lunedì 30 maggio 2011

194. Piccoli gulag


Con il sottotitolo “sentieri e insidie della comunità terapeutiche”, Cecco Bellosi in questo bel libro del 2004 racconta la propria esperienza di operatore all’interno delle comunità di recupero per tossicodipendenti. Alla sua storia, ai suoi vissuti e alle sue idee sulla sostanza, sulla tossicodipendenza e sul loro recupero, si alternano le storie delle persone che ha incontrato e alcune volte accompagnato alla morte, perché in quegli anni molti morivano per AIDS. Un testo che scorre togliendo alle comunità quell’alone di luogo salvifico e magnifico, riportandole alla realtà delle cose, con le sue incoerenza e con la sua indubbia utilità.

domenica 29 maggio 2011

193. Ultravox Dancing With Tears In My Eyes

Questa canzone del 1984 racconta di un esplosione nucleare e delle conseguenze immaginabili per tutti, con la storia di un uomo che quando viene a conoscenza dell’imminente esplosione della vicina centrale nucleare corre a casa dalla sua famiglia e con loro morirà.
Il 12 e 13 giugno verrà chiesto a tutti di esprimersi anche sul nucleare. A mio parere sarà importante esprimere la propria opinione in modo da arrivare al quorum, per cui andate a votare esprimendo un Si o un NO!
Al Covo per un po’ girerà questa canzone.


Dancing with tears in my eyes
Weeping for the memory of a life gone by
Dancing with tears in my eyes
Living out a memory of a love that died

It's five and I'm driving home again
It's hard to believe that it's my last time
The man on the wireless cries again
It's over, it's over

Dancing with tears in my eyes
Weeping for the memory of a life gone by
Dancing with tears in my eyes
Living out a memory of a love that died

It's late and I'm with my love alone
We drink to forget the coming storm
We love to the sound of our favorite song
Over and over

Dancing with tears in my eyes
Weeping for the memory of a life gone by
Dancing with tears in my eyes
Living out a memory of a love that died

It's time and we're in each other's arms
It's time but I don't think we really care

Dancing with tears in my eyes
Weeping for the memory of a life gone by
Dancing with tears in my eyes
Living out a memory of a love that died
Ballando con le lacrime negli occhi
piangendo per il ricordo di una vita passata
ballando con le lacrime negli occhi
lasciandosi dietro il ricordo di un amore che morì

Sono le 5 e sto tornando a casa
è difficile credere che è la mia ultima volta
l'uomo alla radio piange ancora
è finita, è finita

Ballando con le lacrime negli occhi
piangendo per il ricordo di una vita passata
ballando con le lacrime negli occhi
lasciandosi dietro il ricordo di un amore che morì

È tardi e sono da solo con il mio amore
beviamo per dimenticare l'imminente tempesta
ci amiamo al suono della nostra canzone preferita
ancora e ancora

Ballando con le lacrime negli occhi
piangendo per il ricordo di una vita passata
ballando con le lacrime negli occhi
lasciandosi dietro il ricordo di un amore che morì

È l'ora e siamo l'uno tra le braccia dell'altra
È l'ora ma non credo ci importi davvero

Ballando con le lacrime negli occhi
piangendo per il ricordo di una vita passata
ballando con le lacrime negli occhi
lasciandosi dietro il ricordo di un amore che morì

sabato 28 maggio 2011

192. VIII° arrondissement di Parigi – Élysée (2/8)

Ministère de l'Intérieur

Ministère de l'Intérieur
Questa istituzione è ospitata all’hôtel de Beauvau, affianco al palais de l’Élysée.
Terminato nel 1770 con un peristilio dorico che fiancheggia i due padiglioni di entrata che aprono sul corpo principale, dal 1861 ospita il Ministero degli Interni, dell'Oltremare e delle Collettività territoriali.


