Personalmente
provo una grande invidia per nazioni che considero molto più civili
della nostra, eppure credo che non sia proprio così. Oltre 200
miliardi di euro sono transitati a una filiale di Danske Bank in
Estonia e non certo per motivi legali. Ad essere coinvolti nelle
irregolarità sono circa 15mila conti — di cui 6.200 considerati
sospetti — per un totale di oltre 9,5 milioni di pagamenti
realizzati appunto tra il 2007 e il 2015. Tra i titolari dei conti
sotto esame, secondo alcune fonti, figurerebbero anche i nomi di
alcuni familiari del presidente russo Vladimir Putin. Il portafoglio
clienti «non Estoni» finito nell’occhio del ciclone includeva
oltre a cittadini russi anche soggetti residenti in Azerbaijan,
Ucraina e altri paesi ex-sovietici.
Il covo è un luogo immaginario, una locanda dove Jack propone ai suoi amici e ai suoi avventori la birra che produce. Un luogo di incontro e confronto davanti ad una buona birra artigianale (fino a qualche anno fa).
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venerdì 21 settembre 2018
giovedì 30 maggio 2013
1810. 15 buoni motivi per un viaggio in Danimarca
| Copenaghen |
1. Rilassarsi
in uno dei tanti locali di Nyhavn,
lungo i canali di Copenhagen
2. Passeggiare
per il centro di Copenaghen, tra
oggetti di design e porcellane, per arrivare fino alla celebre Sirenetta
3. Immergersi
in una location delle tragedie skakespiriane, visitando a Helsingør il Kronborg Slot dove è ambientato
l’Amleto
4. Tornare
indietro nel tempo a Ribe, per
trascorrer qualche ora nella più antica città della Danimarca
5. Trascorrere
mezza giornata a Vallø, un paesino
con strade acciottolate, case color senape e un bel castello rinascimentale
6. Fare
un tuffo indietro nella storia danese a Roskilde,
per ammirare le navi vichinghe e a Trelleborg,
per la maestosità delle loro fortezze
7. Camminare
lungo le bianche scogliere di Mons Klint
8. Ritornare
fanciulli con le fiabe di Andersen, trascorrendo una giornata nella sua città Odense
9. Sognare
panorami rinascimentali, tra castelli e laghi, a Hillerød dove si trova il Frederiksborg Slot, con i suoi
splendidi giardini
10.
Tornare bambini con una giornata a Legoland
11.
Incontrare il passato remoto con le pietre
runiche di Jelling
12.
Fermarsi ad Århus, per una full immersion in una città ricca di storia, cultura
e musei
13.
Arrivare alla punta della penisola danese
fino a Skagen, cittadini di artisti e
con splendidi panorami
14.
Fare una pausa di relax nella graziosa
cittadina di Kerteminde
15.
Spingersi fino a Viby, per ammirare uno degli ultimi mulini a vento
martedì 12 aprile 2011
137. Albani Odense Pilsner
giovedì 3 marzo 2011
76. Castelli danesi: Frederiksborg e Kronborg
Frederiksborg Slot è costruito su tre isolette sul versante orientale del lago Slotsø, a 30 chilometri a nord di Copenaghen, vicino a Hillerod. In stile rinascimentale danese, è riccamente arredato e offre ai visitatori uno splendido giardino barocco. La sua costruzione si deve a Federico II, ma fu il figlio Cristiano IV, che nel XVII secolo lo trasformò in una dimora sfarzosa. Nel 1859 fu devastato da un incendio, ma la famiglia reale non aveva denaro sufficiente per il restauro, così entrò in scena il proprietario della birra Carlsberg, J.C. Jacobsen che organizzò un iniziativa per restaurare il castello e trasformarlo in sede museale nazionale. All’interno si possono ammirare la Sala dei cavalieri con le ricche decorazioni e la Cappella dell’Incoronazione, dove dal 1671 al 1840 furono incoronati i sovrani danesi.
