mercoledì 19 novembre 2014

2643. Continua il rebus degli ospedali piemontesi


Ogni tanto, ma sempre più spesso ormai, mi sorge un dubbio. I politici hanno idea che le loro decisioni, così come le non decisioni, incidono sulle persone che non sempre li hanno votati? Ormai sono troppi anni che si susseguono notizie più o meno fondate su chiusure di ospedali o di reparti, così come di trasferimenti di intere specialità. Capisco che sia un situazione complessa e di non facile soluzione, ma i cittadini hanno come uniche certezze le infinite liste d'attesa e i conti delle Asl e Aso che non migliorano mai. In questi giorni ennesima riforma per uscire dal famigerato piano di rientro, con una riorganizzazione della rete ospedaliera che chissà quanti accontenterà. Da un lato i sanitari, che forse perderanno qualcosa. Dall'altra i cittadini, che magari dovranno fare 50 chilometri prima di trovare un ospedale attrezzato. Dicono infine che tutta questa fatica libererà 400 milioni in tre anni (100 nel 2015 e 150 nel 2016 e nel 2017), che verranno utilizzati per gli investimenti nell’edilizia sanitaria, in nuovi apparecchi tecnologici e nella prevenzione.

2642. I pub inglesi potranno comprare la birra da chi vorranno


Sembra una cosa strana, ma esiste una norma secolare che prevede che i conduttori di pub, la cui proprietà è però di grandi catene, acquistino la loro birra direttamente dalle aziende che li possiedono. Quasi la metà dei 50mila locali britannici sono condotti proprio con questa tipologia di contratto, una sorta di franchising, che però sembra quasi al tramonto. Alla House of Commons è passato un emendamento che è a favore dei locatari, che potranno acquistare la birra direttamente sul mercato, evitando il rapporto con i proprietari dei loro locali e cercando quindi di spuntare prezzi più vantaggiosi. 
Una evenienza che ha fatto schiantare le quotazioni di aziende come Enterprise Inns e Punch Taverns (la prima ha sotto il suo cappello ben 5.300 locali). Secondo la British Beer and Pub Association, che già denuncia la fragilità di un sistema che avanza a un ritmo di 31 chiusure di pub a settimana, questa nuova norma - se diverrà legge - potrebbe portare a far scendere le saracinesche su altre 1.400 realtà con la perdita di 7mila posti di lavoro.

2641. In Europa mancano i farmaci


Mancano i farmaci ed è allarme terapie a rischio interruzione per i pazienti in Europa e anche in Italia. Il 77percento dei farmacisti ospedalieri del nostro Paese segnalano infatti scorte limitate soprattutto di antibiotici, medicinali per malattie cardiovascolari, per il cancro, ma non solo. Lo rivela un rapporto dell'Associazione europea dei farmacisti ospedalieri (Eahp), che ha esaminato le esperienze di oltre 600 farmacisti ospedalieri in 36 Paesi europei, e presenta un quadro impressionante di come la carenza di medicine stia influenzando il trattamento di pazienti in tutto il vecchio continente. Altra spending review?

2640. In-Secure investment


Ha dell'incredibile eppure 100mila persone, non proprio quattro gatti, sono stati molto ben truffati, seguendo il notissimo ed evergreen “schema Ponzi” . Tutti hanno creduto all'incredibile cifra di interesse giornaliero e tutti si sono largamente fidati dei video dei clienti soddisfatti. Peccato che fosse tutto arcifalso, con tanto di attori arruolati per recitare una parte. In pratica il genio del male che lo ha creato è sparito con 1 miliardo di dollari. Lo ritroveranno? 

martedì 18 novembre 2014

2639. W il Parco Nazionale del Gran Paradiso


L’area protetta più antica d’Italia ha ottenuto un importantissimo riconoscimento perché è entrata a far parte della Green List delle aree protette, la prima certificazione a livello mondiale che riconosce efficacia ed equità nella gestione dei Parchi. In questa prima fase di lancio solo 24 aree protette (su 210 mila nel mondo) hanno ottenuto la certificazione, che richiede il rispetto di una serie rigorosissima di standard e che di fatto attesta se i parchi stiano o meno raggiungendo lo scopo per il quale sono state create. Ogni tanto una bella notizia per l'ambiente e noi tutti.