Arc de triomphe de l'Étoile
La sua costruzione fu decisa da Napoleone Bonaparte nel 1806, dopo la vittoria nella battaglia di Austerlitz, per far rientrare i suoi uomini vittoriosi sotto gli archi del trionfo. Venne progettato da Jean Chalgrin, ma la costruzione fu interrotta durante le prime disfatte napoleoniche, abbandonata sotto la Restaurazione e ripresa nel 1832 per essere terminata nel 1836, sotto Louis-Philippe I°. Gli architetti Louis-Robert Goust prima e Jean-Nicolas  Huyot poi, lo costruirono sotto la direzione di Héricart di Thury, come versione neoclassica degli antichi archi di trionfo dell'Impero Romano
Si trova al centro di place de l’Étoile, piazza della Stella, un'enorme rotonda da cui si irradiano dodici importanti viali, creati nel XIX secolo sotto l'impulso del barone Haussmann.
Arc de triomphe de l'Étoile
Alto 50 metri, largo 45 e profondo 22, dal 1920 alla sua base si trova la tomba del Milite Ignoto in memoria dei morti della Prima e poi della Seconda Guerra mondiale. La fiamma eterna  viene ravvivata ogni sera alle 18,30 dalle associazioni di ex-combattenti.
Nel febbraio 2008 è stata inaugurata la nuova scenografia permanente, creazione dell'artista Maurice Benayoun e dell'architetto Christophe Girault, che ha rinnovato l'esposizione degli anni ’30.
I quattro più importanti gruppi scultorei rappresentano la Partenza, detta anche La Marsigliese, il Trionfo, la Resistenza e la Pace e ci sono sei bassorilievi, sono incisi sulle quattro facce dell'arco, che descrivono alcune scene della rivoluzione e dell'impero.
La parte superiore è ornata da 30 scudi dove sono incisi i nomi delle grandi battaglie della rivoluzione e dell'impero mentre il bassorilievo del fregio che gira sulle quattro facce dell'edificio rappresenta la partenza degli eserciti e il loro ritorno.
Le grandi arcate sono occupate da figure allegoriche che rappresentano alcuni personaggi della mitologia romana, mentre nelle facce interiori delle piccole arcate sono incisi i nomi delle personalità della Rivoluzione e dell'impero e i nomi degli uomini morti in combattimento sono sottolineati.
Gare Saint-Lazare
Gare Saint-Lazare
Si tratta di una delle sei principali stazioni capolinea della SNCF. Dedicata principalmente al traffico della periferia è la seconda stazione di Parigi per numero di viaggiatori, 100 milioni all'anno.
La storia della stazione comincia sotto il regno di Louis-Philippe I nel 1837 con l'apertura della ferrovia da Parigi a Saint-Germain, quando viene costruita una stazione in legno, che si affiancherà ad altre costruzioni. Nel 1867 diventata la stazione ferroviaria parigina più importante, quindi fu ingrandita  ulteriormente.
Dal 1885 al 1889, un importante ampliamento, curato dall'architetto Lisch per conto della Compagnie des chemins de fer de l'Ouest in occasione dell'esposizione universale, diede alla stazione Saint-Lazare la fisionomia attuale. Nel 1877 Claude Monet chiederà l'autorizzazione di lavorare nella stazione, realizzando una serie di dipinti.
Entro il 2012 finirà un importante lavoro di ristrutturazione.

I° arrondissement - Louvre (1/3) 
I° arrondissement - Louvre (2/3) 
I° arrondissement - Louvre (3/3) 
II° arrondissement - Bourse (1/1)
III° arrondissement - Temple (1/3) 
III° arrondissement - Temple (2/3)
VIII° arrondissement - Élysée (1/8)


venerdì 27 maggio 2011

191. Domenica Report I SIGNORI ROSSI

Consiglio a tutti di seguire domenica la trasmissione di RaiTre, che riprende le fila di un servizio di qualche mese fa su Raphael Rossi, che non si è piegato alla corruzione.

