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venerdì 13 aprile 2018

4394. Dall'Africa speranze contro la pena di morte


Sembrerebbe solo un gesto di civiltà, almeno per il sottoscritto, eppure la pena di morte continua ad essere molto diffusa. In alcuni paesi africani però qualcosa sta cambiando. Bene!

lunedì 30 ottobre 2017

4183. Il lato oscuro degli orsetti della Haribo


Un lungo documentario testimonia il tenore di schiavitù dei lavoratori brasiliani impiegati nelle piantagioni da cui si ricava la cera di carnauba, necessaria per lucidare i gummy bears ed evitare che si incollino tra di loro. Racconta inoltre il processo di produzione della gelatina che viene acquistata da Gelita, azienda che a sua volta si appoggia a diversi allevamenti di suini della Germania settentrionale. La gelatina, infatti, si ricava dalle parti povere del maiale. Secondo il documentario, che ne mostra le immagini, in questi allevamenti gli animali vengono trattati con crudeltà.

venerdì 15 settembre 2017

4143. Anche gli italiani si sono comprati pezzi d'Africa


Mi mette sempre profonda tristezza quando si continua a non cogliere il filo rosso sangue che unisce il colonialismo ai fenomeni migranti di oggi. Se non si parte da lì e dall'enorme sfruttamento tuttora in corso di quelle terre, qualsiasi discorso dotato di senso non può essere portato avanti. Certo viene comodo pensare che nessuno di noi sia responsabile di quello che è successo in Africa ed è anche vero, perché nessuno di noi ha deciso qualcosa in merito, ma pensare di aiutarli a casa loro quando non la possiedono più, è la retorica di chi non vuole proprio capire di essere un privilegiato, malgrado la precarietà e tutto il resto che caratterizza questo pezzo di secolo in Europa.

venerdì 27 maggio 2016

3701. Dietro i migranti c'è la criminalità che si arricchisce


Un rapporto appena diffuso da Europol rivela che il business dei migranti è un affare multinazionale, orchestrato da persone provenienti da oltre 100 Paesi, dentro e fuori l’Unione. Il fatturato stimato per l’ignobile commercio è fra i cinque e i sei miliardi, denari sborsati quasi sempre in contanti. Sono stati identificati oltre 250 centri di smistamento clandestini gestiti dai trafficanti. Una delle soluzioni sarebbe un sistema di reinsediamento “normale” sotto l’ala dell’Onu che farebbe entrare chi richiede senza arrivare nei paesi ospitanti, legalizzando così l’asilo e i flussi. 

sabato 14 maggio 2016

3689. Ora come faranno ad uccidere?


In teoria è diventato impossibile trovare sul mercato i farmaci necessari per l'esecuzione della pena di morte negli USA. L'annuncio di Pfizer si aggiunge ad una ventina di aziende statunitensi e europee, che hanno imposto nuovi e serrati controlli per interrompere la distribuzione dei propri prodotti al fine di garantire che nessuno di questi possa essere più utilizzato per iniezioni letali. Una decisione che, come riporta il New York Times, è definita una pietra miliare.

mercoledì 13 gennaio 2016

3535. Nestlé sfrutta i bambini nelle piantagioni di cacao


Raramente ci domandiamo chi e cosa ci sia dietro un prodotto. Al consumatore interessa il prezzo e, non sempre, la qualità. Che li abbiano prodotti delle persone in stato di semi-schiavitù o dei bambini o degli animali poco ci interessa. Meno male che non tutti sono così e l'International Labour Rights Forum ha intentato causa alla multinazionale. Vedremo con che risultati.

giovedì 28 maggio 2015

3149. + 19


Salgono a 19 gli stati americani che hanno abolito la pena di morte. Mercoledì è toccato al repubblicano Nebraska, il cui parlamento ha raccolto abbastanza voti per rovesciare il veto posto dal governatore Pete Ricketts alla legge sullo stop delle esecuzioni. Si tratta del secondo stato conservatore che abolisce la pena capitale dopo il North Dakota, che lo ha fatto nel 1973. La nuova legge sostituisce la pena di morte con l’ergastolo senza sconti di pena. Evviva!

