sabato 10 dicembre 2011

440. I Parlamentari non sono come i Pensionati e i Lavoratori


So di non essere l’unico e immagino che sui principali social network ci siamo parecchie persone incazzate perché i parlamentari vogliono posticipare il taglio dei loro stipendi. Il governo non può decidere dei loro stipendi, dicono e poi vogliono avere la certezza che il taglio sia per metterli al livello dei colleghi europei. Lo stesso trattamento però non vale per i pensionati, a cui non si chiede nulla e nemmeno ai lavoratori ai quali si dice: per non fallire lavorerai qualche anno in più. Dove è il problema?
A noi cittadini cosa rimane da fare? Per prima cosa non votarli se si ricandidano e poi se li incontriamo per strada, in un futuro prossimo, non facciamo come facciamo sempre, cioè leccandogli il sedere, prendiamo le distanze e evitiamoli, l’allontanamento da tutti è quello che si meritano, visto che quando dovevano pensare alla “cosa comune” hanno solo pensato al loro portafoglio e alla propria famiglia.

venerdì 9 dicembre 2011

439. Per recuperare 98 miliardi di euro scriviamo a Monti


Parliamo della penale che gli operatori che gestiscono le slot devono allo Stato per i mancati collegamenti di alcuni anni. Lo propone il “Comitato 98 miliardi di euro” con sede a Genova, che invita tutti i cittadini a ritrovarsi lunedì 12 dicembre alle ore 12 davanti alla Prefettura per una manifestazione di protesta contro lo scandalo.
Nel volantino viene sottolineato che non ritengono "giusto chiedere sacrifici ai semplici cittadini con manovre da 20-30 miliardi di euro e non chiedere invece alle dieci società che gestiscono le slot machine di pagare, anche con eventuali rate annuali del 10-20%, le somme che devono, come costretti a fare i semplici cittadini. Le loro tesi - che le penali applicate durante gli anni che non avevano collegate le slot machine alla centrale operativa di controllo debbano essere considerate esose e quindi non applicabili - è veramente risibile perché pur di avere le concessioni che hanno permesso loro di fatturare miliardi di euro all'anno, hanno sottoscritto una convenzione che, come tutte le concessioni sottoscritte, vanno rispettate perché liberamente accettate".

