mercoledì 14 settembre 2016

3801. La schedatura dei giocatori d'azzardo


Da un procedimento civile, una causa di lavoro, saltano fuori “interessanti” prassi di una importante sala Vlt di Milano. In un file excel vengono profilati i clienti, non solo con le somme giocate, ma sopratutto con una valutazione di che tipo di persone siano e degli altri “vizi” che hanno. Emerge anche che la Società (Sisal) ha elargito circa 60mila euro annui in buoni gioco regalo ai clienti per mantenere viva la loro “passione” e solo questo basterebbe a definirli alla stregua degli spacciatori di sostanze, solo che lo fanno in modo legale (sic!). Che cosa diranno adesso i paladini del gioco legale?

lunedì 12 settembre 2016

3800. Il grande discount della salute


Meglio una macchina per suture cinese o una europea? Ahimè la risposta giusta non è la seconda almeno secondo quello che si profila in questo articolo, peccato che parliamo di dispositivi medici e non di pezzi di plastica o altri oggetti da cui non dipende la salute in maniera diretta.. Dopo anni di tagli lineari e spending review la forbice passa oggi per 33 centrali d’acquisto, in sostituzione di 35mila stazioni appaltanti, che sono ormai il fulcro del processo decisionale di approvvigionamento di beni e servizi nella pubblica amministrazione. Ma non è sempre colpa dei cinesi!

sabato 10 settembre 2016

3799. Mezzafemmina La collezione di vizi


Bella canzone del 2014 dell'amico Gianluca Conte. La stessa usata per la presentazione di martedì. Buon ascolto!


Da quando ci avete insegnato
che chi più chi meno
siamo tutti capitalisti
la vita è diventata un’allegra
collezione di vizi

Chi si fa per dimenticare,
chi si fa per socializzare,
chi si fa per vincere il Mondiale,
chi si fa per tenere il ritmo,
chi si fa per ballar la techno,
per non arrivare mai secondo.

Ed io mi faccio dei tuoi baci,
di lardo, miele e noci,
io mi faccio di canzoni, io mi faccio di lampascioni,
degli scatti di Pantani, delle poesie di Pasolini,
di taralli ad ogni orario e dei libri di Saramago
e dei gol di Zidane, e d’estate di Autan,
io mi faccio di parole e note e della tua buonanotte.

Da quando ci avete insegnato
che per giungere al risultato
tutto è lecito,
da quando ci avete insegnato
che tra il dire e il fare è meglio apparire.

Chi si fa perché non ha un corno,
chi fa fitness ogni giorno,
chi in classifica si vede sempre al fondo,
chi si fa per imitazione,
chi per aver miglior prestazione,
per sentirsi meno timido e coglione.

Ed io mi faccio di te ogni notte,
di vino e percoche,
io mi faccio di utopie, di goliardate nelle vie,
mi faccio di acqua di Monticchio,
il tuo sorriso è il miglior vizio,
io mi faccio di kebab, sere a Casseta Popular,
di odio e amore con il mare, di film per ore ed ore,
di scamorza in carrozza e di idee di resistenza.

venerdì 9 settembre 2016

3798. Presentazione del 6 settembre


Qualche immagine a ricordo del momento. Grazie ancora a tutti i partecipanti!
Mentre spiego gli "errori cognitivi" con Marzia



Il pubblico!
Mezzafemmina. Bravissimo!

3797. Una truffa lunga vent'anni


Mette parecchia tristezza sapere che un'azienda truffi sistematicamente per far soldi. Mi scandalizzo e mi amareggia leggere che la Menarini ha truffato il Sistema Sanitario Nazionale, quindi tutti noi, per un ventennio, facendo soldi a palate e facendoli sparire. Il tribunale di Firenze ha condannato a 10 anni e sei mesi Lucia Aleotti, presidente della società, e a 7 anni e sei mesi il fratello Alberto Giovanni, vicepresidente, a conclusione del dibattimento che li vedeva a giudizio per accuse, a vario titolo, di evasione fiscale, riciclaggio e corruzione. Lucia e Alberto Giovanni sono i figli di Alberto Aleotti, patron della azienda farmaceutica Menarini, morto nel 2014. Disposta la confisca agli imputati di oltre un miliardo di euro. Ovviamente ricorreranno in appello e chissà, magari se la sfangano, come altri d'altronde.

