mercoledì 27 aprile 2011

154. V° arrondissement di Parigi - Panthéon (2/4)

Église Saint-Jacques-du-Haut-Pas
Église Saint-Jacques-du-Haut-Pas
Nasce su un terreno che nel 1180 apparteneva ai frati ospedalieri originari di Altopascio, du-Haut-Pas, in francese.
Divenne poi nel 1572 un convento di benedettini e nel 1620 un seminario. Nel 1584 venne costruita una piccola chiesa per la popolazione, ma già nel 1630 era troppo piccola per cui iniziarono importanti lavori di ristrutturazione, ma non tutti vennero portati a termine per mancanza di denaro.
Nel 1685 terminarono i principali lavori, compresa la torre costruita da Daniel Gittard.
La cappella della Vergine fu costruita solo qualche anno più tardi, su progetto dell'architetto Libéral Bruant, al quale si devono anche l'Hôtel des Invalides e l'ospedale della Salpêtrière.
È una tappa sul cammino di Santiago di Compostela
Église Saint-Médard
Église Saint-Médard
Costruita tra il XV e il XVIII secolo, nel 1784 l’architetto Louis-François Petit-Radel costruisce la cappella della Vergine Maria e il presbiterio.
A partire dalle prime tre arcate della navata gotica fiammeggiante della fine del XV secolo, si scopre il coro allargato del XVI secolo rimaneggiato nel XVII e XVIII secolo, e ricoperto da una volta in legno, unico a Parigi. La navata è ornata di cinque chiavi di volta magnifiche. 
Église Saint-Julien-le-Pauvre 
Église Saint-Julien-le-Pauvre      
È l'unico edificio religioso di rito bizantino a Parigi e il suo nome fa riferimento a San Giuliano l'ospitaliere, detto il povero.
Il sito nacque come una modesta cappella di un ricovero all’incrocio di due strade romane che partivano da Lutezia, venne poi distrutta dai Normanni nel 886 e l'attuale costruzione fu iniziata nel 1170 e terminata nel 1240. Durante la Rivoluzione francese venne confiscata e adibita a deposito di sale, nel 1826 venne riaperta al culto e nel 1889 fu consacrata al rito bizantino.
Una bellissima iconostasi del 1900 separa il coro dalla navata.
Église Saint-Nicolas-du-Chardonnet
Église Saint-Nicolas-du-Chardonnet
Costruita nel XIII secolo, la chiesa presenta un campanile eretto in 1625, mentre l'insieme della chiesa attuale è stato ricostruito tra 1656 e 1763, particolarmente da Jacques Lemercier.
Nel 1977 divenne nota per essere stata illegalmente occupata dalla Fraternità Sacerdotale San Pio X, congregazione di tradizionalisti cattolici, alla quale rimane tutt'oggi.
Église Val-de-Grâce
Église Val-de-Grâce
La chiesa, importante esempio d'architettura barocca francese, fu edificata per volere della regina Anna d'Austria per adempiere ad un voto fatto alla Vergine Maria, in seguito alle sue ripetute difficoltà di concepimento e per la grazia ricevuta.
È a pianta di croce latina, con la cupola visibile dal sagrato. La facciata a due piani, col suo doppio livello di colonne gemellate che sopportano un frontone triangolare e le sue due alette caratteristiche, ricorda certe elevazioni di chiese della prima metà del XVII secolo.
All’interno si trova un baldacchino che si ispira a quello di San Pietro a Roma e la cupola è stata decorata da Pierre Mignard nel 1663 con "La Gloria dei Beati".
Grande Mosquée
Grande Mosquée
È la più grande moschea di Francia e la seconda in Europa, costruita dopo la Prima guerra mondiale come segno di gratitudine della Francia nei confronti dei 70mila musulmani delle colonie francesi che combatterono contro la Germania. È stata inaugurata 15 luglio 1926 dal presidente francese Gaston Doumergue e dal sultano del Marocco Moulay Youssef.
Si ispira alla moschea el-Qaraouiyyîn di Fès, una delle più importanti moschee del Marocco e una delle più antiche al mondo, mentre tutta la parte decorativa, ed in particolare i mosaici, sono stati realizzati con materiali tradizionali. Colpisce moltissimo il minareto, alto 26 metri.
Al suo interno si trovano una sala di preghiera decorata con molte influenze del mondo musulmano, una scuola, una biblioteca, una   sala conferenze, un ristorante, un sala da tè, un hammam e alcuni negozi. 