domenica 16 novembre 2014

2632. Le gabbie per i bambini diversamente abili greci


Ogni tanto qualcosa o qualcuno ci offre la possibilità di scoprire quanto siamo, fondamentalmente, ancora dei barbari e che troppo spesso attribuiscono agli altri questo poco piacevole attributo. In Grecia 65 ragazzini, affetti da autismo o colpiti dalla sindrome di Down, continuano a rimanere chiusi in gabbie di legno dentro cui trascorrono la maggior parte della giornata, malgrado denunce anche a livello europeo. Inutile per gli italiani gongolare, perché la triste vicenda della chiusura degli OPG, ancora non del tutto attuata, non è così diversa dalle gabbie greche.
Di una tristezza infinita poi la considerazione dell'operatrice, quando dichiara in maniera anonima che hanno pure lottato per avere quelle gabbie perché rendono i bambini più liberi. Prima restavano con le mani e piedi legati al letto per tutta la giornata (sic!).

martedì 23 settembre 2014

2520. Nuove frontiere del business: gli strumenti di tortura


Non c'è limite etico o morale negli affari. Una lezione che i cinesi hanno imparato molto bene e applicano a tutti i settori remunerativi che questa infame società produce. Quindi non deve purtroppo stupire che in dieci anni in Cina le aziende specializzate nella produzione di strumenti di tortura sono aumentate, da 28 alle attuali 130. Non tutta la produzione rimane in terra cinese, molta supera i confini e ne dispongono i corpi di polizia in Cambogia, Thailandia e in altri paesi asiatici e africani dove torture, percosse e maltrattamenti di chi viene arrestato sono notoriamente all'ordine del giorno.

sabato 6 settembre 2014

2493. Italiani non proprio brava gente



Nella corsa alla terra degli altri, nei paesi dove ovviamente questo è molto più semplice, vedasi l'Africa, anche le azienda italiane risultano in piena attività. E anche se i risultati tardano ad arrivare, prima o poi qualcosa quelle terre produrranno e allora si riempiranno le tasche solo i soliti noti, senza alcun vantaggio per le comunità locali.

venerdì 23 maggio 2014

2353. Il traffico di esseri umani



L’idea di sfruttare le persone, di venderle alla stessa stregua di qualsiasi altra merce è vecchia come il mondo. Per cui non poteva che essere viva e vegeta anche in questo nuovo millennio, dove affianco all’iPhone vive senza troppo imbarazzo la tratta di persone. Un giro d’affari che arriva alla stratosferica cifra di 150 miliardi di dollari. In pratica le persone o vengono ridotte in schiavitù e costrette al lavoro forzato nel settore dell’ agricoltura o nelle industrie della pesca, nel manifatturiero o minerario, oppure finiscono nel circuito della prostituzione, dove vengono incassati quasi 100 miliardi di dollari.

venerdì 18 ottobre 2013

2097. Nel mondo ci sono 30 milioni di schiavi



È un numero che dovrebbe indurre perlomeno una riflessione, ma è un fenomeno così lontano, remoto e tutto sommato comodo per noi, che lo dimenticheremo molto velocemente. A ricordarci che invece il mondo non è un paradiso, è l’organizzazione australiana «Walk Free», i cui dati sono peggiori rispetto a quelli pubblicati di recente dalla Organizzazione internazionale del lavoro, che parlava di 21 milioni di schiavi. A vincere la disonorevole medaglia d’oro di questa classifica è l’India, con 13,9 milioni di persone, di ogni età e sesso, costretti a lavorare nelle fabbriche come a dedicarsi alla prostituzione. Al secondo posto la Cina, dove 2,9 milioni di persone vivono in cattività. Fanno seguito nella classifica della vergogna Pakistan (2,1 milioni), Nigeria (701.000), Etiopia (651.000), Russia (516.000), Thailandia (473.000), Repubblica democratica del Congo (462.000), Myanmar (384.000) e Bangladesh (343.000). Ma anche nella civilissima, avanzatissima e democraticissima Stati Uniti ci sono ben 60 mila persone che vivono in stato di schiavitù. Sono americani, ma soprattutto stranieri provenienti da zone come Messico, America centrale e Paesi caraibici. Questo perché, come dimostra un recente studio, gli Usa sono sempre di più meta finale del traffico di essere umani.  
Per approfondire 

