giovedì 24 ottobre 2013

2105. Raffaele Pennacchio



Aveva 55 anni ed era malato di SLA. È morto dopo aver ottenuto dal governo, si spera definitivamente ma non ci conterei, l’impegno per l’aumento del fondo per la non autosufficienza e per l’assistenza domiciliare ai disabili gravi e gravissimi. Aveva partecipato al presidio di due giorni, per portare davanti ai Palazzi le difficoltà delle persone malate, che necessitano di cure su cui non si dovrebbe neanche discutere. Invece bisogna scendere in piazza e, a volte, bisogna anche morire per ottenere qualcosa. Un caro prezzo, un sacrifico che mi piacerebbe non fosse stato vano. Perchè la vita delle persone deve avere un significato, soprattutto questa. 

2104. Ci mancava una base militare italiana a Gibuti



Ieri, 23 ottobre, l’ammiraglio Luigi Binelli Mantelli, capo di stato maggiore della Difesa, ha inaugurato la base militare italiana di Gibuti. La notizia non è finita nelle prime pagine di nessun giornale, perchè abbiamo altro a cui pensare, ma sottolinea l’enorme scollamento tra realtà e percezione dei problemi di casa nostra. Nessun movimento No Gibuti è nato e nessuno ha occupato piazze e strade per protestare contro l’enorme spreco di denaro pubblico. Finchè si tratta di fare un buco nelle montagne vicino a casa propria, le persone manifestano; quando le spese sono militari e lontano da casa, che vuoi che ce ne importi. Capisco l’atteggiamento e capisco che non si può scendere in piazza ogni giorno, e ce ne sarebbe tanto bisogno. Capisco anche che ci governa ci conosce fin troppo bene e sa come maneggiarci, distraendoci continuamente. Sono tanto bravi, che quancuno pensa pure che stiano facendo un buon lavoro!

mercoledì 23 ottobre 2013

2103. La storia di un ingegnere giocatore d’azzardo patologico



È la vicenda di un uomo che aveva voglia di fare soldi facili e aveva la capacità, acquisita per mestiere, di scegliere i giochi con più alto grado di successo e a tralasciare gli altri. Interessante poi come si sviluppa la vicenda, perchè l’articolo racconta che all’inizio il sistema funziona, ma poi qualcosa si rompe, l’ingegnere perde il controllo perchè subisce una pesante sconfitta e entra nel gorgo della rincorsa alla vincita. Un classico meccanismo che dovrebbe indurre a riflettere le persone, perchè in filigrana si legge potentemente l’idea della sfida da superare e da vincere: l’uomo che controlla il caso. Quella persona aveva ed ha sicuramente le competenze matematiche per fare dei conti, ma ha dimenticato che si parla di probabilità e ha dimenticato ancor di più che alla lunga il banco vince, sempre. Bene, infine, che abbia avviat un percorso di cura e gli auguro si usare le sue capacità di calcolo per cose più interessanti e utili, magari anche ad altri.

2102. Sei un giocatore d’azzardo? Ti blocco il conto bancario!



Una circolare spedita ai 12 mila dipendenti della Banca popolare dell’Emilia Romagna spiega come individuare il correntista giocatore, che verrà convocato dal direttore e gestire la situazione. Come non si capisce, perchè l’articolo dice che avrà mani libere e che dovrà segnalare i centri che si occupano di aiutare queste persone. Interessanti sono le parole di Eugenio Tangerini, responsabile delle relazione esterne della Banca che dice: «Il nostro approccio è laico e non ideologico. Non intendiamo criminalizzare i gestori, ma neppure restare indifferenti di fronte a un fenomeno sociale così preoccupante». Rincara la dose il collega Andrea Cavazzoli: « una banca deve essere consapevole che le sue azioni hanno influenza sulla comunità locale, anche perché non è interesse di un istituto lavorare su un sistema sociale disgregato, in cui le persone si giocano tutto».
È evidente che il comportamento di una banca è assolutamente pragmatico o di comodo, non certo laico. Sappiamo molto bene come tonnellate di soldi siano stati prestati a personaggi malavitosi o amici di amici. Ironico che dicano che non hanno nessuna intenzione di lavorare con un sistema sociale disgregato. Ma cosa hanno fatto fino ad oggi, se non intascare denaro per operazioni che hanno solo fatto ingrassare i loro dirigenti? Mentre nelle banche vengono tagliati migliaia di posti di lavoro, ricordo che è stato disdettato il contratto recentemente, l’ufficio relazioni esterne sembra vivere in un altro mondo, non ideologico, of course. Speriamo almeno che i direttori di banca sappiano cosa dire a queste persone.

domenica 20 ottobre 2013

2101. Le Dr. Martens cambiano padrone



Dietro ai simboli, oggi come oggi, ci sono molti soldi. Così la famiglia Griggs, proprietaria del marchio, pensa molto seriamente di cedere alle lusinghe milionarie del fondo Permira, che ha in mano quote di brand come Valentino e Hugo Boss. Le vendite non vanno male, ma forse si sono stancati e non vedono l’ora di ritirarsi. Intanto alcune star hanno deciso di indossare le mitiche calzature famose negli anni passati, con risultati interessanti dal punto di vista del marketing. D’altronte anche io le ho indossate ai tempi, quando il popolo dark era una realtà musicale e estetica. Bei tempi!