domenica 17 aprile 2011

143. The Doors The End


Era il lontano 1966 e Jim Morrison e soci suonavano questa ipnotica canzone. A me ricorda tantissimo Apocalypse now e il tema della guerra, dove i bus blu negli Stati Uniti erano usati dai militari per recarsi alle basi di addestramento durante la guerra del Vietnam, e qualcuno parla anche del complesso di Edipo!
Buon ascolto.



This is the end, beautiful friend
This is the end, my only friend
The end of our elaborate plans
The end of everything that stands
The end
No safety or surprise
The end
I'll never look into your eyes again
Can you picture what will be
So limitless and free
Desperately in need of some stranger's hand
In a desperate land
Lost in a Roman wilderness of pain
And all the children are insane
All the children are insane
Waiting for the summer rain
There's danger on the edge of town
Ride the King's highway
Weird scenes inside the gold mine
Ride the highway West, baby
Ride the snake
Ride the snake
To the lake
To the lake
The ancient lake, baby
The snake is long
Seven miles
Ride the snake
He's old
And his skin is cold
The West is the best
The West is the best
Get here and we'll do the rest

The blue bus is calling us
The blue bus is calling us
Driver, where are you taking us?
The killer awoke before dawn

He put his boots on
He took a face from the ancient gallery
And he walked on down the hall
He went into the room where his sister lived
And then he paid a visit to his brother
And then he walked on down the hall
And he came to a door
And he looked inside
Father
Yes son?
I want to kill you
Mother, I want to. . .


C'mon baby, take a chance with us
C'mon baby, take a chance with us
C'mon baby, take a chance with us
And meet me at the back of the blue bus

This is the end, beautiful friend
This is the end, my only friend
The end

It hurts to set you free
But you'll never follow me

The end of laughter and soft lies
The end of nights we tried to die

This is the end
Questa è la fine, magnifico amico
Questa è la fine, mio unico amico, la fine dei nostri piani elaborati,
la fine di ogni cosa stabilita,

la fine
né salvezza o sorpresa,
la fine
non guarderò nei tuoi occhi nuovamente
Puoi immaginarti come sarà
così senza limiti e libero
disperatamente bisognoso di una mano straniera
in un paese disperato
Perso in una romana regione di dolore
E tutti i bambini sono alienati
tutti i bambini sono alienati
aspettando la pioggia estiva
C'è pericolo alla periferia della città
cavalca la King Highway
strane scene all'interno della miniera d'oro
cavalca l'autostrada ovest, baby
cavalca il serpente
cavalca il serpente
fino al lago
fino al lago
L'antico lago, baby
Il serpente è lungo,
sette miglia
cavalca il serpente
È vecchio
e la sua pelle è fredda
l'ovest è il meglio
l'ovest è il meglio
Vieni qui e ci occuperemo del resto
L'autobus blu ci chiama
L'autobus blu ci chiama
Autista, dove ci porti

L'assassino si svegliò prima dell'alba,
s'infilò gli stivali
Prese una maschera dall'antica galleria
e s'incamminò verso l'atrio

Andò nella stanza dove viveva sua sorella
poi lui fece una visita a suo fratello,
e poi lui s'incamminò verso l'atrio

arrivò a una porta
e guardò dentro
padre,
sì figlio,
voglio ucciderti
madre... ti voglio... fottere

Vieni, baby, rischia con noi

Vieni, baby, rischia con noi

Vieni, baby, rischia con noi

e incontrami sul fondo del bus triste

Questa è la fine, magnifico amico
questa è la fine, mio unico amico, la fine

Mi fa male liberarti
ma tu non mi seguirai mai

la fine delle risate e delle dolci bugie
la fine delle notti in cui tentammo di morire

Questa è la fine

sabato 16 aprile 2011

142. Shock Shopping – La malattia che ci consuma


Saverio Pipitone, in questo libro del 2009, con il sottotitolo “fatti e misfatti della Grande Distribuzione Organizzata”, spiega come ciò che sembra casuale in un supermercato non lo sia affatto. Ogni oggetto, ogni promozione, ogni collocazione esiste per un solo motivo: affinché venga acquistato. Ma non è solo il consumatore colui che è manipolato e cambiato, lo sono anche i piccoli negozi che soffrono la loro concorrenza, lo è il centro storico della città, che viene o colonizzato o spostato nel centro commerciale, lo sono le produzioni locali, poco interessanti per i ripiani della grande distribuzione, lo sono i dipendenti stessi, spiati e continuamente monitorati. Vengono analizzate le grandi catene come Mac Donald’s, l’Esselunga, l’Auchan, il Carrefour, la Lidl, l’Ikea, Wall Mart e molto altro ancora, comprese le infiltrazioni malavitose nella grande distribuzione. Quello che infine l’autore propone sono alcune pratiche di consumo critico che si rifanno in particolare alle logiche localiste, come la vendita diretta tra produttore e consumatore, finalizzate ad avviare una filiera corta e a recuperare il legame comunitario.