I° arrondissement - Louvre (1/3) 
I° arrondissement - Louvre (2/3) 
I° arrondissement - Louvre (3/3) 
II° arrondissement - Bourse (1/1)
III° arrondissement - Temple (1/3) 
III° arrondissement - Temple (2/3)


martedì 26 aprile 2011

153. Sveva – Grado Plato

 
È una lager dal contenuto alcolico 4,9°, di ispirazione bavarese. Il nome ricorda le bionda capigliature delle popolazione che dal Nord Europa giungeva nella penisola in epoche lontane. È una birra limpida, chiara, che si assapora a grandi sorsate, dove i toni caldi e dolci del malto ben si equilibrano con l’amaro del luppolo.
È una birra premiata perché è giunta prima classificata per la Miglior birra artigianale nel 2006, nella Guida alle Birre d’Italia 2009 dello Slow Food ha ricevuto 5 stelle.
Una delle prime ricette del Birrificio, è una delle mie preferite. Consigliata caldamente a chi predilige le lager dal basso contenuto alcolico.

Da febbraio, fino a fine luglio, potete assaggiate la versione speciale "Hercules 2011", con un profilo dei luppoli diverso su base Sveva.

lunedì 25 aprile 2011

152. V° arrondissement di Parigi - Panthéon (1/4)

Questo distretto comprende la zona centrale della città sulla rive gauche, in corrispondenza del Quartiere latino, nome che prese perché gli studenti durante il medioevo usavano il latino come lingua.
I primi insediamenti risalgono al I secolo a.C., durante l’epoca romana, e ne fanno la zona più antica della città quando si chiamava Lutetia.
In epoca moderna è diventato un quartiere universitario e intellettuale dove sono numerose le librerie, ma è anche un quartiere molto turistico e ricco di vita notturna.
Si trova l’Università di Parigi “La Sorbonne”, l’Église Saint-Étienne-du-Mont, l’Église Saint-Séverin,l’Église Saint-Jacques-du-Haut-Pas,
l’Église Saint-Médard, l’Église Saint-Julien-le-Pauvre, l’Église Saint-Nicolas-du-Chardonnet, l’Église de Val-de-Grâce, la Grande Mosquée, l’Arenes e le thermes di Lutetia, l’Hôtel de Cluny e il Museo nazionale del Medioevo,  l’Hôtel de Miramion e il Museo dell'Assistenza Pubblica-Ospedali di Parigi, l’Institut de France, il Panthéon, il Museo nazionale di storia naturale di Francia, il Théâtre de la Huchette e lo Jardin des Plantes.
La Sorbonne
La Sorbonne
È l’università parigina per eccellenza, famosa in tutto il mondo. Venne fondata come collegio nel 1253 dal teologo del XIII secolo Robert de Sorbon, all'interno dell'Università di Parigi dove si insegnava principalmente la teologia agli studenti più poveri.
Il cardinale Richelieu, che studiò alla Sorbona nel 1606-1607 e ne divenne rettore nel 1622, fece restaurare l'edificio e costruire la cappella, nella quale è ancora sepolto.
Nel 1880 l’architetto Henri-Paul Nénot trasforma il collegio in un vero palazzo delle scienze e delle lettere in stile neorinascimentale, creando un vasto palazzo accademico, costruito con materiale nobile e i tetti d’ardesia, destinato a ricevere l'amministrazione del rettorato, la cancelleria dell'università e le segreterie delle due facoltà. Costruì lo spazio per i laboratori, una corte d’onore, ampi scaloni, delle grandi sale a anfiteatro ed una biblioteca centrale.
Nel 1894 il barone Pierre de Coubertin fonda alla Sorbona il CIO e l’anno successivo venne ricostruita l'Università di Parigi, che raggruppava le cinque facoltà dell'epoca napoleonica e la Sorbona ne divenne la sede.
