lunedì 31 marzo 2014

2293. Quella brutta storia del Gratta e Vinci anomalo



Già non è proprio semplice vincere qualcosa, in più se quando si vince si incappa in un’anomalia, si può con un certo orgoglio pensare di essere baciati dalla sfortuna più nera.
Non credo però che l’anomalo vincitore riuscirà a trovare dell’ironia in quel che gli è capitato, perché vincere 100mila euro non è proprio una cifra a cui rinunciare serenamente.
Intanto Lottomatica prende tempo e l’anomalo vincitore filosofeggia, ragionando sul fatto che chi sbaglia paga, tenendo però aperta la porta a un’azione legale. Buona fortuna!

venerdì 28 marzo 2014

2292. Generali state sereni, che gli F-35 arriveranno


Lo ha detto il quasi generale Pinotti, chiarendo che il problema non sono quegli efficienti aerei, ma gli sprechi in generale. In questa categoria, direi per esclusione, non rientrano gli indistruttibili caccia evidentemente. A quali sprechi però il ministro alluda è tutt'altro mistero. Certo che se lo stile dello ”stare sereni” inizia a diventare una cifra di questo bel Governo, possiamo proprio stare sereni.

mercoledì 26 marzo 2014

2291. F-35 programma sproporzionato


 

Se lo dicono i pacifisti vengono bistrattati dai tanti generali, ma se lo dicono e lo scrivono alcuni generali dell’Aeronautica a riposo ed ex dipendenti di Alenia, cosa succede?

2290. 2014 Fuga dal Mauriziano


Sarebbero oltre 50 le domande di trasferimento verso altri nosocomi cittadini presentate dagli paramedici dell’Umberto I di Torino. Un numero che impressiona e segnala che qualcosa non va. Se un numero così elevato di personale, e tutto della stessa categoria, chiede il trasferimento, a preoccuparsi dovrebbero essere anche i pazienti. Se si lavora male è abbastanza probabile che anche i risultati siano a rischio, e qui non parliamo di pezzi meccanici o altri manufatti.
Così mentre c'è chi scatta selfie perché infermiere disoccupato, c'è chi al Mauriziano lavora 60 ore alla settimana e poi, sfinito, vuole scappare. 

martedì 25 marzo 2014

2289. Gli infermieri disoccupati e i selfie


È triste che una professione di aiuto viva un grave momento di difficoltà lavorativa. Sono tanti i giovani laureati che non trovano un posto di lavoro con la facilità di solo qualche anno fa.
Da Bergamo è partita una interessante iniziativa. Un selfie che racconta come questi giovani desiderino semplicemente fare il mestiere per il quale hanno studiato. Dal narcisismo alla denuncia sociale. Speriamo abbia seguito, magari con altre categorie altrettanto utili socialmente, ma molto poco visibili, come quella quasi invisibile degli educatori.

2288. 300mila contadini indiani suicidi in 20 anni


15mila contadini indiani si sono suicidati ogni anno, negli ultimi venti, perché non riuscivano a sopravvivere. I motivi sono molti, ma sono stati soprattutto le imprevidibilità climatiche e gli strozzini a causare questo enorme numero di morti.
La maggioranza dei contadini, impegnati in attività economiche di sussistenza e con una vita al margine della soglia di povertà, investe in sementi molto remunerative, come le coltivazioni geneticamente modificate in grado di sopportare la siccità estrema di zone come il Maharashtra e il Madhya Pradesh. Basta però un evento climatico non programmato per lasciare una famiglia sul lastrico, spingendola tra le braccia degli usurai.
Certo in India ci sono più di un miliardo di abitanti, ma sono numeri che a me fanno molta impressione e raccontano un mondo che neanche posso immaginare.
La notizia

lunedì 24 marzo 2014

2287. Addizione a lago


È stato approvato dal consiglio comunale di Varenna, splendido borgo sulle rive del lago di Como, il nuovo piano di governo del territorio (Pgt). Il progetto prevede una destinazione turistica per la baia di Olivedo, dove in futuro alquanto prossimo potrebbero venir edificati, in mezzo all’acqua, due isolotti artificiali su cui edificare un resort da 120 posti letto, più negozi, ristoranti, un maxi parcheggio e un porto.
Il paese è abbastanza diviso, ma del perché sia così necessario trasformare questo paesino in maniera così radicale, è chiaro solo a chi è favorevole. 

domenica 23 marzo 2014

2286. Il grande centro commerciale della Rete che induce dipendenza


Ogni tanto gli studiosi e i tecnici si incontrano per scambiarsi opinioni e per capire qualcosa in più sul loro oggetto di studio. Ogni tanto ne scrivono anche i giornali e ogni tanto si trovano delle riflessioni interessanti come la seguente: perché Internet e i social network ci avrebbero immersi in un “enorme centro commerciale” in cui la logica è quella della capitalizzazione: accumulare “mi piace” su Facebook, ma anche amici, follower su Twitter, punteggi nei giochi, con strategie e risultati che spesso aggirano la fatica, la frustrazione, la delusione. “I nostri giovani - secondo Giovannelli direttore dell’Esc team - sono in un centro commerciale, ma il problema è che non sanno di esserci”.
Tutto questo potrebbe portare a un aumento di patologie che comportano isolamento, ricerca di soddisfazione solitaria lontana dai limiti che la realtà concreta impone.