3796. E si intascavano i soldi......


La compagnia della Guardia di finanza di Casale Monferrato (Alessandria) ha scoperto che invece di investire 3 milioni di contributi pubblici per adeguare gli standard di qualità di una struttura di assistenza per minori, i denari sono finiti nelle tasche degli amministratori della cooperativa. Evviva (sic!).

giovedì 8 settembre 2016

3795. Crescere con un padre giocatore d'azzardo


Segnalo questa storia, pubblicata sul blog di una trasmissione radiofonica di Radio24. La trovo intensa e tristemente reale, come tante di quelle che ho ascoltato. Spero solo che l'autore, nonostante le vicissitudini, abbia un buon equilibrio mentale.

3794. Piatto ricco.............. mi ci ficco!!


Nel 2009 erano presenti in Italia solo 128 imprese nella gestione delle slot. A distanza di sei anni all’appello rispondono invece ben 1.776 imprese: un balzo pari a quasi 14 volte. Sono le grandi città come Roma (148), Napoli (106), Milano (87) e Torino (66) a guidare la graduatoria per il maggior numero di imprese. A seguire si affacciano città medio-grandi del Nord come Brescia (56), Verona (45) e Bergamo (35). Oltre a Napoli, due sole province del Sud si fanno spazio nella top-ten: Salerno (44) e Bari (27). E èpo dicono la crisi!

mercoledì 7 settembre 2016

3793. Parma capoluogo di usura


La provincia emiliana ha il triste primato, secondo il rapporto annuale dell'Eurispes, di essere quella maggiormente afflitta dal fenomeno, seguita da Crotone, Siracusa, Foggia, Trapani, Vibo Valentia e Palermo. Un giro d'affari “ufficiale” di 82 miliardi, peccato che saranno molti, ma molti di più e chissà quanti giocatori d'azzardo ci saranno finiti.

3792. L'impegno di Renzi sulle slot


Secondo questo articolo si tratta di un impegno chiaro e preciso, anche se qualcuno corre già ai ripari precisando che non verranno proprio tutte le slot dalla tabaccherie. Speriamo che non sia il solito annuncio!

3791. Prima recensione di Azzardopatia. Smettere di giocare d'azzardo


Ho trovato questa interessante recensione di Maria Elena Capitanio qui.

La copio e la incollo. Buona lettura





Dipendenza da gioco: guarire si può



«Giocare d'azzardo può creare dipendenza». Così esordisce Fabio Pellerano, educatore professionale presso il Servizio per le Dipendenze della Sanità pubblica di Torino, nel suo libro «Azzardopatia», pubblicato da Edizioni Amrita nel 2015. Il gioco in sé, che si tratti di slot-machine, poker, Gratta e Vinci o scommesse su corse di cavalli, quando diventa un'abitudine quotidiana, «non rappresenta dunque un vizio, ma una vera e propria patologia, che tuttavia può essere curata».



Pellerano ha raccolto una serie di percorsi per raggiungere la guarigione e ha individuato le modalità di gestione delle ricadute - molto frequenti in questi casi - nonché i consigli per i familiari del giocatore d'azzardo patologico, che rappresentano una parte fondamentale per guarire dalla dipendenza. Difatti, «alle difficoltà che normalmente incontra una persona che decide di abbandonare il gioco d'azzardo va ad aggiungersi poi la sfiducia da parte di chi vede il giocatore come un individuo che promette e si dispera, ma che in fondo non cambierà mai».



Leggendo sui giornali alcune testimonianze dirette, si nota quanto le persone affette dalla problematica - che in Italia è una vera e propria piaga sociale - diano addosso a loro stesse per i danni inflitti alla cerchia dei propri affetti, sia ai parenti che agli amici, ostinandosi a non accettare la realtà incancellabile del proprio passato.



In tal senso, «ogni ex giocatore farebbe bene a riorganizzare i propri pensieri e atteggiamenti in modo tale da potersi difendere da un possibile riaccendersi dell'impulso al gioco». Viene in mente un parallelismo con quello che succede in amore: «Se dopo tanto tempo incontrate in strada la vostra vecchia fiamma, probabilmente vi farà ancora effetto ricordare i bei momenti vissuti insieme, ma se siete preparati, dopo un primo turbamento riprenderete tranquillamente il vostro cammino, senza far nulla di cui poi potreste pentirvi».