venerdì 15 aprile 2011

141. IV° arrondissement di Parigi - Hôtel de Ville (1/4)

Le parti orientali dell'île de la Cité e l'île Saint-Louis fanno parte di questo distretto, insediamento che risale all'epoca dei Galli, mentre l'estensione dell'urbanizzazione sulla riva destra della Senna è iniziata nel Medioevo. Dopo la fine del diciannovesimo secolo il quartiere del Marais è diventato centro della comunità ebraica della città, con attività di ristorazione kasher e di vendita di oggetti ebraici. Nella vicino quartiere dell'Hotel de Ville, sede del municipio, si è insediata dagli anni novanta in poi la comunità omosessuale parigina, con l'apertura di bar e locali, negozi e centri culturali.
Tra i principali monumenti e luoghi di interesse si trovano la Bibliothèque de l'Arsenal, Cathédrale Notre-Dame, Maison Europèenne de la Photographie, la Place de la Bastille, la Colonne de Juillet, l’Hôtel-Dieu e l’Hôtel de Sully, la Prefettura, il Temple du Marais, la Tour Saint-Jacques, il Tribunale di commercio, la Place des Vosges, l’Hotel de Ville, l’Hôtel de Sens e l’Église Saint-Paul-Saint-Louis, l’Église Saint-Gervais-Saint-Protais, l’Église Saint-Louis-en-l'Île, l’Église Saint-Merri, il Centre national d'art et de culture Georges-Pompidou et Musée national d'Art moderne, le Vestiges de l'enceinte de Philippe Auguste, l’Hôtel de Beauvais et Cour administrative d'appel, l’Hôtel d'Aumont et Tribunal administratif  e le Mémorial de la Shoah.
Bibliothèque de l'Arsenal
Bibliothèque de l'Arsenal
Fa parte della Biblioteca nazionale di Francia e si trova nel vecchio arsenale della città. Aperta dal 1797 è formata principalmente da manoscritti medioevali e stampe di Antoine-René de Voyer de Paulmy d'Argenson, marchese di Paulmy e da altri lasciti più recenti.
Notre-Dame
Questa famosissima cattedrale gotica è da sette secoli in centro della liturgia cattolica parigina. Costruita sopra altre chiese e un tempio gallico, venne completata verso la metà del XIV secolo, le cui dimensioni raggiungono i 130 metri di lunghezza, 48 metri di larghezza e 35 metri di altezza, riuscendo a ospitare fino a 6mila persone.
Particolare facciata Notre-Dame
Oltre alla bellissima facciata con tre ingressi ricchi di statue e bassorilievi, molto belli sono gli archi rampanti  che esternamente circondano il coro e il presbiterio.
All’interno, un po’ troppo affollato per i miei gusti, ci sono tre splendidi rosoni, il più famoso di 10 metri di diametro è sopra l’imponente organo e la finestra del lato nord del transetto, rimasta quasi le stessa dalla sua costruzione.
Per accedere alle torri della cattedrale, a pagamento, occorre passare dalla torre nord, così salendo i 387 scalini si arriva in cima alla facciata ovest dove, oltre alla spettacolare vista, si potranno ammirare da vicino i particolari doccioni, i gargoyle che personalmente adoro.
Maison Europèenne 

Maison Europèenne de la Photographie
Nell’Hotel Hénault de Cantorbe, un bel palazzo d’inizio settecento, si trova la Casa Europea della Fotografia, uno spazio espositivo destinato a mostre estemporanee più una vasta collezione permanente sulla storia di quest’arte, con particolare riferimento a quella francese.
Place de la Bastille
Fino al 14 luglio 1789 qui sorgeva la famigerata prigione della Bastiglia. In realtà in origine era una fortezza eretta da di Carlo V tra il 1367 e il 1382 per rafforzare le mura orientali della città e a difesa della Porte St-Antoine. Fu il cardinale Richelieu che nel XVII secolo la trasformò in prigione, anche se la prigionia per gli aristocratici era molto più confortevole e poco limitante, rispetto a un detenuto qualsiasi.
Bastille
Luigi XVI ne aveva pianifica la demolizione per via dei costi altissimi e la scarsa utilità per trasformarla in piazza, ma ne aveva rimandato l’intervento, ma passarono poche settimane allo scoppio della Rivoluzione, con le conseguenze che portò.
I personaggi celebri che sono passati dalla Bastiglia sono stati la "Maschera di ferro" ,presunto fratello gemello di Luigi XIV, Voltaire nel 1717, il Marchese de Sade, Cagliostro, Fouquet e Mirabeau.
In definitiva la prigione era più un simbolo dell’oppressione assolutista che una prigione ricolma di persone, perché quando venne assaltata erano rinchiuse sette persone: cinque erano semplici ladri e gli altri due erano stati rinchiusi per volontà delle rispettive famiglie.
L'edificio fu saccheggiato e raso al suolo, lentamente e sistematicamente dal suo demolitore, un imprenditore edile di nome Palloy, che ebbe anche l'idea di rivenderne le pietre come reliquie, mentre altri materiali servirono a costruire il Pont de la Concorde, mentre il fossato entrò a far parte del bacino dell'Arsenale.
Si possono vedere dei resti della Torre della Libertà, emersi durante la costruzione della metropolitana, rimontati nella vicina Place Galli, mentre altri resti sono stati lasciati in vista nella stazione Bastille del Métro.