Kronborg Slot, a nord di Copenagen nella città di Helsingør, deve la sua fama a William Shahespeare perché lo utilizzò come ambientazione per il suo Amleto. Il castello però non era una residenza reale, bensì un casello daziario che imponeva le imposte alle imbarcazioni straniere che attraversavano lo stretto di Øresund. Le sue origini risalgono ai primi anni del Quattrocento, quando il re danese Erik di Pomerania introdusse il dazio e fece costruire una piccola fortezza, chiamata Krogen. La fortezza fu ampliata , grazie agli ingenti ricavi, da Federico II nel 1585, a cui si deve l’odierna architettura. Un incendio nel 1629 risparmiò solo le mura esterne, ma Cristiano IV lo fece ricostruire, mantenendo l’aspetto rinascimentale. Nel 1658 venne depredato dai vicini svedesi in guerra, divenne nel 1785 una caserma e infine nel 1922 il governo danese e svedese decisero di cooperare e di trasformarlo in un museo. Al suo interno si possono visitare la camera del re e della regina e la sala dei banchetti, una delle più ampie sale rinascimentali della Scandinavia. Nei sotterranei visitabili si incontra la statua del leggendario capo vichingo Ogier il danese; la leggenda dice che egli veglia sulla propria nazione, sempre pronto a correrle in aiuto in caso di avversità.
Per leggere altro sulla Danimarca:
giovedì 24 febbraio 2011
62. Bjørne Beer
È una lager danese a fermentazione bassa, chiamata anche la "birra dell’orso" non solo per l’etichetta della bottiglia, ma sopratutto per il suo elevato tenore alcolico. Il colore si presenta giallo chiaro, intenso; a un gusto leggermente amaro abbina un aroma erbaceo, di malto. La schiuma si presenta compatta e persistente.
61. Skagen
Si trova all’estremo nord della penisola danese, immersa in un paesaggio che illumina dune e brughiera. Per secoli è stato un villaggio di pescatori, finché nell’ottocento è diventata la meta preferita di numerosi artisti divenendo infine, nel secolo scorso, meta turistica.
Caratterizzata dal porto, le case sono tipicamente gialle, con il tetto di tegole rosse dal bordo bianco.
Oltre a passeggiare per la piacevole cittadina, mangiare le tradizionali aringhe è possibile visitare lo Skagen Museum che espone numerosi dipinti dei pittori che operarono nella città fra il 1830 e il 1930. La collezione, che annovera circa 1800 quadri e sculture, ben rappresenta la “scuola di Skagen” fondata da P. S. Krøyer, Michael e Anna Ancher. Una decina di chilometri a sud si trova il Råbjerg Mile, un autentico deserto di sabbia, dove immense dune, sospinte dal vento, si muovono anche di 15 metri ogni anno. Per ammirare gli effetti de vento e della sabbia, si può visitate la riserva naturale dello Skagen Klitplantage, a 5 chilometri a sud della città, dove si incontra la Tilsandede Kirke, la chiesa sepolta, costruita a metà del XIV secolo e quasi sepolta dalla sabbia nel XVI secolo, di cui oggi è visibile l’alta torre.
Imperdibile, qualche chilometro ancora nord di Skagen è Grenen, il punto più settentrionale della penisola, dove si può assistere all’incontro del mar Skagerrak con il Kattegat, in uno spettacolare e luminoso panorama dove il cielo blu e le acque turbolenti contrastano con il terreno brullo e sabbioso.
martedì 22 febbraio 2011
57. Odense
Città natale dello scrittore di favole Hans Christian Andersen, è la terza città per popolazione della Danimarca. Il “santuario di Odino”, questo il significato del nome, ha una lunghissima storia che si perde nel periodo pre-vichingo. È diventata capoluogo della regione nel XVIII secolo, ma non disponendo di un porto non si sviluppò ulteriormente come altre città costiere. Solo nel secolo successivo, con la realizzazione di un canale lungo 5 chilometri che l’ha collegata all’Odense Fjord è divenuta una città industriale, così oggi è il capoluogo della contea di Fyn e il fulcro di tutti trasporti all’interno della regione.
Da visitare la Sankt Knud kirke, la cattedrale gotica costruita nel XIII secolo che rispecchia la ricchezza della città in epoca medioevale e la casa di Andersen, situata tra le pittoresche casupole dell’antico quartiere povero. Passeggiare per la città è piacevole e si respira un aria serena con le immancabili bici che sfrecciano lungo i percorsi ciclabili. Vi sono inoltre alcuni musei come quello dedicato all’arte danese, alle ferrovie dell’ottocento con vere locomotive e quello dedicato alla storia della città.
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