In
questo articolo viene molto ben raccontato quello che è stato fatto
e quello che è ancora da fare. Oggi gli Ospedali psichiatrici,
grazie all'intervento "dell'intellettuale, riformatore e
politico", non esistono più. A loro posto le Rems, un sistema
che tra falle e difficoltà cerca di portare avanti l'eredità di
quella che a suo modo fu una rivoluzione.
Il covo è un luogo immaginario, una locanda dove Jack propone ai suoi amici e ai suoi avventori la birra che produce. Un luogo di incontro e confronto davanti ad una buona birra artigianale (fino a qualche anno fa).
Visualizzazione post con etichetta salute mentale. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta salute mentale. Mostra tutti i post
lunedì 14 maggio 2018
sabato 5 maggio 2018
4431. La storia di Antonella che ringrazia Franco Basaglia
Antonella
è stata l’ultima a lasciare la città dei matti. È così che
chiamano ancora oggi l’ex manicomio di Trieste, perno della
rivoluzione guidata da Franco Basaglia e culminata, 40 anni fa,
nell’approvazione della legge sulla chiusura degli ospedali
psichiatrici in Italia.
mercoledì 24 gennaio 2018
4283. Alcune morti sospette nelle comunità psichiatriche torinesi
Una
lettera anonima ha portato la procura ad iniziare le indagini sulla
morte di almeno tre persone che vivevano all'interno di strutture che
accoglievano pazienti della psichiatria torinese. Il sospetto
dell’anonimo è che i farmaci abbiano sopperito all’assistenza.
Vedremo se le indagini faranno luce su una pratica direi non
cristallina oppure si è trattato di una tragica fatalità. Il fatto
che siano successe nell'arco di sei mesi fa nascere però qualche
dubbio, anche se tutto può succedere.martedì 31 ottobre 2017
4187. Agostino Pirella
martedì 28 marzo 2017
4027. Non credo che tocchi allo Stato disciplinare anche i sogni e le speranze
Lo afferma
Paolo Crepet, psichiatra, sociologo, ospite fisso di tante
trasmissioni tv e autore di una perizia per Lottomatica contro il
Comune di Bergamo, che sta cercando di limitare le occasioni di
azzardo. Le polemiche avanzano, ma colpisce che uno psichiatra dica
di cosa dovrebbe occuparsi lo Stato. Non dovrebbe invece pensare alla
salute mentale delle persone e accettare il semplice fatto che il
gioco d'azzardo, in una fetta importante della popolazione, ha fatto
e sta facendo male e che dietro al gioco ci sono società che non
fanno altro che spremere le persone. Altro che alimentare sogni e
speranze; alimentano conti offshore, speculazione finanziaria e
impoverimento.mercoledì 23 novembre 2016
3896. Il Centro di salute mentale? Chiuso per la festa di pensionamento del direttore
sabato 23 aprile 2016
3665. Quel brutto pasticcio delle comunità psichiatriche torinesi (seconda puntata)
Spunta un
interessante, e per certi versi prevedibile per chi lavora nel
sociale, ampliamento dell'indagine. C'erano delle alternative
migliori, almeno economicamente parlando, agli “unici” fornitori
di un servizio comunitario prorogato ormai da anni, peccato che la
proposta sia finita in un cassetto chiuso a chiave e dimenticato da
tutti. Ma la manina che l'ha messa lì dentro di chi sarà?
martedì 12 aprile 2016
3650. Quel brutto pasticcio delle comunità psichiatriche torinesi
Sono
intervenuti anche i carabinieri del Nas di Torino sulla “particolare”
vicenda che riguardava la mancanza del nuovo personale medico che
dall’1 aprile avrebbe dovuto sostituire i sette psichiatri pagati
dal fondo sanitario nazionale. Parallelamente, la Commissione di
vigilanza ha iniziato le sue ispezioni per valutare il funzionamento
delle strutture, che attualmente ospitano cento pazienti. Tante le
questioni aperte ma solo una è molto chiara: che il destino di cento
persone affette da una malattia mentale importa proprio a poche
persone.
giovedì 31 marzo 2016
3642. In psichiatria all'Asl To1 diventa tutto “terapeutico”
La
direttrice del dipartimento di salute mentale ha denunciato in una
lettera una situazione piuttosto triste, dove uno psichiatra si
sarebbe rivolto ad una paziente dicendole molto chiaramento che “
ha solo bisogno di un uomo che la scopi e le paghi le bollette”.
Parole che ben poco hanno di terapeutico o d'aiuto, piuttosto sono
estremamente sessiste e che non fanno proprio bene a tutto il
sistema.