I° arrondissement - Louvre (1/3) 
I° arrondissement - Louvre (2/3) 
I° arrondissement - Louvre (3/3) 
II° arrondissement - Bourse (1/1)
III° arrondissement - Temple (1/3) 
III° arrondissement - Temple (2/3)

giovedì 14 aprile 2011

140. Ti prendo e ti porto via


Nicolò Ammanniti pubblica questo romanzo nel 1999.
A Ischiano Scalo, piccolo e immaginario paese tra la Toscana e il Lazio, si incrociano le vite paludate di un ragazzino timido e introverso, di una ragazzina ricca e viziata, di un playboy attempato, di una professoressa bellissima ma stramba, di un bidello ripugnante, di un pastore psicopatico e di il fratello smidollato.
C’è Graziano, cappellone latin lover un po’ attempato, ma perennemente affamato di donne, viaggi ed avventure, anche puramente fantasiose, c’è Flora, l’insegnate zitella, sacrificata ed infelice, con la quale la vita non è stata affatto generosa, c’è  Pietro, il classico ragazzino vittima di bullismo, minacciato dai compagni e cresciuto da un padre alcolizzato e da una madre depressa e c’è Federico Pierini, l'alter ego di Pietro, il bullo tutto minacce e violenza.
Nel romanzo si dipanano le loro avventure, a volte grottesche, a volte ironiche, a volte ciniche, ma tutti o quasi i personaggi saranno destinati a rimanere per sempre inchiodati alla realtà del paesone, per fare i conti col proprio passato e con le conseguenze delle loro azioni. L'unico che riuscirà ad allontanarsi da ciò che lo circonda è Pietro, ma dovrà pagare un alto prezzo per allontanarsene .
Un libro che non lascia spazio alla speranza e ai cambiamenti in positivo nella vita, forse riverbero dell’opinione dell’autore, dove il sogno di lasciare il paese che sta stretto per vivere la vera vita al di fuori, abbandonando la routine di un luogo per certi versi alienante quanto la metropoli, è destinato certamente a fallire.

mercoledì 13 aprile 2011

139. Voltagabbana di inizio secolo

Sono voltagabbana, senza scrupoli, delusi dalla scelta politica oppure meri opportunisti e "che tengono famiglia"?
In questa interessante infografica ecco l'aggiornamento di chi ha cambiato appartenenza politica nel Parlamento italiano.


138. III° arrondissement di Parigi – Temple (3/3)

Hôtel Salé
Hôtel Salé e il Museo Picasso
È ospitato nel seicentesco Hôtel Salé, in origine proprietà di Pierre Aubert, signore di Fontenay, un esattore fiscale che si era arricchito raccogliendo la tassa sul sale.
Dal 1976 è diventato sede del museo dell’artista spagnolo, che non avendo lasciato un testamento alla sua morte del 1973, gli eredi pagarono le tasse di successione allo stato francese attingendo alle sue opere e alla sua collezione personale.
Oggi il museo contiene più di 3.000 opere dell’artista tra cui disegni, ceramiche e dipinti, con un ampio numero di opere realizzate dopo aver compiuto il settantesimo anno di età.
Picasso era anche un collezionista di opera altrui, per cui è visitabile anche una sezione di opere di Cézanne, Degas, Rousseau, Seurat, de Chirico e Matisse.
Hôtel de Rohan

Hôtel de Rohan
Costruito all’inizio del 1700, attualmente ospita una parte degli archivi nazionali. Ha una facciata monumentale a colonne e pilastri, una scala monumentale e un insieme di “boiseries” del 1750 con temi di viaggio e esotici.


Hôtel de Guénégaud
Hôtel de Guénégaud
In questa casa nobile di metà seicento, dal 1967 è ospitato il Museo della caccia e della natura. È composto da un corpo principale, una corte, un giardino e l’importante scalone d’onore.





Hôtel Libéral Bruand
Hôtel Libéral Bruand
In questa costruzione di fine seicento fino al 2003 era ospitato il Museo della serratura, mentre oggi ospita un centro d’arte contemporanea.
Per mangiare
Se volete mangiare tradizionale, più o meno, andate all’Ambassade d’Auvergne oppure al’Au Bascou, se siete curiosi della cucina basca. Per la cucina mediorientale c’è il 404, per qualcosa di spagnolo c’è le Caves Saint-Gilles.

I° arrondissement - Louvre (1/3) 
I° arrondissement - Louvre (2/3) 
I° arrondissement - Louvre (3/3) 
II° arrondissement - Bourse (1/1)
III° arrondissement - Temple (1/3) 
III° arrondissement - Temple (2/3)


martedì 12 aprile 2011

137. Albani Odense Pilsner


È una birra pilsner danese, prodotta a Odense, dalla gradazione alcolica di 4,5°, un colore dorato chiaro e con una schiuma bianca e alta. Il sapore è di malto dolce e caramello. Prodotta fin dal 1934, in origine era fabbricata dalla Bryggeriet Odense, ora invece dal birrificio Albani, dopo la sua acquisizione.