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mercoledì 17 ottobre 2018

4593. L'Agenzia delle Entrate bussa alla porta dei narcotrafficanti


Di per sé non si tratta di una brutta notizia, ma di certo si coglie il paradosso di un ente che spedisce una cartella esattoriale a dei perfetti criminali. Si vede che le cose vanno così e poi pagheranno?

venerdì 25 maggio 2018

4457. Ci vorrebbe anche in Italia la e-fatura


In Portogallo per far emergere il nero hanno introdotto la e-fatura. A parte una lotteria collegata allo scontrino, mi sembra una proposta molto interessante.

giovedì 9 aprile 2015

3052. Quel mistero misterioso delle banconote da 500 euro


Dal 2010 le banche italiane hanno messo in circolazione 12 milioni di biglietti da 500 euro, eppure i clienti ne hanno versati sui propri conti otto volte di più. Fa una differenza di 37 miliardi di euro e certi italiani hanno potuto depositarli senza che nessuno sappia da dove vengono e perché. Dietro questo impressionante movimento di denaro ci sarebbero le mafie, gli imprenditori furbetti e l'ombra del terrorismo, che utlizza questo taglio di denaro per spostare ingenti capitali con il minimo ingombro. Ne avessi mai vista una io!

martedì 31 marzo 2015

3035. Il gioco d'azzardo può aiutate il contrasto all'evasione fiscale?


Sembrano le ultime mosse di governi moribondi e senza idee, eppure non solo la Grecia vuole introdurre una lotteria. I cittadini verranno esortati a pretendere ricevute per gli acquisti effettuati e ad un certo numero di possessori di tali ricevute verranno destinati i premi di una lotteria appositamente organizzata. A Taiwan è attivo già dagli anni Sessanta. In Cina, che ha avviato il progetto soltanto in alcuni distretti e in alcune città, come Pechino, Shanghai e Tianjin, l’esperimento ha dimostrato che nelle aree in cui era presente una lotteria il livello di tassazione al consumo era del 17,1percento più alto rispetto alle aree in cui erano presenti solo strumenti classici di lotta all’evasione. Il gettito fiscale totale è invece aumentato del 10,4percento.
Analoghe iniziative ci sono anche in Portogallo, Slovacchia e Malta. 

venerdì 8 marzo 2013

1646. La DIA nei casinò italiani in cerca di eventuali infiltrazioni mafiose



I casinò possono trasformarsi in enormi lavatrici di soldi sporchi. Lo sanno anche le pietre e lo sanno molto bene le mafie, che da sempre sono interessante al controllo e alla gestione del gioco d’azzardo. In queste ultime indagini sembra più preso di mira il Casinò di San Vincent, anche grazie alle dichiarazioni del processo Minotauro, ma giusto per fare un breve riassunto ecco cosa è successo negli ultimi trent’anni nelle sale da gioco italiane.

Il Casinò di Sanremo ha vissuto tre grandi inchieste. Nel 1981 per irregolarità, nel 1993 per lo scandalo sullo chemin de fer, nel 2000 per una truffa operata con le slot machine. Ma la mazzata vera è stata il capitolo finanziario del 2008 quando gli incassi sono diminuiti del 18%, collassando l’andamento amministrativo.

Il Casinò di Saint Vincent è finito nel mirino dell’antimafia per una complicata storia che fa saltare fuori come ipotesi di reato il riciclaggio e, addirittura, il sequestro di persona. La storia si ripete nel 2006 quando emerge che il Casinò rientra nell’orbita del riciclaggio mafioso dei clan di Villabate, nel palermitano, e della cosca di Santa Maria Gesù con la movimentazione di alcuni milioni di euro da parte di disoccupati prestanome.

Nel Casinò di Campione d’Italia gli addebiti invece sono stati di natura amministrativa. La Corte dei conti della Lombardia ha presentato il conto agli amministratori nel 2009 accusandoli di aver causato un danno all’erario per una somma superiore ai 5 milioni.

Il Casinò di Venezia, primo nella graduatoria d’incassi, ha scontato un’inchiesta giudiziaria per tentativi della mafia di ramificarsi nella prima succursale estera della struttura, a Malta. Nel 2004 le famiglie camorriste Licciardi e Contini avrebbero tentato in vari modi di riciclare denaro presso il Casinò.

sabato 27 ottobre 2012

1369. I paradisi fiscali in rosso



La crisi colpisce anche i paradisi fiscali, costringendo i governi locali a alzare le tasse. Una specie di bestemmia, in luoghi che hanno prosperato proprio perchè la tassazione era bassissima. Paesi come Bahamas, Saint Lucia, Antigua & Barbuda e le ben note Isole Cayman sono vicine al tracollo economico e se non troveranno nuove entrate fiscali rischiano il fallimento. Un vero paradosso per dei paesi che hanno prosperato fino a oggi su quel importante vantaggio. Non penso però che la vicenda insegnerà qualcosa; piuttosto i tanti miliardi migreranno verso nuove mete, che inizieremo a conoscere solo tra qualche anno.

sabato 25 agosto 2012

1248. Più ricco sei, meno tasse paghi


Lo dice il rapporto "Tax Justice Network", scritto da giuristi ed economisti. In tutto la cifra tolta al fisco arriva fino a 32mila miliardi di dollari. Questo grazie alle banche d'affari di tutto il mondo. E l'Italia non fornisce neanche i suoi dati.
I fortunati detentori di queste sterminate ricchezze sono in tutto 10 milioni ma all’interno di questa comunità di miliardari esiste una super elite composta da appena 91mila persone (lo 0,001% della popolazione globale) a cui è riconducibile un terzo dell’intero tesoro, vale a dire circa 10mila miliardi di dollari. Ne fanno parte miliardari del software e delle nuove tecnologie, immobiliaristi cinesi e sceicchi ma anche soggetti con cui ufficialmente nessuno vorrebbe avere a che fare come grossi narcotrafficanti messicani o sanguinari dittatori africani.