mercoledì 2 ottobre 2013

2064. Quell’innocua bustina di zucchero



Nell’era della globalizzazione ormai nessun prodotto è esente da essere collegato alle parole schiavitù, sfruttamento, dignità e diritti. L’ultimo caso è segnalato dal nuovo dossier di Oxfam Zucchero amaro, che sottolinea che le maggiori aziende del settore alimentare sono implicate in casi di land grabbing, l’accaparramento delle terre che strappa ai piccoli agricoltori nei paesi in via di sviluppo terra, ma anche cibo e dignità. Tre le società maggiormente coinvolte. Tra i casi raccolti, quello di una comunità di pescatori dello stato di Pernambuco in Brasile sfrattata con la violenza nel 1998 per far posto a uno zuccherificio che fornisce Coca-Cola e PepsiCo, o quello di 200 famiglie del distretto di Sre Ambel, in Cambogia, che stanno ricorrendo in giudizio per riavere la terra da cui sono state sfrattate nel 2006 per far posto a una piantagione di zucchero che rifornisce la Tate & Lyle Sugars, che a sua volta vende lo zucchero ad aziende che lavorano per Coca-Cola e PepsiCo. Nel rapporto sono anche analizzati i gravi conflitti per la terra in Mali, Zambia e Malawi in cui è coinvolta ABF, attraverso la sua affiliata Illovo. 

venerdì 6 settembre 2013

2024. Ma a chi compra uno smartphone, gliene frega qualcosa di chi l’ha prodotto?

É il caso più eclatante, ma a quanti consumatori interessa realmente sapere che dietro al loro prezioso miracolo tecnologico, ci sono idee “geniali” ma anche tanta fatica e tanto sfruttamento? L’importante è possedere l’ultimo modello che promette prestazioni incredibili, e cosa importa se chi lo produce lavoro su turni di 11 ore con solo 30 minuti di pausa, in stanze sovraffollate e senza formazione. Tanto sono cinesi e loro ci sono abituati! Quanti sarebbe disposti a pagare di più per avere lo stesso oggetto, riconoscendo i diritti dei lavoratori europei anche a loro? Credo pochi farebbero volentieri un passo in quella direzione, per cui l’unico nostro destino è di fare la loro fine, lavorando come loro alle loro condizioni.

sabato 27 luglio 2013

1954. Rapporto Pena di morte 2013

Il Rapporto 2013, relativo ai dati del 2012 e del primo semestre di quest'anno, elaborato dall'Associazione Nessuno Tocchi Caino dice che continuano a diminuire i paesi che applicano la pena capitale. Una propensione, che dura da 15 anni e che appare ormai irreversibile, almeno di spera. In Europa l’unico paese a applicarla è la Bielorussia.

lunedì 15 luglio 2013

1932. Il volto nascosto del Mundial in Brasil

Il municipio di Rio ha approvato una risoluzione che prevede il “raccoglimento”
e “internamento” forzato di tossicodipendenti e senzatetto. La norma è del maggio 2011, quando la segreteria municipale di assistenza sociale ha istituito il ricovero forzato per bambini e adolescenti di strada e tossicodipendenti. Nell’ottobre del 2012 viene allargato anche agli adulti. Una sorta di Tso collettivo portato avanti con manette, manganelli e armi non letali. Qualcosa di violento, nei termini e nei metodi, al centro di feroci polemiche che non hanno mai superato il dibattito interno al Paese, nonostante l’intervento di Ong e dell’Onu che ha criticato molto la cosa. Come dire: l’importante è l’immagine e di certo tutti i tifosi dovranno avere una bella esperienza, lontana da una parte di realtà brasiliana, che non si deve proprio vedere.

domenica 17 marzo 2013

1661. Gli affari sono affari, anche quando si parla di software



Chi scrive programmi deve stare anche attento a chi li userà e come. Nell’epoca della rete, anche un software nato per scopi utili si può trasformare in qualcosa di utile a governi poco simpatici con giornalisti e attivisti. Reporter Senza Frontiere li definisce “mercenari dell’era digitale” e li cita nel rapporto pubblicato il 12 marzo in occasione della Giornata Mondiale contro la Cyber-censura, insieme ai 5 “Stati nemici di internet”: Bahrein, Siria, Cina, Iran e Vietnam. Tra le aziende ce n’è anche una italiana, la Hacking Team di Milano. Mettono su un mercato da 5 miliardi di dollari due tipi di tecnologie: software in grado di monitorare la rete su larga scala e spyware capaci di sorvegliare singoli computer.