In
parallelo quattro persone che hanno disturbi mentali andranno ad
affiancare gli operatori della Pet Therapy, un attività che vede
come cura la relazione tra persone e animali domestici, di solito
cani. Non più fruitori di un servizio, ma protagonisti di un pezzo
della loro esistenza. Bene!
venerdì 30 ottobre 2015
3431. È da ritenersi sussistente il danno grave e irreparabile
Il Tar del
Piemonte ha disposto la sospensiva della delibera sul riordino dei
servizi psichiatrici, predisposta dall’assessorato alla sanità e
varata lo scorso 3 giugno dalla giunta di Sergio Chiamparino. I
giudici amministrativi discuteranno nel merito il ricorso il prossimo
13 gennaio ma nel frattempo ogni effetto dell’atto è congelato. A
quando qualcosa di normale, dove i giudici non vengano neanche presi
in considerazione? lunedì 15 giugno 2015
3176. La Regione Piemonte fa le pentole con la riforma della psichiatria, ma non i coperchi
Secondo
questo articolo la delibera di riordino dell’assistenza ai pazienti
psichiatrici comporterebbe solo la riduzione delle ore degli
operatori e un sostanziale arretramento dell'offerta terapeutica. Ma
bravi!
sabato 25 ottobre 2014
2587. Mille casi di violenza ogni anno contro gli operatori
A
denunciarlo è la SIP, Società Italiana di Psichiatria, che
ovviamente racconta della situazione dal suo punto di contatto con i
pazienti. L'insulto, la minaccia, la prepotenza e la pressione sono
sicuramente aumentati e il passaggio all'atto violento è diventato
più frequente come tristemente riporta la cronaca. Le loro
osservazioni nascono nell'ambiente psichiatrico, ma analoghe
affermazioni, forse meno documentate, possono fornirle gli operatori
che lavorano con le Dipendenze e nei Servizi Sociali. Perché sono
dei luoghi destinati agli ultimi e quando gli ultimi non hanno nulla
da perdere difficilmente se la prendono con il politico di turno, più
facilmente aggrediscono il medico che non vuole (può) dare una
terapia o un assistente sociale che non vuole (può) dare un sussidio
economico. Nell'articolo si sottolinea, a mio parere giustamente,
come questo sia un problema di personale, ma anche di strutture
intese come luoghi fisici non adatti a ospitare e gestire determinate
situazioni di aggressività. Infine nell'articolo viene più spesso
ricordato l'uso di sostanze da parte di pazienti psichiatrici e di
come incida, ovviamente, sull'aggressività della maggioranza di
loro. Il problema è qui soprattutto di ordine organizzativo. In
molte Regioni la Psichiatria e le Dipendenze non lavorano insieme,
nel senso che non vengono trattate nello stesso ambulatorio. Tutto è
separato; o sei un paziente psichiatrico e sei un paziente
tossicodipendente, raramente entrambi e raramente c'è la presa in
carico congiunta. Così troppo spesso si finisce per passare ore o
ore a capire chi è che deve prendersi cura di tale persona, senza
alla fine aiutarla in maniera adeguata.giovedì 17 aprile 2014
2317. Non c'è pace per gli operatori di Villa Cristina
Prima
la pseudo deportazione, ora lo stipendio di marzo che sarà solo
della metà e per aprile forse sarà di zero euro. Ma che cosa deve
fare una persona per avere la certezza di lavorare e di percepire una
stipendio? Emigrare? Cambiare azienda? Fare una macumba su tutti i
politici locali, regionali, nazionali, europei e già che si siamo
statunitensi e cinesi? Ma che razza di mondo!mercoledì 20 novembre 2013
2144. Arriva Marco Cavallo
Ci
sono simboli importanti nella storia italiana, emblemi che però si possono
offuscare nella memoria di chi ancora sente come importante esercitarne l’uso. Nel
1973 un enorme cavallo di cartapesta colorato di azzurro rompeva simbolicamente
e materialmente i muri del manicomio di San Giovanni a Trieste, facendo
dilagare in tutta la penisola la riforma basagliana. Da allora è diventato un simbolo
dell’emancipazione psichiatrica ed è di nuovo in giro nelle città per sostenere
la battaglia condotta da Stop Opg per la definitiva chiusura degli ospedali
psichiatrici giudiziari.
martedì 6 agosto 2013
1971. L’Italia malata di mente
A
un occhio un minimo attento non poteva sfuggire che il nostro paese non solo è
malato di mente, ma non esiste una cura adeguata per poterlo far rinsavire.
Ulteriore conferma arriva da Vittorino Andreoli, noto psichiatra, attivo anche
nel campo della scrittura, che individua quattro principali sintomi: il masochismo
nascosto, l’individualismo spietato, la recita e la fede nel miracolo.
Il
masochismo nascosto è il piacere di trattarsi male e quasi goderne, dietro la
maschera dell'esibizionismo.
Nell'individualismo
spietato se immaginiamo 10 persone su una scialuppa, col mare agitato e il rischio
di andare sotto, succede che non ci si domandi come aiutarsi, ma si pensi a come
salvare la pelle propria e al massimo della propria compagna o del proprio
ristrettissimo clan.
