di
aiutarli a casa loro quando non la possiedono più, è la retorica di
chi non vuole proprio capire di essere un privilegiato, malgrado la
precarietà e tutto il resto che caratterizza questo pezzo di secolo
in Europa.
venerdì 27 maggio 2016
3701. Dietro i migranti c'è la criminalità che si arricchisce
Un
rapporto appena diffuso da Europol rivela che il business dei
migranti è un affare multinazionale, orchestrato da persone
provenienti da oltre 100 Paesi, dentro e fuori l’Unione. Il
fatturato stimato per l’ignobile commercio è fra i cinque e i sei
miliardi, denari sborsati quasi sempre in contanti. Sono stati
identificati oltre 250 centri di smistamento clandestini gestiti dai
trafficanti. Una delle soluzioni sarebbe un sistema di reinsediamento
“normale” sotto l’ala dell’Onu che farebbe entrare chi
richiede senza arrivare nei paesi ospitanti, legalizzando così
l’asilo e i flussi.
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sabato 14 maggio 2016
3689. Ora come faranno ad uccidere?
In teoria
è diventato impossibile trovare sul mercato i farmaci necessari per
l'esecuzione della pena di morte negli USA. L'annuncio di Pfizer si
aggiunge ad una ventina di aziende statunitensi e europee, che hanno
imposto nuovi e serrati controlli per interrompere la distribuzione
dei propri prodotti al fine di garantire che nessuno di questi possa
essere più utilizzato per iniezioni letali. Una decisione che, come
riporta il New York Times, è definita una pietra miliare.
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mercoledì 13 gennaio 2016
3535. Nestlé sfrutta i bambini nelle piantagioni di cacao
Raramente
ci domandiamo chi e cosa ci sia dietro un prodotto. Al consumatore
interessa il prezzo e, non sempre, la qualità. Che li abbiano
prodotti delle persone in stato di semi-schiavitù o dei bambini o
degli animali poco ci interessa. Meno male che non tutti sono così e
l'International
Labour Rights Forum ha
intentato causa alla multinazionale. Vedremo con che risultati.
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giovedì 28 maggio 2015
3149. + 19
Salgono
a 19 gli stati americani che hanno abolito la pena di morte.
Mercoledì è toccato al repubblicano Nebraska, il cui parlamento ha
raccolto abbastanza voti per rovesciare il veto posto dal governatore
Pete Ricketts alla legge sullo stop delle esecuzioni. Si tratta del
secondo stato conservatore che abolisce la pena capitale dopo il
North Dakota, che lo ha fatto nel 1973. La nuova legge sostituisce la
pena di morte con l’ergastolo senza sconti di pena. Evviva!domenica 16 novembre 2014
2632. Le gabbie per i bambini diversamente abili greci
Ogni
tanto qualcosa o qualcuno ci offre la possibilità di scoprire quanto
siamo, fondamentalmente, ancora dei barbari e che troppo spesso
attribuiscono agli altri questo poco piacevole attributo. In Grecia
65
ragazzini, affetti da autismo o colpiti dalla sindrome di Down,
continuano
a rimanere chiusi in gabbie di legno dentro cui trascorrono la
maggior parte della giornata, malgrado
denunce anche a livello europeo. Inutile per gli italiani gongolare,
perché la triste vicenda della chiusura degli OPG, ancora non del
tutto attuata, non è così diversa dalle gabbie greche.
Di
una tristezza infinita poi la considerazione dell'operatrice, quando
dichiara in maniera anonima che hanno pure lottato per avere quelle
gabbie perché rendono i bambini più liberi. Prima restavano con le
mani e piedi legati al letto per tutta la giornata (sic!).
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martedì 23 settembre 2014
2520. Nuove frontiere del business: gli strumenti di tortura
Non
c'è limite etico o morale negli affari. Una lezione che i cinesi
hanno imparato molto bene e applicano a tutti i settori remunerativi
che questa infame società produce. Quindi non deve purtroppo stupire
che in dieci anni in Cina le aziende specializzate nella produzione
di strumenti di tortura sono aumentate, da 28 alle attuali 130. Non
tutta la produzione rimane in terra cinese, molta supera i confini e
ne dispongono i corpi di polizia in Cambogia, Thailandia e in altri
paesi asiatici e africani dove torture, percosse e maltrattamenti di
chi viene arrestato sono notoriamente all'ordine del giorno.
sabato 6 settembre 2014
2493. Italiani non proprio brava gente
venerdì 23 maggio 2014
2353. Il traffico di esseri umani
L’idea di sfruttare le persone, di venderle alla stessa
stregua di qualsiasi altra merce è vecchia come il mondo. Per cui non poteva
che essere viva e vegeta anche in questo nuovo millennio, dove affianco all’iPhone
vive senza troppo imbarazzo la tratta di persone. Un giro d’affari che arriva
alla stratosferica cifra di 150 miliardi di dollari. In pratica le persone o
vengono ridotte in schiavitù e costrette al lavoro forzato nel settore dell’
agricoltura o nelle industrie della pesca, nel manifatturiero o minerario,
oppure finiscono nel circuito della prostituzione, dove vengono incassati quasi
100 miliardi di dollari.