lunedì 23 luglio 2012

1175. Troppo pochi e troppo ricchi


L'economista James Henry ha calcolato che il 30,3% della ricchezza finanziaria mondiale è nelle mani di 91.186 persone ultraricche: si tratta di 16,7 mila miliardi di dollari, 9,7 dei quali se ne starebbe offshore. Una super élite di redditieri e donne e uomini d'affari occidentali seduti allo stesso desco di nababbi del petrolio, dittatori africani ed emergenti asiatici e sudamericani.
Inoltre ha anche calcolato che almeno 21 mila miliardi di dollari, cioè circa 15 mila euro, sarebbero depositati in paradisi fiscali, forse anche qualcosa in più. In conti protetti, a bassissimo regime di tassazione nei soliti luoghi, Svizzera, Cayman Islands, Bermuda, Irlanda, Singapore e via dicendo. È come prendere le intere economie di un anno di Stati Uniti e Giappone e nasconderle sotto il tappeto. E si tratta solo della ricchezza finanziaria nascosta: non sono calcolate opere d'arte, immobili, gioielli, yacht domiciliati negli stessi paradisi.
E dobbiamo ancora credere che il capitalismo sia la strada giusta verso un mondo migliore?

domenica 18 marzo 2012

738. La corruzione non è solo un fenomeno italiano


Molti di noi sono disgustati, perplessi e arrabbiati quando sentono dell’ennesimo arresto del politico o dell’imprenditore di turno. Forse un giorno non ci faremo più caso, non perché non ci sarà più nessun arresto, ma perché saremo assuefatti alla notizia. Nel frattempo, finchè il neurone dell’indignazione è ancora collegato, Friedrich Schneider professore di economia dell'università austriaca di Linz ha fatto due conti sui costi della corruzione confrontando la situazione tra Germania, Austria e Svizzera. Il paese della Merkel non ne esce molto bene, con 250 miliardi di euro che sfuggiranno all’erario, mentre per l’Italia saranno 280. Mal comune mezzo gaudio qualcuno potrebbe pensare, ma io preferisco dire che tutto il mondo è paese in fatto di legalità e che ancora molto bisogna fare, in tutto le nazioni, per relegare il malaffare sempre più lontano.

sabato 10 marzo 2012

704. Gli Italiani sono i maggiori acquirenti immobiliari a Londra


Meno male che qui c’è la crisi, ma si possono comprare molte cose se si riesce a far uscire fiumi di denaro esentasse e si investono in immobili. Secondo la rete di agenzie immobiliari Knight Frank, nei mesi di gennaio e febbraio 2012, il 7,3 per cento delle transazioni sono state effettuate da nostri connazionali, contro il 7,2 dei russi. Nel 2011 lo scambio d'affari ha riguardato 450 milioni di sterline pari a 540 milioni di euro. Certo non tutti hanno comprato casa a Londra con soldi dall’origine oscura, ma credo che se qualcuno potesse controllare l’origine di questi denari farebbe delle interessanti scoperte!

giovedì 9 febbraio 2012

599. I “tristi” spalloni di San Marino


Si inerpicano in bici la domenica mattina, imbottendo borracce o le suole delle scarpe delle preziose banconote da 500 euro, pronte per essere depositate nelle banche, aperte, della piccola repubblica. Oppure imbottiscono il reggiseno di banconote, con la segreta speranza di non essere fermati e controllati. Benché, secondo Augusto Casali, segretario di Stato alle Finanze, San Marino non sia proprio un paradiso fiscale, la realtà è che moltissime persone si ingegnano a portare nelle sue casse ingenti quantità di denaro, mentre la Guardia di Finanza di Rimini e la Guardia di Rocca sammarinese pattugliano, controllano, sequestrano e multano gli sfortunati spalloni pizzicati.

martedì 7 febbraio 2012

590. Come evadere 14 milioni di euro e vivere felici o quasi


È questa l’ingente cifra che i controlli della Guardia di Finanza hanno rilevato sull’attività di Villa Tuscolana, una delle più note cliniche romane, considerata di grande livello nel panorama sanitario nazionale. La struttura non aveva mai ottemperato agli obblighi di dichiarazione ai fini delle imposte sui redditi, dell'Iva e dell'Irap, né al versamento all'Erario delle relative imposte, nonostante gli ingenti rimborsi da parte della Asl e del Comune di Roma. Unico, personale, commento: solo in Italia! 

domenica 8 gennaio 2012

497. Ogni anno vengono evasi oltre 180 miliardi di euro


Questa è l’incredibile cifra secondo una stima effettuata da KRLS Network of Business Ethics per conto dell'Associazione Contribuenti Italiani.
Le cifre sono così ricavate:
ECONOMIA SOMMERSA
Almeno 2.900.000 occupati svolgono un'attività irregolare come lavoratori dipendenti = 34,3 MLD
ECONOMIA CRIMINALE
Controllo del territorio = 78,2 MLD
SOCIETA' CAPITALE
Il 78% delle società di capitali dichiara redditi negativi o meno di 10 mila euro = 22,4 MLD
BIG COMPANY
Transfer pricing, conti off-shore e società estere = 37,8 MLD
LAVORATORI AUTONOMI E PICCOLE IMPRESE
Mancata emissione di scontrini, ricevute e fatture fiscali = 8,2 MLD

Buon lavoro Monti, se riesci a recuperare questa somma ti faccio un busto a mie spese e soprattutto Santo subito!