mercoledì 3 ottobre 2012

1327. Quanto è sostenibile il sistema gioco d’azzardo?



È una delle domande che Daniela Capitanucci, presidente dell’associazione And – Azzardo e Nuove Dipendente, pone al Ministro Balduzzi ma anche al Primo ministro Monti.
“Questo nostro modello di business che potremmo chiamare di "casinò-diffuso", è davvero quello che produce benessere per il Paese? L'unico modo possibile per contenere i danni del gioco patologico, sul singolo e sulla collettività, è fermare tempestivamente i giocatori patologici impedendogli di continuare a giocare ai primi segni di perdita di controllo. L'attuale modello italiano rende possibile fermare queste persone prima che creino problemi seri? Mi pare di no: i giocatori, proprio come i giochi, sono ‘polverizzati’, ‘diffusi’, ‘capillarizzati’. Mi pare quindi che questo obiettivo nell'odierno sistema non sia in alcun modo raggiungibile. Ma questo è anche l'unico modo in cui i giocatori non patologici, quelli che sono liberi sia di giocare che di non giocare, potranno continuare a farlo, senza interferenze della società civile”.
Quindi non solo interventi opportuni come inserire il gioco d’azzardo patologico nei LEA, ma una chiara scelta politica. I politici e i governanti italiani vogliono assumersi la responsabilità della malattia e della sofferenza di un milione di persone oppure si può cambiare rotta e gestire il gioco d’azzardo legale in una nuova maniera?

1326. Ti buco le gomme



È sempre triste constatare che le persone si comportino come se non avessero un cervello, ma solo una grande rabbia da sfogare, anche quando sono dalla parte del torto.
È ancora più triste quando a comportarsi come un qualsiasi teppistello da strada sia un politico, tale Antonio Piazza, presidente dell'Aler di Lecco, l’Azienda lombarda per l'edilizia residenziale.
La rabbia dell’uomo è nata perché ha parcheggiato la sua preziosa Jaguard in un posto per disabili, che ha avuto il coraggio di chiamare la polizia municipale, costringendolo a spostare l’auto in un altro posto. Oltraggio che è stato prontamente vendicato, aspettando ovviamente che la polizia si allontanasse. Peccato non abbia tenuto conto che viviamo in un epoca di telecamere e occhi elettronici sempre accesi. La questione è: è stato solo un impulso, oppure questa persona usa trattare i propri affari in quel modo? Sarebbe bello scoprirlo.

1325. Narcolifestyle



A Città del Messico c’è il Museo de Enervantes, più noto come el Museo del Narco, che espone in dieci sale gli oggetti
sequestrati ai trafficanti ma anche quelli, a volte insoliti, usati
per nascondere la droga. Passeggiando per le dieci sale incontri amuleti, feticci, cellulari e armi rivestite in oro o tempestate di pietre preziose o adornate con figure religiose. Un compendio di come vivono e hanno vissuto i grandi narcos americani, un oggetto di studio antropologico, un museo che dovrebbe insegnare qualcosa. Personalmente non so quanto sia interessante esporre al pubblico una storia che non è proprio edificante. È anche vero che in giro per il mondo ci sono molti musei della tortura ma osservare, anche con un certo piacere o una determinata curiosità, quel mondo criminale e predatorio, non credo faccia così bene alle anime delle persone. 

martedì 2 ottobre 2012

1324. Obama chiede i danni a JpMorgan



Visto che in galera non ci andranno, la task force voluta dal presidente presenta il suo primo conto e denuncia per frode la banca che ha acquistato la Bear Sterns, una delle responsabili del crollo del mercato nel 2008. Si tratta di una causa civile, per ottenere un indennizzo.
Nella denuncia si legge che le perdite sui mutui impacchettati dalla Bear Sterns ammontano alla astronomica cifra di 22 miliardi e mezzo di dollari: un quarto in più di quello che sembrava accertato. JpMorgan reagisce sottolineando di essere stupiti di essere stati denunciati senza dargli la possibilità di spiegare. Della serie hanno la faccia come il culo anche negli USA!

1323. I tagli del San Raffaele



Tensione oggi nell’ex ospedale di Don Verzè, oggi dell’imprenditore della sanità privata Rotelli. Dopo aver prospettato l’ipotesi di 450 licenziamenti,di fronte alle proteste dei sindacati, l’ad Bedin ha optato per un piano B: nessun lavoratore verrà lasciato a casa se i dipendenti del comparto (infermieri, tecnici e personale amministrativo) si faranno carico di una serie di sacrifici economici. Ovvero: il superamento di vecchi accordi sindacali; l’applicazione del contratto collettivo nazionale Aiop, relativo agli ospedali privati; il ridisegno dei trattamenti stipendiali accessori collettivi; l’applicazione di una serie di misure di flessibilità. Una prospettiva che i rappresentanti dell’Rsu hanno sempre rigettato.
Mi domando: i medici in questa situazione che tipo di sacrifici dovranno fare? Forse nessuno perché loro salvano le vite, il personale del comparto fa solo tappezzeria nei reparti!

lunedì 1 ottobre 2012

1322. Shlomo Venezia


È morto Shlomo Venezia, uno degli ultimi sopravvissuti del Sonderkommando di Auschwitz-Birkenau.

1321. La crisi ai tempi del famigerato spread


I libri di storia ricorderanno questi anni con varie parole-simbolo. Lo spread sarà una di quelle e racconteranno anche le conseguenze di questo periodo turbolento e carico di incertezze sulla popolazione. Intanto oggi le statistiche confermano l’aumento, un po’ dappertutto, dei disturbi mentali, depressione in testa, ma anche ansia, insonnia, abuso di alcol e di droghe.
Per ogni punto percentuale di disoccupazione in più, il tasso di suicidi nella popolazione, al di sotto dei 65 anni, aumenta dello 0,79 per cento. E gli uomini sono i più a rischio. In Italia si è registrato, nel 2008, un aumento di cinque volte il tasso di suicidi e tentati suicidi per cause economiche connesse alla crisi finanziaria. I debiti, invece (più delle difficoltà a pagare l’affitto o dei problemi finanziari in generale) aggravano, nelle persone vulnerabili o in quelle predisposte a reazioni depressive, i sensi di colpa e diventano un elemento cruciale nella genesi dei disturbi mentali. A tutto questo si deve aggiungere l’abuso di sostanze. Uno studio, condotto da Alexander Kentikelenis del King’s College di Cambridge, ha evidenziato che in Grecia, come conseguenza della crisi economica, non solo sono raddoppiati gli omicidi e i furti dal 2007 al 2009, ma anche l’uso di eroina, fra il 2009 e il 2010, con un tasso di infezioni fra gli utilizzatori che è decuplicato rispetto agli anni precedenti.

1320. Ignazio Marino alle Molinette come paziente


Il chirurgo e senatore Pd, a Torino per «Torino Spiritualità», ha varcato la porta del Pronto Soccorso delle Molinette come paziente in Chirurgia, per un ascesso tonsillare. Ha trovato un ambiente dove l’impegno degli operatori doveva sopperire alle carenze strutturali e di personale. Effetto dei tanti tagli che la Regione ha operato e che portano i medici e gli infermieri a pensare che ormai non ci si possa aspettare più nulla da questa classe politica.
Triste resoconto di una realtà che i torinesi incontrano spesso.