giovedì 8 dicembre 2011

438. XIX° arrondissement di Parigi – Buttes Chaumont (3/4)


Centre des Archives de Paris
Centre des Archives de Paris
La gran parte degli archivi parigini sono andati distrutti nell’incendio della Comune nel 1871, con i registri parrocchiali e di stato civile dal XVI al 1860. Negli archivi si trovano gli stati civili parigini dal 1860 al 1902, gli stati civili recuperati anteriori al 1860, Censimenti della popolazione del 1926, 1931, 1936 e 1946, elenco del servizio militare dal 1875 al 1930, il repertorio di ammissione dei bambini assistiti dal 1742 al 1917, le ordinanze di restituzione dei beni sottratti durante la Seconda Guerra mondiale dal 1945 al 1976 e le collezioni fotografiche dal 1860 al 1940.
Cent Quatre
Ospita dal 2008 un centro di cooperazione culturale parigina, nato sul sito del vecchio Servizio municipale delle pompe funebri. L’edificio inaugurato nel 1874 per volere dell’arcivescovo di Parigi, adotta lo stile architettonico del tempo, utilizzando largamento il vetro e il ferro, come nelle hall delle grandi stazioni.
Cent Quatre
Durante più di 120 anni vi hanno lavorato più di mille persone, organizzando 150 convogli mortuari al giorno. Il primo spazio coperto serviva alla preparazione delle bare ed alla realizzazione dei catafalchi. Il secondo ospitava 80 carri funebri ed un centinaio di carri al rez di carreggiata e 18 scuderie nel seminterrato, con 300 cavalli alloggiati. C’erano anche una dozzina di negozi che proponevano ogni tipo di ornamento funebre e dei laboratori di falegnameria, di tappezzeria, di pittura e di araldica.
Nel 1905, dopo la separazione della Chiesa dallo Stato, le Pompe funebri diventano municipali. Durante il XX secolo l'edificio conosce il suo sviluppo massimo, con 1400 lavoratori. Dopo la Seconda Guerra mondiale le pompe funebri si motorizzano e lo spazio coperto diventa un'immensa rimessa che accoglie 150 furgoncini e 92 berline. A seguito della fine del monopolio municipale nel 1993, l'attività ha declinato per sparire nel 1997.
Nel 2003 viene bandito un concorso per la riqualifica degli spazi, vinti dall’Atelier Novembre. Verranno realizzati 16 spazi per le esposizione temporanee, due sale per spettacoli nel centro dell’edificio e le scuderie al seminterrato diventeranno luogo per esposizioni, avvenimenti e sfilate di moda.
Église Saint-Jacques-Saint-Christophe de la Villette
Église Saint-Jacques-Saint-Christophe de la Villette
Menzionata fin dal XI secolo con un nome incerto, La Villette è una località agricola situata in una pianura fertile del nord-est di Parigi dove sono coltivati cereali, alberi da frutto, culture orticole e viti. Si distende lungo una vecchia via romana presa in prestito dai pellegrini di Santiago di Compostela, collegando la capitale francese alle Fiandre, via Senlis ed alla Germania. Col passare dei secoli la borgata cambia nome. 
Alla fine del XIV secolo viene costruita una chiesa dedicata a saint Jacques et à saint Christophe, lungo l’attuale rue de Flandre. Con la creazione della rete dei canali parigini del 1802, la zona subisce un aumento della popolazione legata all’intensa attività portuale. Si giustifica così la creazione di una nuova chiesa su un terreno lungo il canale dell'Ourcq e viene chiamato l’architetto Paul-Eugène Lequeux, ideatore di Notre-Dame-de-Clignancourt.
La chiesa è di stile neoclassico, concepita secondo il modello delle basiliche paleocristiane. La facciata è dominata da un atrio, di ispirazione italiana, su due livelli. L'insieme è incoronato da un frontone triangolare ed è fiancheggiato da due torri, aggiunte all'epoca dei lavori eseguiti nel 1930 e con la cupola in rame. 
Il coro, allargato nel 1930, è illuminato dalle vetrate dovute al mastro vetraio Charles Champigneulle, che rappresentano il Cristo, san Pierre, san Paul ed i due santi patroni della chiesa.
Église Saint-Jean-Baptiste de Belleville
Église Saint-Jean-Baptiste de Belleville
È una delle prime chiese di architettura neogotica costruita a Parigi, costruita tra il 1854 e il 1859. Questa chiesa è composta da una navata a cinque arcate con due collaterali ed otto cappelle laterali, un transeto, un coro con un'arcata nel prolungamento della navata, un deambulatorio con accesso a sette cappelle, due sagrestie e due campanili.
Sarà l’ultimo cantiere di Jean-Baptiste-Antoine Lassus, uno dei primi architetti in stile gotico di metà XIX secolo in Francia. A Belleville, Lassus determinò la struttura, fissò il programma iconografico e disegnò il mobilio della chiesa. 
Parc des Buttes Chaumont
Parc des Buttes Chaumont
Napoleone III lo fece realizzare da Jean-Charles Alphand che ha pianificato anche il bosco di Boulogne. In questa zona si trovavano le vecchie cave per l’estrazione del gesso ed è stato realizzato un parco ricco di piante particolari, un numero imprecisato di volatili, un lago e la sua isola del Belvedere, due ponti, una grotta, una cascata e due teatri per burattini.



