Una
donna di 32 anni di Ortona lascia il fratello disabile di 30 anni e i suoi due
figli di 6 e 8 anni in macchina e entra al Bingo di Rocca San Giovanni, in
provincia di Chieti. Varca la soglia della sala intorno alle 20.00 e non fa
ritorno. Passano le ore, chissà cosa combinano i bambini in macchina in
compagnia dello zio. Aspettano ore e ore. Infine lo zio, senza credito sul
cellulare, chiama il 112 per chiedere soccorso. Dopo sei ore si decide a fare
qualcosa che non sia aspettare o fare compagnia ai nipoti. Arrivano i
carabinieri e sentono la sua storia. Entrano nella sala semideserta, sono le 2
di notte, e facilmente identificano la donna, che si giustifica dicendo che non
si era resa conto del tempo passato. Infine ammette, cosa strana per un
italiano, e viene denunciata per abbandono di minore.
Il covo è un luogo immaginario, una locanda dove Jack propone ai suoi amici e ai suoi avventori la birra che produce. Un luogo di incontro e confronto davanti ad una buona birra artigianale (fino a qualche anno fa).
sabato 22 giugno 2013
1874. Il sindaco di Torino è contro le sale slot, non contro il Bingo!
Nella stazione della metropolitano di Piazza Massaua campeggiano
indisturbati i cartelloni che pubblicizzano la vicinissima sala Bingo, con
annesse slot machine e Videolottery. Siccome il maggior socio della GTT, la
società che gestisce il servizio, è pubblica, ne deriva che il Comune di Torino
dovrebbe vietare certe forme di pubblicità, perchè si dichiara contro il gioco d’azzardo e sta lavorando a una sua regolamentazione più stringente.
Ma in questo caso si parla di proprietà transitiva o qualcosa del genere oppure
è una sterile polemica politica? 1873. The Cure Play for today
Canzone
del 1980 del celebre gruppo dark inglese, dal ritmo incalzante e con un giro di
basso che diventerà caratteristico della band. Un testo che racconta come
spesso non sia facile recitare il proprio ruolo, quello che gli altri si
aspettano da noi. Che poi tutto ciò sia così necessario, è un altro discorso.
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venerdì 21 giugno 2013
1872. Se voi comprate gli F-35 io allora compro tante navi da guerra
Se
l’Aeronautica ambisce ai splendidi e perfettamente funzionati aerei, la Marina
non può certo essere da meno, così l’ammiraglio Giuseppe De Giorgi ha chiesto in
audizione alla Camera dieci miliardi in dieci anni per nuove navi, oppure
l’Italia sarà ridotta all’irrilevanza navale. Ci deve essere un virus che ha
colpito i vertici delle Forze Armate, perchè non si capisce bene che cosa stia
capitando. Se esiste una correlazione tra crisi economica e incremento del
gioco d’azzardo, forse esiste anche con la corsa alle spese militari. Più un
paese è in crisi e più si spende per le armi. Probabilmente lo hanno sentito da
qualche luminare dell’economia tipo Paperon De Paperoni o Re Artù.
1871. Insistendo, insistendo il giocattolo F-35 porterò a casa!
Non
si può dire che al ministro della Difesa Mario Mauro, e a chi prima di lui,
manchi la tenacia e la determinazione. Torna infatti in auge non la riduzione,
ma l’aumento del numero di aerei da ordinare agli “amici” USA. Tra pochi giorni
si discuterà in aula parlamentare il provvedimento e solo allora vedremo chi
veramente è contro questo spreco. Quanti avranno il coraggio di inimicarsi
generali e ministri? Prevedo pochi pochini.
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