Ogni
tanto, ma sempre più spesso ormai, mi sorge un dubbio. I politici hanno idea che le loro
decisioni, così come le non decisioni, incidono sulle persone che
non sempre li hanno votati? Ormai sono troppi anni che si susseguono
notizie più o meno fondate su chiusure di ospedali o di reparti,
così come di trasferimenti di intere specialità. Capisco che sia un
situazione complessa e di non facile soluzione, ma i cittadini hanno
come uniche certezze le infinite liste d'attesa e i conti delle Asl e
Aso che non migliorano mai. In questi giorni ennesima riforma per
uscire dal famigerato piano di rientro, con una riorganizzazione
della rete ospedaliera che chissà quanti accontenterà. Da un lato i
sanitari, che forse perderanno qualcosa. Dall'altra i cittadini, che
magari dovranno fare 50 chilometri prima di trovare un ospedale
attrezzato. Dicono infine che tutta questa fatica libererà 400
milioni in tre anni (100 nel 2015 e 150 nel 2016 e nel 2017), che
verranno utilizzati per gli investimenti nell’edilizia sanitaria,
in nuovi apparecchi tecnologici e nella prevenzione.
Il covo è un luogo immaginario, una locanda dove Jack propone ai suoi amici e ai suoi avventori la birra che produce. Un luogo di incontro e confronto davanti ad una buona birra artigianale (fino a qualche anno fa).
mercoledì 19 novembre 2014
2642. I pub inglesi potranno comprare la birra da chi vorranno
Sembra
una cosa strana, ma esiste una norma secolare che prevede che i
conduttori di pub, la cui proprietà è però di grandi catene,
acquistino la loro birra direttamente dalle aziende che li
possiedono. Quasi la metà dei 50mila locali britannici sono condotti
proprio con questa tipologia di contratto, una sorta di franchising,
che però sembra quasi al tramonto. Alla House of Commons è passato
un emendamento che è a favore dei locatari, che potranno acquistare
la birra direttamente sul mercato, evitando il rapporto con i
proprietari dei loro locali e cercando quindi di spuntare prezzi più
vantaggiosi.
Una
evenienza che ha fatto schiantare le quotazioni di aziende come
Enterprise Inns e Punch Taverns (la prima ha sotto il suo cappello
ben 5.300 locali). Secondo la British Beer and Pub Association, che
già denuncia la fragilità di un sistema che avanza a un ritmo di 31
chiusure di pub a settimana, questa nuova norma - se diverrà legge -
potrebbe portare a far scendere le saracinesche su altre 1.400 realtà
con la perdita di 7mila posti di lavoro.
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2641. In Europa mancano i farmaci
Mancano
i farmaci ed è allarme terapie a rischio interruzione per i pazienti
in Europa e anche in Italia. Il 77percento dei farmacisti ospedalieri
del nostro Paese segnalano infatti scorte limitate soprattutto di
antibiotici, medicinali per malattie cardiovascolari, per il cancro,
ma non solo. Lo rivela un rapporto dell'Associazione europea dei
farmacisti ospedalieri (Eahp), che ha esaminato le esperienze di
oltre 600 farmacisti ospedalieri in 36 Paesi europei, e presenta un
quadro impressionante di come la carenza di medicine stia
influenzando il trattamento di pazienti in tutto il vecchio
continente. Altra spending review?
2640. In-Secure investment
Ha
dell'incredibile eppure 100mila persone, non proprio quattro gatti,
sono stati molto ben truffati, seguendo il notissimo ed evergreen
“schema Ponzi” . Tutti hanno creduto all'incredibile cifra di
interesse giornaliero e tutti si sono largamente fidati dei video dei clienti
soddisfatti. Peccato che fosse tutto arcifalso, con tanto di attori
arruolati per recitare una parte. In pratica il genio del male che lo
ha creato è sparito con 1 miliardo di dollari. Lo ritroveranno? martedì 18 novembre 2014
2639. W il Parco Nazionale del Gran Paradiso
L’area
protetta più antica d’Italia ha ottenuto un importantissimo
riconoscimento perché è entrata a far parte della Green List delle
aree protette, la prima certificazione a livello mondiale che
riconosce efficacia ed equità nella gestione dei Parchi. In questa
prima fase di lancio solo 24 aree protette (su 210 mila nel mondo)
hanno ottenuto la certificazione, che richiede il rispetto di una
serie rigorosissima di standard e che di fatto attesta se i parchi
stiano o meno raggiungendo lo scopo per il quale sono state create.
Ogni tanto una bella notizia per l'ambiente e noi tutti.
