La
storia vera di Ciro, nome di fantasia, l'infermiere delle vele di Scampia che,
in cambio di mezza dose, aiuta gli altri a drogarsi. Arriva nella vela gialla a
metà mattinata e va via di sera, come se fosse un turno di lavoro. Nonostante
il presidio costante c'è un via vai continuo. «Qua vengono a drogarsi almeno
mille persone al giorno – racconta Ciro – si spaccia nelle case e mentre la
polizia controlla i tossici, li identifica, gli spacciatori lavorano
indisturbati in un'altra area delle vele». «Io mi faccio da 25 anni per 5 volte
al giorno. Prendo eroina e cocaina. Ormai sono un esperto, ecco perché riesco a
bucare anche gli altri. Quando non c'è più spazio bisogna provare nell'inguine
o nel collo. Guarda qua...».
Il covo è un luogo immaginario, una locanda dove Jack propone ai suoi amici e ai suoi avventori la birra che produce. Un luogo di incontro e confronto davanti ad una buona birra artigianale (fino a qualche anno fa).
mercoledì 30 gennaio 2013
1560. La corruzione nelle spese militari
Ogni
anno, calcola Transparency International, il malaffare in questo campo si porta
via 20 miliardi di dollari, ossia la stessa cifra che i leader del G8 si
impegnarono a stanziare per combattere la fame nel mondo durante il vertice de
L’Aquila nel 2009.
L’Italia,
incredibile, si trova non proprio al vertice dei paesi più corrotti, forse
perchè alle Mafie questo settore interessa poco. In pole position paesi come
l’Arabia Saudita, il Marocco, la Cina, il Pakistan e la Turchia. L’Italia sta
in fascia C, quella con rischio moderato, in compagnia tra gli altri, di
Francia, Spagna, Grecia, Giappone e Colombia. 1559. Ecatombe di servizi per i tossicodipendenti a Roma
Leggendo
l'articolo sembra di leggere qualche reportage dalle zone di guerra. Un
bollettino che racconta che sono stati chiusi ben 5 centri diurni a basa soglia
su 6 e 2 centri notturni su 3. La mancanza di fondi ha coinvolto pure il
progetto Replan che costava 150 mila euro e prevedeva il reinserimento
lavorativo, per i tossicodipendenti o ex carcerati, all’interno di una vera
palazzina con appartamenti in via Bardineto. Stessa sorte per il centro diurno
Massimina sull’Aurelia e il centro di Città della Pieve, fiore all’occhiello prima,
ormai fermo da giugno 2012. Chiude pure il telefono di Pronto aiuto di Villa
Maraini e chiudono le postazioni d’emergenza anche dentro il carcere di
Rebibbia. Sebbene si parli di sprechi e di furberie, credo che per una città
come Roma sia proprio una brutta notizia. Se poi aumenterà il tasso di
microcriminalità, il Sindaco e la sua Giunta non cadano dal cielo.
1558. Al San Raffaele licenzieranno 244 persone
É
stato un referendum aperto a tutti i lavoratori a decidere le sorti del
personale. Ha vinto il no all’accordo tra sindacati e impresa, così da febbraio
partiranno i licenziamenti. I no hanno vinto con 1.365 voti (55percento), mentre
i sì sono stati 1.110 (45percento), con un quorum dell’84percento. Questo
referendum mi ricorda quello di Pomigliano. Se voto sì perdo alcune parti
economiche e di diritto, ma tengo il posto di lavoro, se dico no perdo
probabilmente il lavoro, ma mantengo aspetto economico e diritti. Che fare?
Personalmente la trovo una cosa scorretta, perchè altamente ricattatatoria.
Inoltre se avessi voluto fare l’imprenditore, l’avrei fatto e non farei
l’operaio o l’operatore sanitario. Come al solito i ruoli si ribaltano per non
assumersi la responsabilità delle proprie azioni.
martedì 29 gennaio 2013
1557. Al Gradenigo continuano a saltare gli stipendi
É veramente
triste scrivere che il personale di un ospedale, come di qualsiasi altra
azienda, lavora senza ricevere uno stipendio. L’aggravante per il personale
sanitario è che non si possono permettere di “fermare la produzione”. In
ospedale non si montano e smontano apparecchi, ma si curano le persone che si
sono ammalate e di certo non amano stare in quel posto. Così continua la brutta
storia del Gradenigo, dove non sono state ancora pagate le tredicesime e il
futuro è sempre più nero. Lo Spiffero ripercorre le tappe di un buon ospedale
che a causa delle scelte politiche, si avvicina ogni giorno di più al collasso.
Quando dicono che la politica non si interessa alle banche, dovrebbero dire che
non si interessa neanche alla sanità. Se trovano ancora qualcuno che ci crede,
fatemelo conoscere, please!
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