Église Saint-Étienne-du-Mont 
Église Saint-Étienne-du-Mont   
L’edificio sacro sorge su un monte dove si collocava l’abbazia Sainte-Geneviève, inumata qui nel VI secolo. Prima venne costruita una cappella vicino alla cripta poi, nel 1222, verrà costruita una chiesa consacrata a San Stefano. Essendo in un territorio altamente popolato nel 1328 viene ampliata, finché nel 1492 i monaci  genoveffani donarono una parte delle loro terre per l’edificazione della nuova chiesa, che fu costruita a tappe dandole così un aspetto composito. La chiesa viene consacrata nel 1626 e nel XVII e XVIII secolo la chiesa gode di un grande prestigio.
Al suo interno si trovano una bellissima tribuna pensile di marmo bianco finemente scolpito da Biart Padre nel 1545, il pulpito disegnato da Laurent de la Hyre e scolpito da Claude Lestocart e per la sua cassa dell’organo del 1631, la più antica della capitale. La chiesa custodisce pure la teca che conteneva le reliquie di santa Geneviève fino al 1793, data in cui queste furono gettate nelle fogne, la tomba di Blaise de Vigenère, di Blaise Pascal, di Racine, e di monsignore Sibour.
Église Saint-Séverin
Église Saint-Séverin
Sul sito fu preceduta da un oratorio del VI secolo dedicato a san Martino, nel quale era solito pregare l'eremita san Severino. Dopo la sua morte venne eretta una prima chiesa a pianta basilicale e la
successiva chiesa romanica, che venne ricostruita nel XIII secolo in forme gotiche
La chiesa ha pianta a croce latina, inizialmente a tre navate, oggi a cinque, abside semplice e una torre campanaria che all'epoca era la più alta di Parigi.
Successivamente venne dotata di vetrate, in particolare una con l'albero di Jesse a cui se ne aggiunsero altre del XIX secolo, mentre all'esterno furono aggiunte i gargouilles. Inoltre vi si trova la più antica campana di Parigi, fusa nel 1412.

I° arrondissement - Louvre (1/3) 
I° arrondissement - Louvre (2/3) 
I° arrondissement - Louvre (3/3) 
II° arrondissement - Bourse (1/1)
III° arrondissement - Temple (1/3) 
III° arrondissement - Temple (2/3)

domenica 24 aprile 2011

151. U2 Sunday bloody Sunday

La guerra in Libia prosegue senza colpo ferire, certo ci sono i morti ma sono sempre più quelli di un videogame e l’emergenza profughi continua a essere oggetto e soggetto di tutte o quasi le attenzioni mediatiche. Sono veramente noiose le battaglie fatte da quattro ribelli libici male armati e poco epici! Quanto sarebbero belle le immagini degli sfavillanti carro armati USA sulle sabbie libiche, bombardare e stanare il dittatore Gheddafi? Ma niente da fare, questa guerra da straccioni non può fare audience e se continua così, sarà meglio che qualche bravo autore di fiction si impegni di più. Come colonna sonora al Covo continua la sensazione che la guerra, il terrorismo e la violenza in generale non siano proprio una cosa positiva, così dedico alla pace e alla comprensione tra i popoli e le persone questa bella canzone.

I can't believe the news today,
I can't close my eyes and make it go away.
How long, how long must we sing this song?
How long? Tonight we can be as one.
Broken bottles under children's feet,
Bodies strewn across a dead end street,
But I won't heed the battle call,
It puts my back up, puts my back up against the wall.