Dopo aver rifiutato una tangente da oltre 100 mila euro e aver collaborato con la giustizia per incastrare i malfattori, Raphael Rossi, l'ex vicepresidente dell'azienda dei rifiuti di Torino, si ritrova abbandonato da tutti. Alla scadenza del mandato il suo incarico non viene rinnovato, dal comune non arriva neanche un grazie, ed è pure costretto a pagare l'avvocato di tasca sua. Meno male che oltre le istituzioni c'è anche la gente comune. Parte così una sterminata catena di solidarietà che Raphael decide però di utilizzare per i Signori Rossi di domani, quelli che di fronte a un tentativo di corruzione dovranno decidere da che parte stare. E' il movimento dei Signori Rossi, il primo movimento dal basso contro il male che più di ogni altro affligge il nostro belpaese: la corruzione.

190. Mentre la Sanità piemontese taglia, c’è chi ingrassa!

“Una nuova maxi inchiesta per tangenti piove sulla Sanità in Piemonte. Cinque persone finiscono in manette e tra queste ci sono direttori generali di aziende sanitarie, professionisti noti, il figlio del "re" delle cliniche private Pier Francesco Camerlengo, e il braccio destro di Caterina Ferrero, l'assessore alla Sanità della giunta Cota, anche lei raggiunta da un avviso di garanzia con l'accusa di turbativa d'asta (articolo 353c.p.) e per turbata libertà del procedimento di scelta del vincitore di concorso (articolo 453bis). I cinque arrestati sono Pier Francesco Camerlengo (turbativa d'asta e corruzione), Piero Gambarino (turbativa d'asta, corruzione), Vito Plastino (turbativa d'asta e corruzione) direttore generale della azienda sanitaria To5, Marco Mozzati (corruzione) medico odontoiatra titolare di una società privata di odontoiatria, e il sindaco di Cavagnolo, Franco Sampò (turbativa d'asta)”.

Tagli del personale precario, reparti chiusi, nessun investimento e i soliti noti intascano migliaia di euro a danno dei soliti.
Per fortuna che la magistratura esiste!

Per approfondire:


189. VIII° arrondissement di Parigi – Élysée (1/8)

In questo distretto, risultato dell'espansione ottocentesca della città, risiede l’alta borghesia. È famoso per l’Avenue des Champs-Elysées, per il Palais de l'Élysée e il Ministère de l'Intérieur.
Passeggiando per il distretto si possono incontrare l’Arc de triomphe de l'Étoile, la Gare Saint-Lazare, l’Hôtel de Crillon, l’Hôtel de la Marine, l’Automobile Club de France, il Parc Monceau, la Église de la Madeleine, il Palais de la découverte, il Grand Palais e il Petit Palais, il Pont Alexandre III, la Église de Saint-Augustin, il Théâtre des Champs-Élysées, il Musée Jacquemart-André, l’Hôtel de Marigny, la Salle Gaveau, la sede de l'EDF (Électricité de France), la sede de l'Union pour un mouvement populaire (UMP), le Lido, le Crazy Horse Saloon, il Musée Cernuschi, il Musée Nissim de Camondo, la Cathédrale américaine de Paris, la Chapelle expiatoire, il Théâtre Marigny, la Salle Pleyel e l’Hôtel de La Vaupalière.



