mercoledì 30 gennaio 2013

1561. L’uomo che "buca" gli altri



La storia vera di Ciro, nome di fantasia, l'infermiere delle vele di Scampia che, in cambio di mezza dose, aiuta gli altri a drogarsi. Arriva nella vela gialla a metà mattinata e va via di sera, come se fosse un turno di lavoro. Nonostante il presidio costante c'è un via vai continuo. «Qua vengono a drogarsi almeno mille persone al giorno – racconta Ciro – si spaccia nelle case e mentre la polizia controlla i tossici, li identifica, gli spacciatori lavorano indisturbati in un'altra area delle vele». «Io mi faccio da 25 anni per 5 volte al giorno. Prendo eroina e cocaina. Ormai sono un esperto, ecco perché riesco a bucare anche gli altri. Quando non c'è più spazio bisogna provare nell'inguine o nel collo. Guarda qua...».

1560. La corruzione nelle spese militari



Ogni anno, calcola Transparency International, il malaffare in questo campo si porta via 20 miliardi di dollari, ossia la stessa cifra che i leader del G8 si impegnarono a stanziare per combattere la fame nel mondo durante il vertice de L’Aquila nel 2009.
L’Italia, incredibile, si trova non proprio al vertice dei paesi più corrotti, forse perchè alle Mafie questo settore interessa poco. In pole position paesi come l’Arabia Saudita, il Marocco, la Cina, il Pakistan e la Turchia. L’Italia sta in fascia C, quella con rischio moderato, in compagnia tra gli altri, di Francia, Spagna, Grecia, Giappone e Colombia. 

1559. Ecatombe di servizi per i tossicodipendenti a Roma



Leggendo l'articolo sembra di leggere qualche reportage dalle zone di guerra. Un bollettino che racconta che sono stati chiusi ben 5 centri diurni a basa soglia su 6 e 2 centri notturni su 3. La mancanza di fondi ha coinvolto pure il progetto Replan che costava 150 mila euro e prevedeva il reinserimento lavorativo, per i tossicodipendenti o ex carcerati, all’interno di una vera palazzina con appartamenti in via Bardineto. Stessa sorte per il centro diurno Massimina sull’Aurelia e il centro di Città della Pieve, fiore all’occhiello prima, ormai fermo da giugno 2012. Chiude pure il telefono di Pronto aiuto di Villa Maraini e chiudono le postazioni d’emergenza anche dentro il carcere di Rebibbia. Sebbene si parli di sprechi e di furberie, credo che per una città come Roma sia proprio una brutta notizia. Se poi aumenterà il tasso di microcriminalità, il Sindaco e la sua Giunta non cadano dal cielo.

1558. Al San Raffaele licenzieranno 244 persone



É stato un referendum aperto a tutti i lavoratori a decidere le sorti del personale. Ha vinto il no all’accordo tra sindacati e impresa, così da febbraio partiranno i licenziamenti. I no hanno vinto con 1.365 voti (55percento), mentre i sì sono stati 1.110 (45percento), con un quorum dell’84percento. Questo referendum mi ricorda quello di Pomigliano. Se voto sì perdo alcune parti economiche e di diritto, ma tengo il posto di lavoro, se dico no perdo probabilmente il lavoro, ma mantengo aspetto economico e diritti. Che fare? Personalmente la trovo una cosa scorretta, perchè altamente ricattatatoria. Inoltre se avessi voluto fare l’imprenditore, l’avrei fatto e non farei l’operaio o l’operatore sanitario. Come al solito i ruoli si ribaltano per non assumersi la responsabilità delle proprie azioni.

martedì 29 gennaio 2013

1557. Al Gradenigo continuano a saltare gli stipendi



É veramente triste scrivere che il personale di un ospedale, come di qualsiasi altra azienda, lavora senza ricevere uno stipendio. L’aggravante per il personale sanitario è che non si possono permettere di “fermare la produzione”. In ospedale non si montano e smontano apparecchi, ma si curano le persone che si sono ammalate e di certo non amano stare in quel posto. Così continua la brutta storia del Gradenigo, dove non sono state ancora pagate le tredicesime e il futuro è sempre più nero. Lo Spiffero ripercorre le tappe di un buon ospedale che a causa delle scelte politiche, si avvicina ogni giorno di più al collasso. Quando dicono che la politica non si interessa alle banche, dovrebbero dire che non si interessa neanche alla sanità. Se trovano ancora qualcuno che ci crede, fatemelo conoscere, please!