Sunday, bloody Sunday.
Sunday, bloody Sunday.

And the battle's just begun,
There's many lost, but tell me who has won?
The trenches dug within our hearts,
And mother’s children, brothers, sisters torn apart.

Sunday, bloody Sunday.
Sunday, bloody Sunday.

How long, how long must we sing this song?
How long, how long
Tonight we can be as one.
Tonight, tonight.

Sunday, bloody Sunday.
Sunday, bloody Sunday.

Wipe the tears from your eyes,
Wipe your tears away,
Wipe your blood shot eyes.

Sunday, bloody Sunday.
Sunday, bloody Sunday.
And it's true we are immune.
When fact is fiction and T.V. is reality,
And today the millions cry,

We eat and drink while tomorrow they die.
The real battle just begun.
To claim the victory Jesus won,

On a Sunday bloody Sunday,
Sunday bloody Sunday.
Non riesco a credere alle notizie oggi
Non riesco a chiudere gli occhi e a scacciarle via
Per quanto tempo, per quanto tempo dovremo cantare questa canzone?
Per quanto tempo? Stanotte potremo sentirci uniti
Bottiglie rotte sotto i piedi dei bambini
Corpi allineati lungo una strada cieca
Ma non ascolterò quel grido di battaglia
Che mi mette, mi mette con le spalle al muro

Domenica, maledetta domenica,
domenica, maledetta domenica

e la battaglia è appena iniziata
Le perdite sono grandi, ma tu sai dirmi chi ha vinto?
Trincee scavate dentro ai nostri cuori
e figli,fratelli,sorelle separati


Domenica, maledetta domenica,
domenica, maledetta domenica

Per quanto tempo, per quanto tempo dovremo cantare questa canzone?
Per quanto tempo?per quanto tempo…
Stanotte potremo sentirci uniti
Stanotte, stanotte……

Domenica, maledetta domenica,
domenica, maledetta domenica

Asciugati le lacrime dagli occhi
asciugati le lacrime
asciugati quegli occhi iniettati di sangue

Domenica, maledetta domenica,
domenica, maledetta domenica
ed è vero che ci sentiamo immuni
Quando la realtà è finzione e la TV è la realtà
e oggi sono milioni quelli che piangono
noi qui a mangiare e bere quando loro domani moriranno
La vera battaglia è appena iniziata
per riaffermare la vittoria di Gesù

In quella domenica, maledetta domenica,
domenica, maledetta domenica


sabato 23 aprile 2011

150. Ci mancava solo la Siliquini





Giovedì una mega riunione dei vertici della Sanità piemontese sembra non sia servita a calmare le acque. All’incontro c’era tutto il gotha regionale con Cota, Ferrero, Monferino, Zanon, Cortese e Conterno, ma secondo Lo Spiffero non c’è nulla da fare e la rottura sembra insanabile.
Parte così il toto nomine, il risiko che vede emergere Maria Grazia Siliquini come probabile successore della Ferrero in assessorato.
Sono allibito e colpito da questo “nuovo” modo di fare politica. Questa non è la seconda repubblica, è la repubblica ZERO!