Avenue des Champs-Elysées 
Avenue des Champs-Elysées  
Altro luogo simbolo della città, questo lungo viale alberato deve il suo nome ai Campi Elisi, il luogo degli Inferi dove soggiornavano le anime virtuose nella mitologia greca. Inizia da place de la Concorde per terminare quasi 2 chilometri dopo in place Charles-de-Gaulle, e si incontrano importanti edifici come l’Eliseo, le più quotate marche, i caffè e i cinema più rinomati, i locali di lusso della città.
Il suo tracciato rettilineo, l’asse storico dell’ovest parigino, offre una lunga prospettiva che nasce dal palazzo del Louvre, dove si allinea con la statua equestre di Luigi XIV, l'arco di trionfo del Carrousel, il giardino del Tuileries, l'obelisco di place de la Concorde, l'arco di trionfo l'Étoile e più lontano, fuori Parigi, l'arcata de la Défense.
Fu Maria dei Medici nel 1616 a volere lungo la Senna un viale bordato di alberi che chiamerà il Corso della Regina.
Successivamente Luigi XIV incaricò André Le Nôtre, paesaggista del castello di Versailles, di proseguirne la costruzione chiamandolo Gran Corso.
La reputazione di questo viale però non è delle migliori e solo durante la Rivoluzione acquista quel ruolo centrale che mantiene tuttora e nel 1789 diventano gli Champs-Elysées.
Nel 1834 l'architetto Jacques Hittorff è artefice della prima grande riqualificazione del viale con la costruzione di fontane, luoghi pubblici, caffè e il posizionamento di lampioni di illuminazione a gas. Durante il secondo Impero si arricchisce di bei palazzi e diventa un luogo lussuoso.
Il viale è stato il primo al mondo a ricevere un rivestimento in bitume in 1938 e nel 1994 ha ricevuto un massiccio intervento di restyiling da parte dell’urbanista Bernard Huet, del designer Jean-Michel Wilmotte e dal arredatore urbano Norman Foster che ha portato, tra le altre cose, alla soppressione dei controviali.
Passeggiando per il lungo viale, oltre agli scintillanti negozi, al numero 25 si può incontrare l’Hotel del Païva, costruito tra il 1856 e il 1866 dall'architetto Pierre Manguin per Esther Lachmann, marchesa di Païva, celebre cortigiana. Di un lusso eccezionale, l’hotel è celebre per il fasto delle sue decorazione interiore, e  costituisce uno dei migliori esempi conservati di architettura privata del Secondo Impero.
Al numero 124 invece si può vedere un edificio costruito nel 1858 per Santiago Drake del Castillo, uno dei rari esempi conservati degli hotel che bordavano il viale sotto il Secondo Impero.
Palais de l'Élysée
Palais de l'Élysée
L’edificio è stato costruito dall’architetto Armand-Claude Mollet tra il 1718 e il 1722 per Louis Henri de La Tour d'Auvergne, conte d'Évreux. Diventa poi la residenza parigina della marchesa di Pompadour, viene acquistato dal banchiere Nicolas Beaujon e prima della Rivoluzione vi risiede Louise-Marie-Bathilde di Orléans, duchessa di Bourbon. L’edificio viene sequestrato, il Direttorio poi lo rende ufficialmente alla duchessa di Bourbon, torna di proprietà pubblica trasformandolo in luogo per feste, negozi e alcuni appartamenti affittati.
Nel 1805 il maresciallo di Francia Joachim Murât, cognato del Primo console Napoleone Bonaparte, lo acquista insediandosi con la moglie Carolina Bonaparte, ci vivrà anche Napoleone Bonaparte e Napoleone III. Oggi è la residenza ufficiale, l‘ufficio e il luogo di ricevimento del presidente della Repubblica. 
Charles de Gaulle, a partire dal 1958, definirà l'organizzazione dell'interno del palazzo che troviamo oggi.

giovedì 26 maggio 2011

188. Strada San Felice – Grado Plato

Una birra di castagne, ambrata, prodotta a bassa fermentazione e con una gradazione di 8° circa. Il sapore e l'aroma di castagne sono il tratto distintivo di questa birra originale. Una birra premiata nel 2006, quando è giunta seconda al concorso "Miglior Birra Artigianale Italiana del 2006" nella categoria delle birre ad alta gradazione alcolica, mentre nella Guida alle Birre d'Italia 2011, edizioni slow food, ha cinque stelle.
Il nome si ispira all’infanzia del mastro birraio, quando andava in Strada San Felice a Chieri, allora piena di castagneti, a raccogliere il prelibato frutto. 



Le altre birre:

mercoledì 25 maggio 2011

187. La manicure di Cota e la sua Novara


Ennesima e ipotetica resa dei conti in Assessorato alla sanità. Questa volta sembra che il Pdl voglia difendere l’assessore Ferrero dalla più volta espressa volontà da parte di Cota di sostituirla con qualcuno più simpatico al direttore Monferino.


La situazione però potrebbe volgere a sfavore del governatore regionale se la “sua” Novara cadesse nelle mani del Pd. Un cambio di direzione nel suo feudo potrebbe complicargli la vita!