La parola stessa "azzardo", che deriva dall'arabo az-zajr (dado), ha una radice lontanissima: «Parliamo quindi di un comportamento antico, che si perde nella memoria dei popoli. A metà del XIX secolo anche la letteratura prese a occuparsi del fenomeno, descrivendo soprattutto la frenesia e i danni che portava». Nel nostro Paese, come spiega Pellerano, mentre un tempo c'era solo il Totocalcio, dal '92 sono stati introdotti molti nuovi giochi e questo in qualche modo sembra aver agevolato l'accentuazione della problematica sotto un profilo psicopatologico.



Fatte queste premesse, sorge un quesito: ludopatici si nasce o si diventa? «Alcune ricerche hanno portato alla scoperta che esistono delle basi biologiche che predispongono determinate persone a giocare d'azzardo: si tratterebbe di uomini e donne con una certa predisposizione al rischio e alla ricerca di sensazioni forti». Tuttavia, a "scommettere" soldi s'impara anche, «perché fin da piccoli, nell'ambiente familiare oppure durante lo sviluppo e in età adulta, si può essere esposti al gioco d'azzardo e trovarlo assolutamente normale».



Il tema è tra i più delicati e si devono evitare, come sempre, generalizzazioni, tuttavia sui metodi di risoluzione Pellerano è piuttosto perentorio: «Occorre prendere il coraggio a quattro mani e dirsi che non è più opportuno continuare a giocare. Credere che si giocherà sempre meno e che un giorno ci si sveglierà non avendo più voglia di giocare è un pensiero non realistico». Insomma, smettere di fumare, in confronto, sembra un gioco da ragazzi.

lunedì 5 settembre 2016

3790. Trovata una molecola che con una sola somministrazione blocca la propensione ad assumere cocaina


A scoprirla è stato uno studio dell’Università di Cardiff e dell’Istituto Centrale di Salute Mentale di Mannheim, in collaborazione con l’Irccs Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri.
I ricercatori, per ora solo con un modello animale (sic!), sono riusciti nell’impresa di bloccare la propensione ad assumere cocaina con una sola somministrazione del composto PD325901, una molecola in fase di sperimentazione come molecola anticancro, che blocca nei neuroni una serie di reazioni a cascata implicate nel circuito che porta alla dipendenza.
Funzionerà anche sull'animale uomo?

venerdì 2 settembre 2016

3789. Quelle rapine informatiche "perfette"


Interessante inchiesta che prova a spiegare come siano “spariti” 81 milioni di dollari trasferiti da Dhaka a New York e poi fatti svanire nelle Filippine. Ma ci sono anche i 12 milioni rubati a un istituto ecuadoregno e finiti a Hong Kong. Altri fermati in corner da una banca del Vietnam. Ulteriori episodi che, dopo il Bangladesh, sono esplosi a grappolo. E c’è pure una indagine italiana che aveva delineato un gruppo criminale in grado di operare in modo simile, con modalità e contatti mafiosi.E il gioco d'azzardo online diventa la solita lavatrice.

3788. Meglio non nascere elefante


Se si potesse scegliere dove nascere, sarebbe meglio evitare il corpo degli elefanti, perché si finirebbe con molta probabilità morti nel giro di pochi anni. Secondo il programma Great Elephant Census c'erano 20 milioni di elefanti prima della colonizzazione europea, ora ne rimangono 352,271. Erano 1,3 milioni nel 1979. Solo in sette anni, tra il 2007 e il 2014, ne sono morti 144mila, il 30percento. Ogni anno a morire (soprattutto a causa del bracconaggio) è l'8percento degli esemplari. Un'ecatombe che, secondo le stime, porterà la popolazione africana di elefanti a quota 160mila entro il 2025. E nel frattempo ne saranno morti altri, purtroppo.

giovedì 1 settembre 2016

3787. Le amfetamine inquinano non solo le menti


Alcuni ricercatori del Cary Institute di New York hanno analizzato la composizione di sei corsi d’acqua di Baltimora, città del Maryland scoprendo alte concentrazioni nei campionati di amfetamine. Sono stati ritenuti quindi responsabili della comparsa di nuove specie di insetti acquatici e di modificazioni nelle composizioni delle comunità batteriche e delle alghe.