martedì 3 maggio 2011

160. Quanti sanno che oggi è la Giornata mondiale della libertà di stampa?


Io l’ho scoperto oggi, ma a parte la mia ignoranza, non mi è mai piaciuta l’idea di creare delle Giornate per ricordarci qualcosa che dovrebbe essere scontato o perlomeno ordinario e quotidiano. Eppure vivendo dove viviamo e come viviamo, evidentemente qualcuno ci deve ricordare la Giornata del disabile, dell’Acqua e di moltissime altre questioni anche molto importanti. Che poi rimangano relegate in bui angolini dell’informazione poco importa, la cosa fondamentale è lanciare un messaggio e forse è questo lo spirito che anima queste come altre giornate. Si festeggiano i lavoratori una volta l’anno oppure sarebbe meglio che il lavoro fosse al centro di tante iniziative volte a garantirlo a tutti? Annosa e spinosa questione di come il genere umano riesca a gestire avvenimenti e situazioni che purtroppo gli continuano a sfuggire di mano, forse per volontà, forse per incompetenza.
Comunque rimane il fatto che dal 1993 questa giornata è dedicata alla libertà di stampa, un valore che anche la rete favorisce e che rende più facile la sua creazione e fruizione in tutto il mondo.

Per l'intera dichiarazione:sito UNESCO

lunedì 2 maggio 2011

159. V° arrondissement di Parigi - Panthéon (4/4)

Museo nazionale di storia naturale
Museo nazionale di storia naturale di Francia
Ufficialmente nasce nel 1793 durante la Rivoluzione francese, ma le sue origini risalgono al Jardin royal des plantes médicinales (Giardino reale delle piante medicinali), uno dei più antichi istituti scientifici di Francia, che fu fondato con l'editto reale del 1635 durante il regno di Luigi XIII.
Parallelamente ai nuovi campi d'attività aperti dal colonialismo, il Muséum iniziò un movimento d'espansione fuori dalla capitale. Per favorire le attività di ricerca e studio del mare, nel 1928 installò il suo laboratorio marittimo a Saint-Servan, e poi a Dinard. Non essendo venuta meno la sua attività botanica, nel 1934 divenne proprietario per lascito della tenuta di Chèvreloup. Inoltre ereditò la proprietà dell'entomologo Jean Henri Fabre a Sérignan-du-Comtat, vicino ad Orange, nel 1822.
Lo sviluppo delle attività continuò con l’insediamento di un servizio di conservazione della natura nel 1962, del segretariato della fauna e della flora nel 1979, la costruzione di una zooteca sotterranea nel 1986, l’insediamento di una delegazione permanente al ministero dell'Ambiente nel 1992 e la trasformazione della vecchia galleria di zoologia in Grande Galleria dell'Evoluzione nel 1994.
Théâtre de la Huchette

Théâtre de la Huchette
Creato nel 1948 da Georges Vitaly, il teatro accoglie dal 1957 due spettacoli, La Cantatrice chauve e La Leçon, nel loro allestimento originale e senza interruzione di rappresentazione.


Jardin des Plantes
I Giardini del Re, creati nel 1635, allo scoppio della Rivoluzione divennero le Jardin des Plantes, il giardino botanico della città.
Jardin des Plantes
All’interno si trova una grande prospettiva che si distende dalla grande galerie de l'évolution a la place Valhubert, con belle aiuole fiorite e grandi platani, lungo la quale si incontrano quattro serre ad armatura metallica. Passeggiando si incontrano un giardino di inverno, una serra detta messicana, una serra australiana e neocaledone ed una serra detta paleobotanica, che presenta le tappe dello sviluppo della flora dall'apparizione delle piante terrestri. Ci sono alcuni giardini speciali come il roseto con 170 varietà di rose europee, la scuola di botanica, creata dal botanico André Thouin nel XVIII secolo, che raccoglie 4500 varietà di arbusti e di piante, il giardino ecologico e il giardino alpino, creato nel 1931 con più di 2000 piante su due zone collegate da un passaggio sotterraneo.
Infine esiste un serraglio, il secondo più vecchio parco zoologico del mondo, creato nel 1793. Oggi ospita un migliaio di animali tra mammiferi, rettili ed uccelli.
Per mangiare
Per un menù francese consiglio Perraudin, con piatti classici a prezzi abbordabili. Se la scelta cade sulla cucina mediorientale fate un salto da Founti Agadir, mentre per la cucina orientale provate Tao. Se siete vegetariani non perdete Jardin des Pates, ma se amate la cucina spagnola gustatevi una cena al Fogon Saint-Julien.