2638. Pedagogia vs psicologia
Diatriba
a cui partecipo volentieri, stimolata da questo articolo che si
interroga su alcune questioni cruciali per il mestiere educativo. La
scuola, secondo l'autore, ha tendenzialmente voluto evacuare
l’invenzione educativa e il buon senso e spesso si rinserra dietro
a terminologie professionalizzanti, con continui aggiornamenti bla
bla parcelizzanti che delegano, in ultima analisi, la guida e
l’indirizzo dell’agire dell’insegnante di sostegno allo
psicologo, figura ormai imperante che scandisce con l’autorevolezza
di un guru una complessità d’azione, monitorandola a distanza
senza frequentarla.
Condivido
ogni parola.
2637. Se potete non comprare vestiti con pezzi di pelliccia
In
Cina vengono prodotte, oltre a tutto il resto, anche le pellicce che
potrebbero adornare i giacconi acquistati in Italia, con un metodo
alquanto barbaro, come se ne esistessero di decenti. Per ottenerla si
usano due barre metalliche: una viene inserita nella bocca
dell’animale, l’altra nell’ano. Poi le barre vengono collegate
a una batteria per automobili. Le scariche elettriche paralizzano gli
animali, ma non li uccidono. A questo punto vengono scuoiati vivi
perché bisogna mantenere il pelo più intatto possibile. Una pratica
testimoniata dall’investigazione condotta nella regione dello
Shandong dagli attivisti di Animal Equality che hanno filmato le
condizioni di vita delle volpi e dei cani-procione negli allevamenti
della zona.
lunedì 17 novembre 2014
2636. Una mostra didattica-interattiva sul gioco d'azzardo
All’Asl
di Mantova ci provano a rompere gli schemi e tentare di educare al
gioco d'azzardo spiegando, attraverso una mostra, quanto sia difficile
vincere con il gioco d'azzardo. In pratica sarebbe più probabile
essere colpiti da un meteorite che vincere al superenalotto.
Iniziativa che riscuoterà successo quanto critiche. 2635. Il fondo perpetuo per Auschwitz all'Italia proprio non interessa
Cinque
anni fa la struttura di Auschwitz-Birkenau, visitata da più di un
milione di persone l'anno, era a rischio chiusura. Mancavano i soldi
per preservare 155 edifici (tra cui due forni crematori) e le
migliaia di oggetti, appunti, documenti e testimonianze, spese che
erano state sostenute dalla Polonia, dove appunto si trova il triste
memoriale dell'Olocausto.
Il
governo lanciò un appello e anche una minaccia, chiedendo alle
nazioni di proteggere quel luogo. In caso contrario sarebbe stato
semplicemente chiuso. Una presa di posizione durissima che spinse
Wladyslaw Bartoszewski, sopravvissuto e responsabile del Consiglio
internazionale di Auschwitz, a lanciare una raccolta fondi
internazionale, per raggiungere la cifra di 120 milioni di euro. Al
fondo hanno partecipato 31 paesi, per un totale di 102 milioni di
euro, ma tra i grandi paesi dell'Ue, oltre all'Italia, solo la Spagna
non ha dato un euro. Che bella figura!
domenica 16 novembre 2014
2634. Chiude il punto nascite di Susa
Riprende
il giro di tagli iniziato da CotaCota. Questa volta però sembra
prevalere la ragione organizzativa e di sicurezza rispetto
all'aspetto economico. Secondo l'assessore Saitta se non lo chiude
lui il punto nascite ci penserà Guariniello, perché che non ha i
requisiti di sicurezza. Per ogni punto nascite è ormai obbligatorio
avere in dotazione un reparto di rianimazione, e Susa non ce l'ha.
Non si tratta quindi di una scelta politica,
commenta l'assessore, ma a favore della sicurezza delle donne. I
sindaci devono avere il coraggio di riconoscere che partorire a Susa
non è più sicuro. Dall'altra si sono già scatenate le polemiche,
come ovvio che sia, perché chi abita in Valle dovrò andare in
Francia, oppure a Rivoli, non proprio dietro l'angolo. Dispiace che
le famose montagne olimpiche siano ormai montagne che perdono servizi
molto importanti. Vedremo come finirà il primo braccio di ferro di
questa Giunta.
2633. È una situazione paragonabile alla Germania di Weimar
In
questo articolo però non si parla di Europa, ma della situazione
giapponese. Queste parole sono state pronunciate da Sven Saaler,
docente di storia del Giappone presso la Sophia University di Tokyo,
che descrive preoccupato la situazione politica del Sol levante.
Manifestanti e attivisti bollati “di sinistra” attenzionati e
arrestati, giornali e tv sempre più sotto controllo, libertà
accademica messa sotto minaccia dalla crescita della destra online.
