Aveva
55 anni ed era malato di SLA. È morto dopo aver ottenuto dal governo, si spera
definitivamente ma non ci conterei, l’impegno per l’aumento del fondo per la
non autosufficienza e per l’assistenza domiciliare ai disabili gravi e
gravissimi. Aveva partecipato al presidio di due giorni, per portare davanti ai
Palazzi le difficoltà delle persone malate, che necessitano di cure su cui non
si dovrebbe neanche discutere. Invece bisogna scendere in piazza e, a volte,
bisogna anche morire per ottenere qualcosa. Un caro prezzo, un sacrifico che mi
piacerebbe non fosse stato vano. Perchè la vita delle persone deve avere un
significato, soprattutto questa.
Il covo è un luogo immaginario, una locanda dove Jack propone ai suoi amici e ai suoi avventori la birra che produce. Un luogo di incontro e confronto davanti ad una buona birra artigianale (fino a qualche anno fa).
giovedì 24 ottobre 2013
2104. Ci mancava una base militare italiana a Gibuti
Ieri,
23 ottobre, l’ammiraglio Luigi Binelli Mantelli, capo di stato maggiore della
Difesa, ha inaugurato la base militare italiana di Gibuti. La notizia non è
finita nelle prime pagine di nessun giornale, perchè abbiamo altro a cui
pensare, ma sottolinea l’enorme scollamento tra realtà e percezione dei
problemi di casa nostra. Nessun movimento No Gibuti è nato e nessuno ha
occupato piazze e strade per protestare contro l’enorme spreco di denaro
pubblico. Finchè si tratta di fare un buco nelle montagne vicino a casa
propria, le persone manifestano; quando le spese sono militari e lontano da
casa, che vuoi che ce ne importi. Capisco l’atteggiamento e capisco che non si
può scendere in piazza ogni giorno, e ce ne sarebbe tanto bisogno. Capisco
anche che ci governa ci conosce fin troppo bene e sa come maneggiarci,
distraendoci continuamente. Sono tanto bravi, che quancuno pensa pure che
stiano facendo un buon lavoro!
mercoledì 23 ottobre 2013
2103. La storia di un ingegnere giocatore d’azzardo patologico
È la
vicenda di un uomo che aveva voglia di fare soldi facili e aveva la capacità,
acquisita per mestiere, di scegliere i giochi con più alto grado di successo e
a tralasciare gli altri. Interessante poi come si sviluppa la vicenda, perchè l’articolo
racconta che all’inizio il sistema funziona, ma poi qualcosa si rompe, l’ingegnere
perde il controllo perchè subisce una pesante sconfitta e entra nel gorgo della
rincorsa alla vincita. Un classico meccanismo che dovrebbe indurre a riflettere
le persone, perchè in filigrana si legge potentemente l’idea della sfida da
superare e da vincere: l’uomo che controlla il caso. Quella persona aveva ed ha
sicuramente le competenze matematiche per fare dei conti, ma ha dimenticato che
si parla di probabilità e ha dimenticato ancor di più che alla lunga il banco
vince, sempre. Bene, infine, che abbia avviat un percorso di cura e gli auguro si usare le sue capacità di calcolo per cose più interessanti e utili, magari anche ad altri.
2102. Sei un giocatore d’azzardo? Ti blocco il conto bancario!
Una
circolare spedita ai 12 mila dipendenti della Banca popolare dell’Emilia
Romagna spiega come individuare il correntista giocatore, che verrà convocato dal
direttore e gestire la situazione. Come non si capisce, perchè l’articolo dice
che avrà mani libere e che dovrà segnalare i centri che si occupano di aiutare
queste persone. Interessanti sono le parole di Eugenio Tangerini, responsabile
delle relazione esterne della Banca che dice: «Il nostro approccio è laico e
non ideologico. Non intendiamo criminalizzare i gestori, ma neppure restare
indifferenti di fronte a un fenomeno sociale così preoccupante». Rincara la
dose il collega Andrea Cavazzoli: « una banca deve essere consapevole che le
sue azioni hanno influenza sulla comunità locale, anche perché non è interesse
di un istituto lavorare su un sistema sociale disgregato, in cui le persone si
giocano tutto».
È evidente
che il comportamento di una banca è assolutamente pragmatico o di comodo, non
certo laico. Sappiamo molto bene come tonnellate di soldi siano stati prestati
a personaggi malavitosi o amici di amici. Ironico che dicano che non hanno
nessuna intenzione di lavorare con un sistema sociale disgregato. Ma cosa hanno
fatto fino ad oggi, se non intascare denaro per operazioni che hanno solo fatto
ingrassare i loro dirigenti? Mentre nelle banche vengono tagliati migliaia di
posti di lavoro, ricordo che è stato disdettato il contratto recentemente, l’ufficio
relazioni esterne sembra vivere in un altro mondo, non ideologico, of course.
Speriamo almeno che i direttori di banca sappiano cosa dire a queste persone.
domenica 20 ottobre 2013
2101. Le Dr. Martens cambiano padrone
Dietro
ai simboli, oggi come oggi, ci sono molti soldi. Così la famiglia Griggs,
proprietaria del marchio, pensa molto seriamente di cedere alle lusinghe
milionarie del fondo Permira, che ha in mano quote di brand come Valentino e
Hugo Boss. Le vendite non vanno male, ma forse si sono stancati e non vedono l’ora
di ritirarsi. Intanto alcune star hanno deciso di indossare le mitiche
calzature famose negli anni passati, con risultati interessanti dal punto di
vista del marketing. D’altronte anche io le ho indossate ai tempi, quando il
popolo dark era una realtà musicale e estetica. Bei tempi!
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