Gli altri post su Parigi qui


mercoledì 7 dicembre 2011

437. Architettura e Potere


Un bel saggio del 2011, scritto dal critico di architettura dell’”Observer”, che intreccia storia, architettura e potere, raccontando di come, in epoca moderna, l’architettura abbia influenzato i potenti del mondo e dell’uso che i potenti ne fanno.
In questo libro troverete la passione di Hitler per l’architettura, i suoi architetti preferiti e i tanti progetti, come quelli di Stalin, dello Scià di Persia e di Saddam Hussein. Inoltre una bella carrellata della corsa contemporanea alla costruzione dei grattacieli prima negli USA, ora per il resto del mondo.
“Ciò che l’architettura fa, come nessun’altra forma di cultura, è glorificare e magnificare l’autocrate e sopprimere l’individuo all’interno della massa. Può essere considerata come la prima, e tutt’ora assai potente, forma di comunicazione di massa. Ecco perché si è sviluppata sotto così tanti sistemi politici di tipo dittatoriali, ed ecco perché affascina i potenti che aspirano a lasciare un segno: il suo impatto è tanto materiale quanto intellettuale”.

martedì 6 dicembre 2011

436. Torino approva una mozione e un ordine del giorno sulle “misure per contrastare il gioco d'azzardo”


Ieri è stata approvata da un ampia maggioranza la mozione che impegna il Sindaco e la Giunta a "rafforzare l'informazione ai cittadini ed in particolare sui giovani in merito alla pericolosità dell'abuso dei giochi che consentono vincite in denaro; valutare e analizzare nuove azioni per contrastare questo fenomeno; contrastare l'utilizzo distorto delle slot machines e video poker nei circoli privati dove diventano pericolosi strumenti di gioco d'azzardo; armonizzare gli orari delle sale giochi con quelli degli altri pubblici esercizi in considerazione delle effettive esigenze dei consumatori ed in conformità dell'articolo 50 del Testo Unico Enti Locali; obbligare il gestore a posizionare, in modo ben visibile vicino alla macchinetta, un cartello che ne segnala la pericolosità modificando il Regolamento; imporre agli esercenti l'obbligo di esporre materiale informativo sul gioco problematico".
Speriamo in bene!



435. Le poltrone dei direttori ASL piemontesi su un pizzino


Scade a fine anno il mandato dei diversi commissari che hanno gestito, bene o male, le ASL regionali e sul piano politico della maggioranza si gioca il giro di poltrone da destinare ai novelli protetti del PDL. Secondo Lo Spiffero sono molti i commissari che non verranno confermati. Hanno lavorato male o sono caduti in disgrazia dal punto di vista politico?
Magari faranno in tempo a darsi una bella gratifica. 

434. Eutanasia da abbandono


Francesco Santanera, del Comitato Sanità e Assistenza, parla di “eutanasia da abbandono” analizzando la situazione dei non autosufficienti a Torino e nel resto della regione. E con una petizione cui aderiscono diverse associazioni di malati chiede al presidente della Regione, Cota, e all’assessore alla Sanità, Monferino, non solo di destinare fondi per la sopravvivenza di chi è più autosufficiente, ma anche di «affrontare la questione annosa delle liste d’attesa per i letti convenzionati nelle Rsa».

lunedì 5 dicembre 2011

433. Come si aiutano i giocatori d’azzardo patologici?


Il Ministero della Salute, d'intesa con Aams e con la collaborazione del Dipartimento Politiche Antidroga presso la Presidenza del Consiglio, dopo le osservazioni presentate in sede di esame da parte della Conferenza Unificata fra lo Stato, le Regioni e Province Autonome e le Autonomie Locali continua a lavorare sulla terza bozza del decreto interdirigenziale “linee guida d'azione per la prevenzione, il contrasto e il recupero dei fenomeni di ludopatia conseguente a gioco compulsivo".

432. Educare al gioco d’azzardo


In Gran Bretagna si discute se introdurre nelle scuole secondarie, come materia di studio, il gioco d’azzardo, il calcolo statistico e le probabilità. Un modo di esporre le giovani menti ai piaceri del gioco oppure un’opportunità di conoscenza? Dipende da come viene affrontato e spiegato il tema. Certo che chi si preoccuperà di preparare le lezioni baderà più agli aspetti del piacere e dei pochi rischi che in definitiva corre un giocatore, non farà un buon servizio. Se invece cercherà di offrire gli strumenti di pensiero per far scegliere poi a ognuno quale atteggiamento assumere, allora avrà fatto un buon lavoro. Non occorre demonizzare il gioco, ma neppure sminuirne il ruolo.