venerdì 7 ottobre 2011

347. Se questo è un uomo


Primo Levi viene catturato nel dicembre del 1943 e portato a Auschwitz, dove riuscirà a sopravvivere al campo di concentramento in terra polacca e essere salvato dall’esercito russo. Ritornato sente impellente il bisogno di raccontare gli avvenimenti, ma non trova che un piccolo editore che nel 1947 pubblica 2500 copie del libro. La casa editrice fallisce e il libro torna nell’oblio, anche perché quella “brutta storia” voleva essere dimenticata, rimossa, da un po’ tutti. Nel 1958 la casa editrice Einaudi lo ripubblica e da allora è diventata la preziosa testimonianza di un uomo che non giudica, ma offre al lettore gli elementi utili per esprimere un parere su quella incredibile aberrazione dell’essere umano, la creazione dei lager.

giovedì 6 ottobre 2011

346. 200mila cartoline per Cota

Ieri sono state consegnate al presidente della Regione Roberto Cota per chiedere il rifinanziamento del fondo per la non autosufficienza. Nubi minacciose si addensano sulle persone anziane e disabili che rischiano di non poter avere le cure necessarie a causa dei numerosi tagli decisi dal Governo centrale e regionale. Una situazione che malgrado il tentativo di contenere e concertare soluzioni, prima o poi scoppierà in faccia ai suoi realizzatori.
L'Italia diventa sempre di più un paese per ricchi, che si possono permettere le cure mediche e l'assistenza, oltre al resto ovviamente!



mercoledì 5 ottobre 2011

345. Si allunga la coda......... e non siamo dal panettiere

Ieri in consiglio regionale si è discusso delle liste d'attesa per le visite specialistiche, tempi di attesa che raggiungono i 6-9 mesi. Sebbene l'assessore Monferino abbia proposto un modello di razionalizzazione che nasce prevalentemente dall'utilizzo dell'informatica per migliorare il servizio, credo che il sistema sia vicino al collasso.
Per ottenere un documento nell'ambulatorio di Via Monginevro a Torino occorre aspettare almeno 5 ore e ultimamente sono avvenute delle aggressioni da parte di utenti esasperati dall'attesa. E bravo Cota!!!

La Stampa

martedì 4 ottobre 2011

344. XVIII° arrondissement di Parigi – Butte Montmartre (1/6)


Questo distretto comprende l'antico comune di Montmartre, annesso dalla capitale nel 1860, è il terzo arronddissement più popolato e ospita il quartiere a luci rosse di Pigalle.
Tra i punti d’interesse svetta la bianca Basilique du Sacré-Cœur, la place du Tertre, il Moulin Rouge, l’Église Saint-Bernard de la Chapelle , l’Église Notre-Dame de Clignancourt, il Cimetière de Montmartre, il Moulin de la galette, il Cabaret du Lapin Agile, il Cimetière Saint-Vincent, il Cimetière du Calvaire, l’Église Saint-Pierre de Montmartre, l’Église Saint-Jean de Montmartre, l’Église Notre-Dame de Clignancourt, l’Église Saint-Denys de la Chapelle, affianco alla basilique Sainte-Jeanne-d’Arc, l’Église Notre-Dame du Bon Conseil, l’Église Sainte-Hélène, l’Église Sainte-Geneviève des Grandes Carrières, il Musée de Montmartre, l’Espace Dalí, la Halle Saint-Pierre, il Théâtre de l'Atelier, il Ciné 13 Théâtre, il Théâtre des Abbesses, il Divan du Monde, Les Trois Baudets, il Théâtre de Dix heures, Le Trianon, il Théâtre des Deux Ânes, il Bateau-Lavoir, La Cigale, l’Immeuble et piscine des Amiraux, la Maison Eymonaud, la Maison de Tristan Tzara, la Manufacture de porcelaine de Clignancourt, l’Élysée Montmartre e la Villa des Arts.

Pigalle
Questo particolare quartiere prende il nome dallo scultore Jean Baptiste Pigalle ed è un noto luogo turistico per la presenza di importanti locali notturni, con molti sexy shop in Place Pigalle e nei principali boulevard.
La storia di Pigalle, in quanto quartiere particolare, inizia nel 1881 con l'apertura del cabaret Le Chat noir, dove lavorava Aristide Bruant, cantore della Parigi equivoca. Nel 1885 Maxime Lisbonne, di ritorno dalla Nuova Caledonia dove scontava una condanna all'ergastolo amnistiata nel 1880, apre La Marmite dove presenta degli spettacoli osè. Successivamente inventerà lo striptease al Divan japonais. Nel 1889 apre Le Moulin-Rouge, che con il tempo attira la clientela che prima si ritrovava intorno alla porte Saint-Martin e alla porte Saint-Denis, zona del piacere notturno.
In quel periodo il quartiere è immortalato da artisti come Henri de Toulouse-Lautrec, Pablo Picasso, Vincent van Gogh, Maurice Neumont e Salvador Dalí.
Verso il 1910 diventa un quartiere gestito dalla criminalità legata alla prostituzione e al gioco d’azzardo e anche se nel 1918 esistono restrizioni su alcol e luce, i clienti qui trovano tutto quello che gli necessita. Negli anni ’30 esistono 177 bordelli e le vie sono piene di prostitute, controllate dai loro protettori.
Nel 1932 inizia una guerra tra malavita corsa e malavita parigina con omicidi e altri delitti, così la polizia moltiplica le retate e le chiusure dei cabaret. Poco prima della guerra, l'eroina arriva in quantità e si vende nei bar ed nei ristoranti. La Seconda Guerra mondiale e l'occupazione tedesca non portano molti cambiamento agli affari dei malviventi del quartiere. Alla Liberazione la legge Marthe Richard vieta in Francia le case chiuse, ma questa decisione non fa sparire la prostituzione, perché si ritrovano nella vie o lavorano negli albergi a ore. Negli anni 1960 questi alberghi vengono chiusi un po’ alla volta, così diminuisce il numero di prostitute, ma il quartiere resta molto popolare per fare festa con i parchi di divertimenti, i locali di striptease ed i bar. Fin dall'inizio degli anni ‘70, con la liberazione dei costumi, si installano i primi cinema pornografici, si moltiplicano i sexy shops come i saloni per massaggi ed appaiono i primi live-show. 
Anche se il tempo dove si incrociavano a Pigalle i malviventi, i poliziotti ed i clienti sembra lontano, si trovano ancora numerosi sexy shops, locali per spettacoli per adulti e il Museo dell'erotismo, tuttavia, i locali notturni, i cabaret celebri e le insegne multicolori al neon offrono più uno scenario per i turisti, che quel luogo che fu in passato.
L'area a sud di Place Pigalle non è dedicata al commercio sessuale, ma alla vendita di strumenti ed equipaggiamento musicale. Una parte di Rue de Douai consiste unicamente di negozi che vendono chitarre, batterie e accessori musicali.