2638. Pedagogia vs psicologia


Diatriba a cui partecipo volentieri, stimolata da questo articolo che si interroga su alcune questioni cruciali per il mestiere educativo. La scuola, secondo l'autore, ha tendenzialmente voluto evacuare l’invenzione educativa e il buon senso e spesso si rinserra dietro a terminologie professionalizzanti, con continui aggiornamenti bla bla parcelizzanti che delegano, in ultima analisi, la guida e l’indirizzo dell’agire dell’insegnante di sostegno allo psicologo, figura ormai imperante che scandisce con l’autorevolezza di un guru una complessità d’azione, monitorandola a distanza senza frequentarla.
Condivido ogni parola.

2637. Se potete non comprare vestiti con pezzi di pelliccia


In Cina vengono prodotte, oltre a tutto il resto, anche le pellicce che potrebbero adornare i giacconi acquistati in Italia, con un metodo alquanto barbaro, come se ne esistessero di decenti. Per ottenerla si usano due barre metalliche: una viene inserita nella bocca dell’animale, l’altra nell’ano. Poi le barre vengono collegate a una batteria per automobili. Le scariche elettriche paralizzano gli animali, ma non li uccidono. A questo punto vengono scuoiati vivi perché bisogna mantenere il pelo più intatto possibile. Una pratica testimoniata dall’investigazione condotta nella regione dello Shandong dagli attivisti di Animal Equality che hanno filmato le condizioni di vita delle volpi e dei cani-procione negli allevamenti della zona.

lunedì 17 novembre 2014

2636. Una mostra didattica-interattiva sul gioco d'azzardo


All’Asl di Mantova ci provano a rompere gli schemi e tentare di educare al gioco d'azzardo spiegando, attraverso una mostra, quanto sia difficile vincere con il gioco d'azzardo. In pratica sarebbe più probabile essere colpiti da un meteorite che vincere al superenalotto. Iniziativa che riscuoterà successo quanto critiche. 

2635. Il fondo perpetuo per Auschwitz all'Italia proprio non interessa


Cinque anni fa la struttura di Auschwitz-Birkenau, visitata da più di un milione di persone l'anno, era a rischio chiusura. Mancavano i soldi per preservare 155 edifici (tra cui due forni crematori) e le migliaia di oggetti, appunti, documenti e testimonianze, spese che erano state sostenute dalla Polonia, dove appunto si trova il triste memoriale dell'Olocausto.
Il governo lanciò un appello e anche una minaccia, chiedendo alle nazioni di proteggere quel luogo. In caso contrario sarebbe stato semplicemente chiuso. Una presa di posizione durissima che spinse Wladyslaw Bartoszewski, sopravvissuto e responsabile del Consiglio internazionale di Auschwitz, a lanciare una raccolta fondi internazionale, per raggiungere la cifra di 120 milioni di euro. Al fondo hanno partecipato 31 paesi, per un totale di 102 milioni di euro, ma tra i grandi paesi dell'Ue, oltre all'Italia, solo la Spagna non ha dato un euro. Che bella figura!

domenica 16 novembre 2014

2634. Chiude il punto nascite di Susa


Riprende il giro di tagli iniziato da CotaCota. Questa volta però sembra prevalere la ragione organizzativa e di sicurezza rispetto all'aspetto economico. Secondo l'assessore Saitta se non lo chiude lui il punto nascite ci penserà Guariniello, perché che non ha i requisiti di sicurezza. Per ogni punto nascite è ormai obbligatorio avere in dotazione un reparto di rianimazione, e Susa non ce l'ha. Non si tratta quindi di una scelta politica, commenta l'assessore, ma a favore della sicurezza delle donne. I sindaci devono avere il coraggio di riconoscere che partorire a Susa non è più sicuro. Dall'altra si sono già scatenate le polemiche, come ovvio che sia, perché chi abita in Valle dovrò andare in Francia, oppure a Rivoli, non proprio dietro l'angolo. Dispiace che le famose montagne olimpiche siano ormai montagne che perdono servizi molto importanti. Vedremo come finirà il primo braccio di ferro di questa Giunta.

2633. È una situazione paragonabile alla Germania di Weimar


In questo articolo però non si parla di Europa, ma della situazione giapponese. Queste parole sono state pronunciate da Sven Saaler, docente di storia del Giappone presso la Sophia University di Tokyo, che descrive preoccupato la situazione politica del Sol levante. Manifestanti e attivisti bollati “di sinistra” attenzionati e arrestati, giornali e tv sempre più sotto controllo, libertà accademica messa sotto minaccia dalla crescita della destra online. Il secondo governo Abe – che da mesi chiama a un nuovo sforzo nazionale in vista delle Olimpiadi 2020 – prosegue nella sua svolta a destra, a quasi settant’anni dalla fine della seconda guerra mondiale. Finirà male?