I° arrondissement - Louvre (1/3) 
I° arrondissement - Louvre (2/3) 
I° arrondissement - Louvre (3/3) 
II° arrondissement - Bourse (1/1)
III° arrondissement - Temple (1/3) 
III° arrondissement - Temple (2/3)

domenica 1 maggio 2011

158. Big country Where The Rose Is Sown


Gruppo scozzese degli anni ’80, in questa canzone raccontano sarcasticamente la Guerra delle Falkland, la retorica patriottica e la necessità di una guerra giusta.
Il Covo continua a ricordare ai suoi avventori che malgrado tutto in Libia si combatte una guerra, che Gheddafi continua a minacciare e che le persone muoiono.



We're at war all the papers say

we will win i read today
we are strong it wasn't us
we are right who started this?

leave your work i just left school

leave your home i am no fool

take up arms it left me strong
sound alarms the school bell rings

sons of men who stand like gods

we give life to feed the cause

and run to ground our heathen foe
our name will never die
this time will be forever

join up here I wave goodbye
we need you oh my breast sighs

have no fear I must try
god will be with braver men

take the vow I know its right
praise the flag the good fight

we're at war I'm on my way
we will win why do I pray ?
I wait here in this hole

playing poker with my soul

I hold the rifle close to me
it lights the way to keep me free
If I die in a combat zone
box me up and ship me home

if I die and still come home

lay me where the rose is sown

sons of men who stand like gods

we give life to feed the cause

and run to ground our heathen foe
our name will never die
this time will be forever
Siamo in guerra, dicono tutti i giornali
Vinceremo! Leggo oggi
Siamo forti, non siamo stati noi
Siamo nel giusto, ad iniziare tutto questo?

Lascia il lavoro, ho appena lasciato la scuola
Lascia la tua casa, non mi faccio ingannare
Prendi le armi, mi lascia forte
Suono di allarmi, la campanella della scuola suona
Figli di uomini che si atteggiano da Dei

Diamo la vita per rinforzare la Causa
E abbattere il nostro odiato nemico
Il nostro nome non morirà mai

E questo momento durerà per sempre

Arruolati qui, dico addio
Abbiamo bisogno di te, il mio petto ansima
Non avere paura, devo provare
Dio sarà accanto ai più coraggiosi


Fai giuramento, so cosa significa
Onora la bandiera, la guerra buona

Siamo in guerra e sono partito
Vinceremo, allora perché prego?
Sono qui ad attendere in questa trincea
Giocando a carte con la mia anima

Tengo il fucile vicino a me
Se si aprisse un varco per fuggire

Se muoio in combattimento
Mettimi in una bara e spediscimi a casa
Se muoio e riuscissi ad arrivare a casa
Seppelliscimi dove è fiorita la rosa

figli di uomini che stanno in piedi come dei 
noi diamo la vita per alimentare la causa 
e corre per sotterrare il nostro nemico pagano 
Il nostro nome non morirà mai
E questo momento durerà per sempre




sabato 30 aprile 2011

157. Nanorò – Grado Plato


 
È una birra solidale, perché concorre a finanziare il progetto del Comune di Chieri per la costruzione del mercato coperto a Nanorò, in Burkina Faso. Birra chiara al miglio, non limpidissima perché non filtrata, ha un piacevole gusto affumicato che vorrebbe rimandare al fuoco acceso dalle donne di Nanorò per bollire il mosto. Il sapore è nuovo ma rimanda ad un tempo antico, mentre la bassa gradazione alcolica e il taglio finale secco la rendono dissetante anche nelle giornate più calde.

