venerdì 3 maggio 2013

1749. Neanche un educatore “sanitario” in Parlamento



Chi in Parlamento si è interessato di sanità? Tra i 74 eletti tra Camera e Senato, neanche un educatore. Che tristezza! Ci sono una marea di medici, ben 43 sul totale, una manciata di farmacisti, qualche veterinario, qualche psicologo, qualche infermiere e un piccolo gruppo di professionalità varie, ma noi no! Un educatore però ci sarebbe, tale Giuseppe Brescia, del M5S, che però probabilmente si è sempre occupato del settore sociale, per cui non rientra nel computo che trovate qui.

1748. Il mercato dei fiori illegale



Un business di cento milioni l'anno considerando solo le principali città italiane. Tutto parte da Amsterdam, il più grande mercato del mondo. Da qui si muovono i Tir che fanno arrivare le piante anche ai venditori illegali, che da minoranza minacciano quotidianamente i lavoratori regolari. Ultimo esempio di come una merce legale si possa trasformare in fonte di reddito per personaggi poco raccomandabili. Occorrerebbe una seria riflessione non sulla legalizzazione, come per le sostanze stupefacenti, ma sul fatto che lo Stato e i cittadini permettano un tale fenomeno. Lo Stato non controllando a sufficienza, i cittadini risparmiando qualche euro ma alimentando la malavita.

giovedì 2 maggio 2013

1747. Qualcuno dica a Maroni che la ludopatia non esiste



Il governatore lombardo ha fama di usare bene le parole. Qualcuno a lui vicino, per favore, gli faccia giungere la voce che la ludopatia non esiste e che i servizi sanitaria della sua regione si occupa di gioco d’azzardo patologico. I soldi che dice di spendere non li spende per curare la ludopatia, ma la patologia che deriva dalla perdita di controllo rispetto al gioco d’azzardo. Please, aiutatelo almeno in questo momento difficile, poi ben venga l’attenzione sul problema.

1746. Come vincere un appalto nella sanità pubblica



É sempre molto ricca la torta delle forniture sanitarie, se spesso e volentieri saltano fuori intrecci poco chiari tra imprenditoria,  funzionari pubblici e politica. Grazie all’inchiesta sulle tangenti nella sanità piemontese si viene a sapere che per non scontentare un giovane imprenditore rampante, viene chiuso un occhio, anzi due. E meno male che in questo paese la spina dorsale del sistema produttivo sono gli imprenditori! Pensa se fossero invece qualcosa che esce dal buco del (bip!).

mercoledì 1 maggio 2013

1745. Alla Asl Roma E i direttori generali diventano tre!



Al momento ci sono, ufficialmente, due direttori generali che a breve
potrebbero diventare tre. Due prendono maxi stipendi da circa 130mila euro cadauno, mentre il terzo, dopo aver vinto un ricorso al Tar che ha disposto il suo reintegro, dovrebbe percepire la stessa somma a breve.  Uno dei direttori generali è sotto contratto fino a novembre, Maria Sabia, nominata dall’ex presidente della Regione, Renata Polverini, poi c’è il manager indicato dalla giunta Zingaretti nei giorni scorsi, Angelo Tanese, che di fatto ora guida l’azienda sanitaria ed infine è tornato in gara, vincitore di ricorso, Franco Condò, nominato direttore generale da Francesco Storace e rimosso nel 2009 da Piero Marrazzo per gravi disavanzi di gestione per gli esercizi finanziari 2003, 2004, 2005. Ma quanto sono bravi i politici quando devono gestire la sanità. Vergognoso perchè con quei soldi si potrebbero pagare con tranquillità personale sanitario in più, ma questo non è importante per chi governa così bene.

1744. La brutta fine dei lavoratori di tutto il mondo




Da un po’ troppo tempo non si parla più di persone che muoiono in Italia sul posto di lavoro. Ogni tanto si ricorda la Thyssen, ma troppe persone continuano a morire per guadagnarsi la pagnotta. Nel nostro paese sono oltre 1000 l’anno, nel resto del mondo non si contano. Si muore anche per produrre l’abbigliamento di marca che gli occidentali amano così tanto. A Dacca sono morte almeno 381 persone, impegnate a cucire per un numero imprecisato di note e meno note aziende di abbigliamento. Occorerebbe ripensare tante cose, compresa la schiavitù camuffata da libertà.