2632. Le gabbie per i bambini diversamente abili greci


Ogni tanto qualcosa o qualcuno ci offre la possibilità di scoprire quanto siamo, fondamentalmente, ancora dei barbari e che troppo spesso attribuiscono agli altri questo poco piacevole attributo. In Grecia 65 ragazzini, affetti da autismo o colpiti dalla sindrome di Down, continuano a rimanere chiusi in gabbie di legno dentro cui trascorrono la maggior parte della giornata, malgrado denunce anche a livello europeo. Inutile per gli italiani gongolare, perché la triste vicenda della chiusura degli OPG, ancora non del tutto attuata, non è così diversa dalle gabbie greche.
Di una tristezza infinita poi la considerazione dell'operatrice, quando dichiara in maniera anonima che hanno pure lottato per avere quelle gabbie perché rendono i bambini più liberi. Prima restavano con le mani e piedi legati al letto per tutta la giornata (sic!).

2631. Ma a prescindere da quanto parli, con questa società io sono in conflitto


Il 30 settembre 2014, a soli 24 anni, Xu Lizhi si è suicidato. Oltre a lavorare in fabbrica anche per 12 ore di fila , Lizhi era un regolare collaboratore della rivista interna alla Foxconn di Shenzhen, una metropoli della Cina meridionale da 15 milioni di abitanti. Scriveva saggi, poesie e recensioni. I suoi versi, semplici e cupi, hanno trovato un pubblico più ampio solo dopo la sua morte. Sono stati i suoi colleghi a raccoglierli e a farli pubblicare sul quotidiano di Shenzhen, in una sorta di rivincita sulla vita. Ognuno di noi prova, in fondo, a diventare immortale o almeno lo spera. Con le parole alcuni ci riescono. Il mio augurio è che anche Xu Lizh lo diventi.


Il foglio davanti ai miei occhi si ingiallisce

Con una penna di ferro lo incido di nero tremulo

È il lessico dell’operaio

Fabbrica, catena di montaggio, altoparlante, cartellino, straordinari, salario…

Sono stato addestrato

Non so urlare né ribellarmi

Non so denunciare, né recriminare

Solo sopportare la stanchezza in silenzio

Quando sono entrato qui dentro

Volevo solo una grigia busta paga il dieci di ogni mese

Che mi regalasse una consolazione tardiva

Per questo dovevo smussare i miei angoli e moderare le mie parole

Rifiutare permessi, malattie o ferie

Rifiutare di arrivare in ritardo o di andare via prima

In piedi in catena di montaggio come [fossi fatto di] ferro

Le due mani [che si muovono] come [fossero] ali

Quanti giorni? Quante notti?

È stato così che ho cominciato a dormire in piedi

Xu Lizhi, 20 agosto 2011



sabato 15 novembre 2014

2630. Potrebbero essere vivi i 43 studenti di Iguala


Continuano le ricerche, ma nella zona indicata dai due sicari della banda dei Guerreros Unidos sono stati sì ritrovati dei resti umani, ma che non corrispondono al Dna degli studenti rapiti. Le illazioni sono praticamente infinite, ma c'è anche un sopravvissuto che dice chiaramente che sono ancora tutti vivi. Difficile da credere, ma finché non si trovano i corpi, è lecito farlo. 

2629. I miti dell'industria del gioco d'azzardo


Al Parlamento Europeo di Bruxelles si è svolto l’incontro “Stop Slot”, organizzato da Patrizia Toia, capo delegazione Pd nello stesso parlamento europeo e vicepresidente della Commissione per l’Industria, la Ricerca e l’Energia. Numerosi gli interventi, ma uno in particolare mi ha colpito, quello sul tema della vera o presunta libertà di impresa e di scelta da parte del "consumatore" di Marco Dotti, dell'Università di Pavia. Attraverso una case history, Dotti ha ricordato come occorra decostruire due miti fondativi delle retoriche del settore del gioco d’azzardo legale, industriale e di massa
 
1) il mito che l’industria del gambling offra "prodotti" come tutti gli altri, merci qualunque, e, anzi, rappresenti un’offerta di prodotti sicuri e controllati là dove esisterebbe una “naturale domanda di gioco” (mito della “domanda di gioco che pre-esiste all'offerta”);
 
2) il mito della libertà di scelta, rispetto a prodotti che in larga parte sono strutturati e progettati per limitare in massimo grado la libertà individuale, pur simulandola (mito del “giocatore responsabile, sottinteso: della propria rovina”).