2285. I creduloni della Rete


La Rete doveva servire a renderci liberi, a verificare in ogni momento se la tale notizia era vera oppure se si trattava di una bufala, così come era possibile incrociare vari dati per scoprire la “verità”. Ahimè le cose non stanno proprio così. Ultima, penultima o terzultima in ordine di apparizione la bufala del senatore Cirenga, del tutto inventato. L'elenco sarebbe molto lungo, ma i risultati di alcuni studi negano la tesi popolare dell’intelligenza collettiva che animerebbe la Rete, provando invece l’esistenza di un iceberg grigio di credulità collettiva. Forse pensiamo un po' tutti di essere più intelligenti di quello che in realtà siamo e su questa nostra sopravalutazione in troppi ci campano, oppure siamo circondati da tanti simpatici burloni.

sabato 22 marzo 2014

2284. La iena Nadia Toffa scrive un libro sul gioco d'azzardo


In questo articolo-marketta viene intervistata l'autrice, che racconta cosa si può trovare nel suo libro, a breve nelle librerie. A parte qualche dato statistico, l'autrice ha l'obiettivo di fornire informazioni su cosa fare e cosa non fare, e qui casca l'asino, ops la iena. Dice che è “ingiusto demonizzare il settore nella sua totalità ed è altrettanto controproducente il proibizionismo che semplicemente porterebbe maggiori incassi nelle tasche della malavita. Insomma bisogna educare ad un gioco consapevole e mettere dei limiti al proliferare incondizionato delle sale giochi dentro le nostre città”.
Ma dice anche come educare al gioco consapevole, che mi ricorda molto il gioco responsabile? Occorre educare a non giocare d'azzardo, non in maniera consapevole.
Altre pillole di saggezza: Una cosa da non fare mai è ricattare con un aut aut un giocatore in difficoltà: frasi del tipo “se non smetti ti lascio”, allontanano ed incentivano il ludopatico ad arroccarsi nella menzogna, che di solito circonda la loro vita. Una cosa da fare sempre, invece, è usare il pronome “noi” e mai “tu”: ad esempio “abbiamo un problema”, “capiamo come uscirne” e non “hai una problema”.
A parte che le persone possono scegliere di stare o non stare vicino a un giocatore d'azzardo patologico, perchè la Toffa usa il termine ludopatici? Sarebbe meglio usare azzardopatici oppure giocatori d'azzardo patologici. Vedremo come andranno le vendite di questo libro.

giovedì 20 marzo 2014

2283. Come fare cassa vendendo portaerei e caserme


Chi sarà quel gran venditore che andrà in giro per il mondo a vendere la portaerei Garibaldi? Metterà un annuncio su qualche rivista specializzata, oppure suonerà alle porte dei tanti Stati, che non vedono l'ora di avere una bella e potente nave tutta per loro? Quando leggo certe notizie mi sembra di vivere in un mondo che dire al rovescio è un eufemismo. Il colmo sarebbe venderla a uno Stato e trovarci, che so dopo un paio d'anni, a doverla pure affondare perché diventata parte di una flotta nemica. Senza parlare del “grande” non annuncio del Ministro Pinotti, fatto non in Parlamento ma a una trasmissione televisiva sugli F-35. “Di fronte alle preoccupazioni si può vedere se è il caso di ridimensionare''. Parole degne di uno statista!

martedì 18 marzo 2014

2282. Stiamo mangiando anche nano alimenti

L'industria alimentare farebbe anche il classico patto con il diavolo, se non lo ha già fatto, pur di piazzare le sue merci. La tecnologia e la scienza diventano così un valido supporto al paventato miglioramento di alimenti di ogni tipo. Secondo alcune rilevazioni nel mondo ci sarebbero già più di 800 prodotti commercializzati in versione nano da 400 aziende in 21 paesi, in genere le sostanze di dimensioni nano sono utilizzate  non solo nei cibi ma anche nel packaging, nei cosmetici e in molti altri prodotti.
Così mentre pensi di mangiare una bistecca, per chi la mangia, probabilmente stai mangiando tutto, al di fuori della carne. Intanto di scriverlo in etichetta neanche se lo sognano.

2281. I giovani studenti e le canne


Secondo lo studio Espad-Italia (European school survey on alcohol and other drugs), realizzato dal Reparto di epidemiologia e ricerca sui servizi sanitari dell'Istituto di fisiologia clinica del Consiglio nazionale delle ricerche di Pisa (Ifc -Cnr), gli studenti che nel 2013 hanno utilizzato hashish o marijuana almeno una volta sono stati 580.000; circa 75.000 quelli che l'hanno consumata quasi quotidianamente. Un significativo balzo in avanti, se si considera che nel 2012 erano circa 500mila i ragazzi delle scuole medie superiori che, almeno una volta, avevano fatto uso di cannabis.

lunedì 17 marzo 2014

2280. Pinotti, gli F-35, Dario Fo e l'economia



Il nuovo ministro ha detto che è lecito immaginare una razionalizzazione, si può ridurre e rivedere, senza però non passare dal via, ossia dall'Aeronautica e dalla famigerata indagine conoscitiva. Intanto Dario Fo scrive una bella lettera al ministro e qualcuno dalle parti di Cameri inizia a preoccuparsi per l'ipotetico ridimensionamento delle eventuali ricadute economiche.

2279. Se state male non chiamate il 118


Il soccorso d’emergenza sta diventando un ricco business: in Italia si spende un miliardo e mezzo di euro per garantire gli interventi. Oggi si punta al profitto, tagliando sulla qualità, risparmiando sui mezzi e imbarcando soggetti senza qualifica. Una torta che attrae interessi spregiudicati e lottizzazioni politiche, un serbatoio di soldi facili e posti assicurati. Perché il settore di fatto è stato investito da una deregulation, che rischia di creare un Far West a sirene spiegate da nord a sud.
A questo punto, se si può, fatevi accompagnare all'ospedale!