venerdì 29 aprile 2011

156. V° arrondissement di Parigi - Panthéon (3/4)

Institut du Monde Arabe
Institut du Monde Arabe
È stato fondato per promuovere gli scambi tra il mondo arabo e la Francia e occupa un bellissimo edificio che fonde lo stile arabo con quello occidentale. Particolari sono le mouche-arabies, aperture delle pareti di vetro azionate da cellule fotoelettriche, ispirate alle finestre tradizionali a graticcio .
Arenes e thermes di Lutetia
Sono i resti dell’anfiteatro romano, che è stato costruito probabilmente nel I secolo fino alla distruzione della città nel III secolo. Oggi rimane un anello di mura all’interno di un giardino.
Si possono anche visita i resti di una delle tanti spazi termali di epoca romana. Sono le terme di Cluny, le più grandi, costruite nel II secolo d.C.
Hôtel de Cluny
Hôtel de Cluny e il Museo nazionale del Medioevo
Il palazzo gotico, che dal 1843 ospita il Museo, è una costruzione del XV secolo voluta dagli abati di Cluny come Collegio dell'ordine, edificata al posto di una foresteria presso le Terme romane sempre in uso all’ordine religioso.
L'edificio a due piani è costituito da un corpo principale con due ali che racchiudono il cortile, con il tetto in ardesia e dei grandi abbaini e con un giardino riaperto al pubblico nel 2000. All'interno è stata mantenuta la disposizione originaria degli ambienti, almeno per quanto riguarda la volumetria delle sale, l'orientamento dell'ingresso e la cappella.
La collezione raccoglie oltre 23mila opere d’arte e oggetti, di cui 2300 esposti, provenienti dall’Europa, dall’Oriente bizantino e mussulmano e abbraccia un periodo storico che parte dalla Gallia romana fino al XVI secolo. Tra i più interessanti arazzi al primo piano si trova la celebre serie “La Dame à la licorne”.
Hôtel de Miramion
Hôtel de Miramion e il Museo dell'Assistenza Pubblica-Ospedali di Parigi
Nella storia gli ospedali nascono prima come case di Carità, per i poveri e bisognosi, poi come luogo di reclusione perché il povero è considerato pericolo finché, nel 1675, Madame de Miramion trasforma questo palazzo in un luogo religioso dove offrire delle cure ai poveri e alle ragazze e accoglieva i bambini abbandonati.
Nel 1794 viene requisito dalle forze armate e le religiose sono allontanate dal palazzo. Nel 1812 ospita la Farmacia generale degli ospizi e negli anni ‘70 è trasformato in museo dell'assistenza pubblica. Questo museo raccoglie numerose pitture religiose, alcuni strumenti chirurgici dell’epoca, una farmacia, e ospita un giardino di piante medicinali, simile al herbularius dei chiostri del Medioevo.
Panthéon
Panthéon
Questo edificio mausoleo deve la sua costruzione a un voto che Luigi XV fece nel 1744: se si fosse ripreso da una grave malattia, avrebbe fatto edificare sulle rovine della chiesa di Santa Genoveffa una nuova costruzione degna della santa patrona di Parigi.
I lavori vennero affidati all’architetto Jacques-Germain Soufflot, ma per mancanza di fondi durarono a lungo, così vennero terminati da un suo pupillo, Jean-Baptiste Rondelet nel 1789, proprio in coincidenza con lo scoppio della Rivoluzione francese.
Venne trasformato da santuario a mausoleo per le importanti personalità nazionali, ma il suo destino di chiesa ritornò tutte le volte che un re ritornò sul trono, fino al 1885 con la solenne sepoltura di Victor Hugo, dove vennee decisa la definitiva soppressione della chiesa di Sainte Geneviève e la perenne destinazione laica del Pantheon.
Nel 1851 il fisico francese Léon Foucault scelse il Pantheon per realizzare una sua dimostrazione scientifica della rotazione della Terra installando nella cupola centrale della costruzione un pendolo della lunghezza di circa 67 metri. Nel 1995 la sfera metallica originale che servì per l'esperimento è stata donata al Pantheon dal Conservatoire National des Arts et Métiers.
La facciata principale è decorata da un portico alle colonne corinzie, sormontato da un frontone triangolare realizzato da David d'Angers, che rappresenta la Repubblica, che è al centro, che offre la Libertà e protegge alla sua sinistra le Scienze e alla sua destra la Storia.
L'edificio, a forma di croce greca, è incoronato da una cupola alta 83 metri. L'interno è decorato dai pittori accademici come Puvis de Chavannes, Antoine-Jean Gros e Cabanel.

I° arrondissement - Louvre (1/3) 
I° arrondissement - Louvre (2/3) 
I° arrondissement - Louvre (3/3) 
II° arrondissement - Bourse (1/1)
III° arrondissement - Temple (1/3) 
III° arrondissement - Temple (2/3)

giovedì 28 aprile 2011

155. La fattoria degli animali



Scritto da George Orwell nel 1945, questo libro racconta la storia di una rivoluzione combattuta dagli animali per liberarsi dall’oppressione dell’uomo. L’intero romanzo diventa una precisa e fin troppo chiara metafora dei passaggi che porta una rivoluzione a diventare dittatura. L’avventura nasce con il sogno di una vita migliore e termina con la morte e la fine del sogno di libertà. Ogni animale rappresenta un ruolo sociale e politico ed è facile associarli a qualche personaggio storico che ha lasciato il segno nella prima metà del XX secolo.
Un libro che parla di libertà, totalitarismi, violenza e sopraffazione, vicende che lo scrittore dipinge con straordinaria maestria e coinvolgimento, giungendo alla conclusione che non si riuscirà a debellare nell'uomo, come negli animali, il desiderio di potere.

«…le creature di fuori guardavano dal maiale all'uomo, dall'uomo al maiale e ancora dal maiale all'uomo, ma già era loro impossibile distinguere fra i due»