La
recita è fondamentale per l'italiano che non esiste se non parla: indossa la
maschera e non sa più qual è il suo vero volto.
Il
quarto sintomo è quello di credere, sempre e comunque, nel miracolo. Prima
o poi succederà qualcosa che cambierà la propria sorte maligna.
Interessante lettura, che però non offre scampo. Siamo destinati tutti al
manicomio, che è l’Italia, ma non ci sono medici che ci cureranno, perché il
livello di patologia ha raggiunti livelli di non ritorno.
venerdì 1 febbraio 2013
1571. Dovevano chiudere tutti gli OPG, entro oggi
Il
comitato nazionale stopOPG invece ricorda che non è andata proprio così, anzi
tutto è troppo uguale a prima, malgrado iniziative politiche importanti.
Comunicato
del comitato StopOPG
Il termine per il completamento del
processo di superamento degli ospedali psichiatrici giudiziari è fissato al 1°
febbraio 2013. Così prescrive la legge 9 del 2012 (comma 1 articolo 3 ter). Ma
è evidente che il temine non sarà rispettato.
Abbiamo ripetutamente segnalato i
ritardi nella chiusura degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari, indicando come
responsabili il Governo, molte Regioni e Asl; ma abbiamo parlato anche dei
rischi dello stesso articolo 3 ter della Legge 9 appena citata.
Abbiamo denunciato:
che l’attenzione di Governo e Regioni è concentrata sull’apertura delle
strutture residenziali "speciali” - previste dalla legge 9 in luogo degli
attuali Opg - dove eseguire la misura di sicurezza, molto simili a ospedali
psichiatrici, per le caratteristiche loro assegnate da uno specifico Decreto.
Abbiamo più volte detto che rischiamo di ritrovarci con numerosi piccoli
manicomi regionali (i “mini OPG”).
che i sequestri degli Ospedali Psichiatri di Giudiziari a Montelupo
Fiorentino e a Barcellona di Pozzo di Gotto, disposti a dicembre 2012 dalla
Commissione d’inchiesta presieduta dal senatore Marino, e non ancora eseguiti,
confermano drammaticamente le condizioni indegne in cui sono tuttora costretti
a vivere nostri concittadini all’interno degli ultimi residui manicomiali. La
condizione terribile in cui versano questi uomini e donne va al di là delle
condizioni terribilmente degradate in
cui sono costretti e riguarda tanto più il loro abbandono da parte dei servizi
sanitari e sociali, la mancanza di un progetto, le proroghe collegate ad una
mancata presa in carico, la violenza dell’istituto, il permanere di un percorso
giuridico “speciale” che toglie loro diritti e responsabilità.
che è inaccettabile il ritardo nell’assegnazione alle Regioni delle
risorse destinate ad accompagnare il superamento degli OPG (per spesa corrente:
38 milioni di euro nel 2012 e 55 milioni dal 2013, più quelle in conto
capitale: 173,8 milioni di euro).
Ribadiamo le nostre proposte:
Le risorse vanno destinate ai Dipartimenti di Salute Mentale DSM, che
devono presentare e attuare i progetti individuali finalizzati alle dimissioni
degli/delle internati/e o per progetti di alternativa alla misura di sicurezza
detentiva in Opg o Ccc (vedi sentenze Corte Costituzionale 253/2003 e 367/2004
richiamate dall’allegato 1C Dpcm 1.4.2008). Per chiudere gli Opg bisogna
offrire buoni servizi per la salute mentale nel territorio.
Vanno attuate le “dimissioni senza indugio”, come sollecitato dalla
Commissione parlamentare d’inchiesta sul SSN ai Ministri della Salute e della
Giustizia, che risultano possibili immediatamente per i due terzi delle persone
internate attraverso la presa in carico dei DSM, che porterebbero già alla
chiusura di alcuni Opg.
L’istituzione di una specifica “autorità” di garanzia nazionale (che
possa agire anche con funzioni commissariali ad acta) per l’attuazione dei
programmi delle regioni e per il loro monitoraggio.
Infine, ribadiamo che il definitivo
superamento dell'Opg si potrà raggiungere solo con la modifica degli articoli
del codice penale 88 e 89. Altrimenti gli Opg (vecchi o nuovi) continueranno ad
essere alimentati da nuovi ingressi. Sono quegli articoli del codice Rocco che,
associando “follia” ad incapacità di
intendere e di volere e a “pericolosità sociale”, hanno mantenuto in vita l’Opg
e dunque un canale “parallelo e speciale” per i malati di mente che commettono
reati.
Perciò la mobilitazione di stopOPG
continua: gli Opg, come i manicomi, sono incompatibili per loro natura con la
tutela della salute mentale, le cure e la riabilitazione cui hanno diritto
tutti cittadini.
31 gennaio 2013
p. Il comitato
nazionale stopOPG
Stefano Cecconi,
Giovanna Del Giudice, Francesca Moccia
Iscriviti a:
Post (Atom)