 Gli altri post su Parigi qui

lunedì 3 ottobre 2011

343. Per non dimenticare 3


Ma nell’odio nazista non c’è razionalità; è un odio che non è in noi, è fuori dell’uomo, è un frutto velenoso nato dal tronco funesto del fascismo, ma è fuori e oltre il fascismo stesso. Non possiamo capirlo; ma possiamo e dobbiamo capire di dove nasce, e stare in guardia. Se comprendere è impossibile, conoscere è necessario, perché ciò che è accaduto può ritornare, le coscienze possono nuovamente essere sedotte ed oscurate: anche le nostre.

domenica 2 ottobre 2011

342. Timoria Piove



Canzone del 1993, quando la band bresciana calcava i palchi di mezza Italia, dedicata a questi giorni di gran caldo, dedicata all’idea che un po’ di pioggia aiuterebbe a ripulire questo paese dalla zozzura che la infesta, dedicata a tutti quelli che pensano ancora che esista un mondo migliore e dove ognuno, nel suo piccolo, può ancora fare la differenza senza fare la puttana (il termine escort non lo sopporto, ma fa tanto fine!)


Certi giorni questo viaggio
Sembra non finire mai
Ma se guardo alle mie spalle
Non ho perso molto sai
Non c'è tempo per pentirsi
Tutto appartiene a ieri
Quanti ladri, quanti amanti
Troppi santi, troppi eroi
Non si può tornare là
Ma se guardi l'orizzonte
Sei a metà del viaggio ormai
Non ti importa della gente
Cerchi l'immortalità
Ad un tratto il tuono e il lampo
Squarcia il cielo sopra me
Tutti nelle loro tane muore
l'elettricità
Giace inferma la città
Mentre piove, piove
Son felice perché
Lava queste strade
Entra dentro di me
E tu uomo intelligente
Non puoi farci niente sai
La sua forza in un istante
Può schiacciarti se vorrà
E l'odore dell'asfalto
L'erba, i fiori, il vento che
Mi vien voglia di spogliarmi
Voglio che entri dentro me
E distrugga ciò che può
Mentre piove, piove
Son felice perché
Lava queste strade
Entra dentro di me


sabato 1 ottobre 2011

341. Per non dimenticare 2


L’anno scorso a quest’ora io ero un uomo libero: fuori legge ma libero, avevo un nome e una famiglia, possedevo una mente avida e inquieta e un corpo agile e sano. Pensavo a molte lontanissime cose: al mio lavoro, alla fine della guerra, al bene e al male, alla natura delle cose e alle leggi che governano l’agire umano; e inoltre alle montagne, a cantare, all’amore, alla musica, alla poesia. Avevo una enorme, radicata, sciocca fiducia nelle benevolenza del destino, e uccidere e morire mi parevano cose estranee e letterarie. I miei giorni erano lieti e tristi, ma tutti li rimpiangevo, tutti erano densi e positivi; l’avvenire mi stava davanti come una grande ricchezza. Della mia vita di allora non mi resta oggi che quanto basta per soffrire la fame e il freddo; non sono più abbastanza vivo per sapermi sopprimere.
Se parlassi meglio tedesco, potrei provare a spiegare tutto questo a Frau Mayer; ma certo non capirebbe, o se fosse così intelligente e così buona da capire, non potrebbe sostenere la mia vicinanza, e mi fuggirebbe, come si fugge il contatto con un malato incurabile o con un condannato a morte. O forse mi regalerebbe un buono per mezzo litro di zuppa civile.

venerdì 30 settembre 2011

340. Evviva la meritocrazia........per gli altri!

Secondo il Corriere della Sera l'ormai noto Massimo Zennaro, autore della splendida gaffe sul tunnel e sui neutrini, diventerà consulente per Barbara Berlusconi, che desidera costruirsi un profilo culturale forte. Consiglio alla signora di affidarsi a Topo Gigio, a mio parere molto più affidabile di chi scrive determinati comunicati stampa.




339. I problemi delle coop sociali piemontesi

E' ovvio che se la Regione non finanzia determinati servizi salta tutto il sistema ma, evidentemente, non ci si rende conto che il sistema è formato da persone (lavoratori) e da utenti, pazienti o clienti. Se i lavoratori rimangono a casa perchè la Regione non finanzia i servizi, agli ex lavoratori mancherà lo stipendio, per cui compreranno sempre meno e l'economia non ripartirà mai. Ma chi ci governa e chi li ha votati riesce a fare questo elementare pensiero oppure pensano che tutti gli ex lavoratori apriranno partita IVA e magicamente avranno un reddito!!

L'ANSA