venerdì 22 aprile 2011

149. IV° arrondissement di Parigi - Hôtel-de-Ville (4/4)

Place des Vosges
Place des Vosges
Si tratta della prima piazza reale della città, inaugurata nel 1612 in occasione dello spettacolo equestre indetto per festeggiare le nozze di Luigi XIII con Anna d'Austria.
Il re fece costruire edifici identici sui quattro lati, però solo le case più antiche furono costruite in mattoni perché per risparmiare tempo e denaro le altre vennero realizzate con una struttura in legno ricoperto di intonaco e poi tinteggiato, in modo da sembrare dei laterizi.
Su ciascuno dei quattro lati, lunghi 140 metri, si affacciano nove caseggiati che formano una parete continua, con quattro finestre ciascuno, tre piani e un ampio solaio. Al piano terra si aprono dei porticati e nel mezzo della piazza è presente un giardino che prende il nome dal monumento equestre a Luigi XIII che si trova al suo interno.
La piazza divenne luogo privilegiato dall'aristocrazia e mantenne il nome di Place Royale fino alla Rivoluzione, quando dal 1799 prese il nome del primo dipartimento, i Vosgi, che pagò le tasse al nuovo stato repubblicano.
Dal 1832 al 1848 lo scrittore Victor Hugo visse nell’hotel de Rohan- Guèmènèe al numero 6 della piazza, trasformato oggi in un museo a lui dedicato, con una interessante collezione di disegni, ritratti e mobili appartenuti al celebre scrittore parigino.
Hotel de Ville
Hotel de Ville
Questa costruzione ospita il municipio cittadino, edificio costruito nel 1357, riedificato tra il 1533 e il 1628, è pesantemente ricostruzione dopo essere stato distrutto durante la Comune di Parigi del 1871.
In stile neorinascimentale, l’elaborata facciata è abbellita da 108 statue di parigini illustri, mentre il salone delle feste, alto tredici metri, rappresenta il più bell'ambiente interno del palazzo.
Hôtel de Sens
Hôtel de Sens
Questo edificio fino al 1366 era conosciuto come Hôtel d'Hestomesnil, poi divenne la residenza dell’arcivescovo di Sens, a cui faceva capo la diocesi di Parigi.
Tristan de Salazar, arcivescovo tra il 1475 e il 1519, fece ricostruire il palazzo secondo i suoi gusti di magnificenza e poi, con la riforma luterana e gli sviluppi successivi, passò di proprietà.
Un pesante restauro venne condotto dal 1936 al 1962, ne ha sottolineato l'aspetto fiabesco, esaltandolo con numerose torrette dai tetti appuntiti a cono e comignoli. Al termine dei lavori vi fu collocata la Bibliothéque Forney, specializzata nelle pubblicazioni sull'Arte.
Église Saint-Paul-Saint-Louis
Église Saint-Paul-Saint-Louis
Venne realizzata per i Padri Gesuiti, che si ispirarono alla Chiesa del Gesù a Roma. La chiesa fu inaugurata nel 1641 con una messa celebrata dal cardinale Richelieu, che aveva donato le tre porte bronzee della facciata.
La struttura è a navata unica con cappelle e deambulatori laterali con la cupola che si trova all’incrocio del transetto, modello utilizzato per altri famosi edifici parigini, come il Pantheon, la Sorbona e l'Hôtel des Invalides.
Tra le opere d'arte contenute spiccato i dipinti di Eugene Delacroix e di Jacques de Lentin, una scultura di Germain Pilon e due acquasantiere donate da Victor Hugo.
Per mangiare
Un classico è rappresentato da Le Rèconfort, ristorante vecchio di un secolo con un menù a prezzi quasi adeguati. Chez Anna offre piatti israeliani mentre Jo Goldenberg è una gastronomia/ristorante  kasker. Per i vegetariani c’è Aquarius aperto nel 1974 ma se vi manca la cucina italiana andate da l’Enoteca.
Grandi magazzini e acquisti
Bazar de l'Hôtel de Ville
Il Bazar de l'Hôtel de Ville si trova davanti al municipio e dal 1856 vende un infinità di prodotti.
Per comprare formaggi particolari provate la Fromagerie G. Millet, mentre per la pasticceria consiglio Flo Prestige.
Per l’abbigliamento si può andare in Rue des Rosiers o in Place de Vosges.

I° arrondissement - Louvre (1/3) 
I° arrondissement - Louvre (2/3) 
I° arrondissement - Louvre (3/3) 
II° arrondissement - Bourse (1/1)
III° arrondissement - Temple (1/3) 
III° arrondissement - Temple (2/3)