Il secondo governo Abe – che da mesi chiama a un nuovo sforzo
nazionale in vista delle Olimpiadi 2020 – prosegue nella sua svolta
a destra, a quasi settant’anni dalla fine della seconda guerra
mondiale. Finirà male?2632. Le gabbie per i bambini diversamente abili greci
Ogni
tanto qualcosa o qualcuno ci offre la possibilità di scoprire quanto
siamo, fondamentalmente, ancora dei barbari e che troppo spesso
attribuiscono agli altri questo poco piacevole attributo. In Grecia
65
ragazzini, affetti da autismo o colpiti dalla sindrome di Down,
continuano
a rimanere chiusi in gabbie di legno dentro cui trascorrono la
maggior parte della giornata, malgrado
denunce anche a livello europeo. Inutile per gli italiani gongolare,
perché la triste vicenda della chiusura degli OPG, ancora non del
tutto attuata, non è così diversa dalle gabbie greche.
Di
una tristezza infinita poi la considerazione dell'operatrice, quando
dichiara in maniera anonima che hanno pure lottato per avere quelle
gabbie perché rendono i bambini più liberi. Prima restavano con le
mani e piedi legati al letto per tutta la giornata (sic!).
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2631. Ma a prescindere da quanto parli, con questa società io sono in conflitto
Il
30 settembre 2014, a soli 24 anni, Xu Lizhi si è suicidato. Oltre a
lavorare in fabbrica anche per 12 ore di fila , Lizhi era un regolare
collaboratore della rivista interna alla Foxconn di Shenzhen, una
metropoli della Cina meridionale da 15 milioni di abitanti. Scriveva
saggi, poesie e recensioni. I suoi versi, semplici e cupi, hanno
trovato un pubblico più ampio solo dopo la sua morte. Sono stati i
suoi colleghi a raccoglierli e a farli pubblicare sul quotidiano di
Shenzhen, in una sorta di rivincita sulla vita. Ognuno di noi prova,
in fondo, a diventare immortale o almeno lo spera. Con le parole
alcuni ci riescono. Il mio augurio è che anche Xu Lizh lo diventi.
Il
foglio davanti ai miei occhi si ingiallisce
Con
una penna di ferro lo incido di nero tremulo
È
il lessico dell’operaio
Fabbrica,
catena di montaggio, altoparlante, cartellino, straordinari, salario…
Sono
stato addestrato
Non
so urlare né ribellarmi
Non
so denunciare, né recriminare
Solo
sopportare la stanchezza in silenzio
Quando
sono entrato qui dentro
Volevo
solo una grigia busta paga il dieci di ogni mese
Che
mi regalasse una consolazione tardiva
Per
questo dovevo smussare i miei angoli e moderare le mie parole
Rifiutare
permessi, malattie o ferie
Rifiutare
di arrivare in ritardo o di andare via prima
In
piedi in catena di montaggio come [fossi fatto di] ferro
Le
due mani [che si muovono] come [fossero] ali
Quanti
giorni? Quante notti?
È
stato così che ho cominciato a dormire in piedi
Xu
Lizhi, 20 agosto 2011
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sabato 15 novembre 2014
2630. Potrebbero essere vivi i 43 studenti di Iguala
Continuano
le ricerche, ma nella zona indicata dai due sicari della banda dei
Guerreros Unidos sono stati sì ritrovati dei resti umani, ma che non
corrispondono al Dna degli studenti rapiti. Le illazioni sono
praticamente infinite, ma c'è anche un sopravvissuto che dice
chiaramente che sono ancora tutti vivi. Difficile da credere, ma
finché non si trovano i corpi, è lecito farlo.
2629. I miti dell'industria del gioco d'azzardo
Al
Parlamento Europeo di Bruxelles si è svolto l’incontro “Stop
Slot”, organizzato da Patrizia
Toia, capo delegazione
Pd nello stesso parlamento europeo e vicepresidente della Commissione
per l’Industria, la Ricerca e l’Energia. Numerosi gli interventi,
ma uno in particolare mi ha colpito, quello sul tema della vera o
presunta libertà di impresa e di scelta da parte del "consumatore"
di Marco
Dotti, dell'Università
di Pavia. Attraverso una case
history,
Dotti
ha ricordato come occorra decostruire due miti fondativi delle
retoriche del settore del gioco d’azzardo legale, industriale e di
massa:
1)
il mito che l’industria del
gambling
offra "prodotti" come tutti gli altri, merci qualunque, e,
anzi, rappresenti un’offerta di prodotti sicuri e controllati là
dove esisterebbe una “naturale domanda di gioco” (mito
della “domanda di gioco che pre-esiste all'offerta”);
2)
il mito della libertà di scelta, rispetto a prodotti che in larga
parte sono strutturati e progettati per limitare in massimo grado la
libertà individuale, pur simulandola (mito
del “giocatore responsabile, sottinteso: della propria rovina”).
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