venerdì 18 ottobre 2013
2097. Nel mondo ci sono 30 milioni di schiavi
È un
numero che dovrebbe indurre perlomeno una riflessione, ma è un fenomeno così
lontano, remoto e tutto sommato comodo per noi, che lo dimenticheremo molto
velocemente. A ricordarci che invece il mondo non è un paradiso, è l’organizzazione
australiana «Walk Free», i cui dati sono peggiori rispetto a quelli pubblicati
di recente dalla Organizzazione internazionale del lavoro, che parlava di 21
milioni di schiavi. A vincere la disonorevole medaglia d’oro di questa
classifica è l’India, con 13,9 milioni di persone, di ogni età e sesso,
costretti a lavorare nelle fabbriche come a dedicarsi alla prostituzione. Al
secondo posto la Cina, dove 2,9 milioni di persone vivono in cattività. Fanno
seguito nella classifica della vergogna Pakistan (2,1 milioni), Nigeria
(701.000), Etiopia (651.000), Russia (516.000), Thailandia (473.000),
Repubblica democratica del Congo (462.000), Myanmar (384.000) e Bangladesh
(343.000). Ma anche nella civilissima, avanzatissima e democraticissima Stati
Uniti ci sono ben 60 mila persone che vivono in stato di schiavitù. Sono
americani, ma soprattutto stranieri provenienti da zone come Messico, America
centrale e Paesi caraibici. Questo perché, come dimostra un recente studio, gli
Usa sono sempre di più meta finale del traffico di essere umani.
Per approfondire
mercoledì 2 ottobre 2013
2064. Quell’innocua bustina di zucchero
Nell’era
della globalizzazione ormai nessun prodotto è esente da essere collegato alle
parole schiavitù, sfruttamento, dignità e diritti. L’ultimo caso è segnalato dal
nuovo dossier di Oxfam Zucchero amaro, che sottolinea che le maggiori aziende del
settore alimentare sono implicate in casi di land grabbing, l’accaparramento
delle terre che strappa ai piccoli agricoltori nei paesi in via di sviluppo
terra, ma anche cibo e dignità. Tre le società maggiormente coinvolte. Tra i
casi raccolti, quello di una comunità di pescatori dello stato di Pernambuco in
Brasile sfrattata con la violenza nel 1998 per far posto a uno zuccherificio
che fornisce Coca-Cola e PepsiCo, o quello di 200 famiglie del distretto di Sre
Ambel, in Cambogia, che stanno ricorrendo in giudizio per riavere la terra da
cui sono state sfrattate nel 2006 per far posto a una piantagione di zucchero
che rifornisce la Tate & Lyle Sugars, che a sua volta vende lo zucchero ad
aziende che lavorano per Coca-Cola e PepsiCo. Nel rapporto sono anche
analizzati i gravi conflitti per la terra in Mali, Zambia e Malawi in cui è
coinvolta ABF, attraverso la sua affiliata Illovo.
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venerdì 6 settembre 2013
2024. Ma a chi compra uno smartphone, gliene frega qualcosa di chi l’ha prodotto?
É il
caso più eclatante, ma a quanti consumatori interessa realmente sapere che dietro
al loro prezioso miracolo tecnologico, ci sono idee “geniali” ma anche tanta
fatica e tanto sfruttamento? L’importante è possedere l’ultimo modello che
promette prestazioni incredibili, e cosa importa se chi lo produce lavoro su turni
di 11 ore con solo 30 minuti di pausa, in stanze sovraffollate e senza
formazione. Tanto sono cinesi e loro ci sono abituati! Quanti sarebbe disposti
a pagare di più per avere lo stesso oggetto, riconoscendo i diritti dei
lavoratori europei anche a loro? Credo pochi farebbero volentieri un passo in
quella direzione, per cui l’unico nostro destino è di fare la loro fine,
lavorando come loro alle loro condizioni.
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sabato 27 luglio 2013
1954. Rapporto Pena di morte 2013
Il
Rapporto 2013, relativo ai dati del 2012 e del primo semestre di quest'anno,
elaborato dall'Associazione Nessuno Tocchi Caino dice che continuano a
diminuire i paesi che applicano la pena capitale. Una propensione, che dura da
15 anni e che appare ormai irreversibile, almeno di spera. In Europa l’unico
paese a applicarla è la Bielorussia.
lunedì 15 luglio 2013
1932. Il volto nascosto del Mundial in Brasil
Il
municipio di Rio ha approvato una risoluzione che prevede il “raccoglimento”
e “internamento”
forzato di tossicodipendenti e senzatetto. La norma è del maggio 2011, quando
la segreteria municipale di assistenza sociale ha istituito il ricovero forzato
per bambini e adolescenti di strada e tossicodipendenti. Nell’ottobre del 2012
viene allargato anche agli adulti. Una sorta di Tso collettivo portato avanti
con manette, manganelli e armi non letali. Qualcosa di violento, nei termini e
nei metodi, al centro di feroci polemiche che non hanno mai superato il
dibattito interno al Paese, nonostante l’intervento di Ong e dell’Onu che ha
criticato molto la cosa. Come dire: l’importante è l’immagine e di certo tutti
i tifosi dovranno avere una bella esperienza, lontana da una parte di realtà
brasiliana, che non si deve proprio vedere.domenica 17 marzo 2013
1661. Gli affari sono affari, anche quando si parla di software
Chi
scrive programmi deve stare anche attento a chi li userà e come. Nell’epoca
della rete, anche un software nato per scopi utili si può trasformare in
qualcosa di utile a governi poco simpatici con giornalisti e attivisti. Reporter
Senza Frontiere li definisce “mercenari dell’era digitale” e li cita nel
rapporto pubblicato il 12 marzo in occasione della Giornata Mondiale contro la
Cyber-censura, insieme ai 5 “Stati nemici di internet”: Bahrein, Siria, Cina,
Iran e Vietnam. Tra le aziende ce n’è anche una italiana, la Hacking Team di
Milano. Mettono su un mercato da 5 miliardi di dollari due tipi di tecnologie:
software in grado di monitorare la rete su larga scala e spyware capaci di
sorvegliare singoli computer.
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