venerdì 3 giugno 2011

206. Persa la guerra contro la droga!


È l’interessante tesi dell’ultimo rapporto della Global Commission on Drug Policy presentato il 2 giugno a New York. La parola “WAR” è cancellata e il rapporto non è più sulla guerra alla droga, ma è sulla droga, certificando il fallimento di una strategia iniziata 40 anni fa da Nixon. Tra gli esperti che firmano la tesi troviamo Kofi Annan, Ferdinando Cardoso, George Schultz, George Papandreu, Paul Volcker, Mario Varga Llosa e Richard Branson, che propongono dieci principi su cui incentrare i prossimi interventi.
1.   Rompere i tabù, iniziando un dibattito aperto per promuovere politiche efficaci di riduzione del consumo e dei danni, aumentando gli investimenti nella ricerca e nell’analisi dell’efficacia di determinati interventi.
2.   Sostituire la criminalizzazione e la punizione dei consumatori con l’offerta di un trattamento terapeutico.
3.  Incoraggiare la sperimentazione da parte dei governi di forme di legalizzazione di alcune sostanze, per sottrarlo al controllo della criminalità organizzata e salvaguardare la salute e la sicurezza dei loro cittadini. 
4.  Definire obiettivi, indicatori e risultati da ottenere con determinati programmi.
5.  Sfidare, piuttosto che rinforzare, i luoghi comuni legati al mercato della droga, al suo uso e alla dipendenza.
6.  Le nazioni che continuano a investire sugli aspetti legislativi, dovrebbero concentrare le loro azioni repressive verso il crimine organizzato per ridurre i danni del mercato illegale.
7.  Promuovere delle azioni alternative per piccoli spacciatori e consumatori.
8.  Investire più risorse in prevenzione, soprattutto rivolte ai giovani.
9.   Offrire un diffuso e facile accesso ai diversi trattamenti, incluso l’utilizzo dei sostitutivi dell’eroina, con maggior attenzione alle persone più a rischio e collocate in contesti di tipo detentivo.
10. Le Nazioni Unite devono porsi come riferimento per un cambio nella politica mondiale contro la droga, promuovendo azioni basate sull’evidenza scientifica e sostenendo i paesi nei loro programmi.
Personalmente trovo interessante che finalmente si dica che a livello mondiale questo tipo d’approccio, la guerra, non ha dato risultati evidenti, anzi l’uso di cocaina è cresciuto dal 1998 al 2008 del 27%, degli oppiacei del 34,5% e della cannabis dell’8,5%.
Di fronte a questi numeri bisogna cambiare il paradigma anche se trovo di difficile realizzazione legalizzare l’uso di queste sostanze, ma se si riesce a strapparle alle organizzazioni criminali faremmo un gran favore a tutti.
Il report completo qui

205. L’Atipico Alassio


Se nei prossimi mesi estivi andrete in Liguria, consiglio questo locale sul lungomare con buona cucina, prezzi nella media e buon servizio. Molto buona la pizza e i dolci fatti in casa.
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204. VIII° arrondissement di Parigi – Élysée (4/8)

Monet
Parc Monceau
Nel 1773 il duca di Chartres fa costruire da Carmontelle un "paese di illusioni" con padiglioni eclettici secondo la moda esotica del giardino anglo-cinese del tempo. Disseminati tra boschetti e sentieri labirintici, erano state costruite le rovine di un tempio di Marte, quelle di un castello gotico, un minareto, una fattoria svizzera, un mulino olandese, il pavillon de Chartres, una piramide egizia, una pagoda cinese, una tenda tartara, e due ruscelli che alimentavano un laghetto artificiale circondato da colonne corinzie. Fino alla rivoluzione il parco fu uno dei punti di ritrovo preferiti del bel mondo, sede di feste, spettacoli e vita lussuosissimi.
Viene confiscato durante la Rivoluzione e poi ritorna proprietà della famiglia di Orléans sotto la Restaurazione, ma rimane in uno stato di abbandono. Nel 1860 la città di Parigi acquista il giardino: una parte è rivenduta ai finanziari Pereire in vista di una lottizzazione immopbiliare, mentre lo spazio verde sarà pianificato da Jean-Charles Alphand.
Del parco, seppur dimezzato, furono conservate alcune delle costruzioni settecentesche come la piramide, il pavillon de Chartres e il colonnato della Naumachia, nell'esplicito intento di incorniciare le tracce della storia del parco nella sua nuova organizzazione. Le recinzioni e i quattro cancelli sugli assi stradali, ricchissimi e imponenti come quelli di grandi residenze private, furono realizzati da Gabriel Davioud, al quale si deve anche il ponticello "all'italiana".
L'organizzazione botanica del giardino, rimasta sostanzialmente inalterata fino ad oggi , si deve a Jean-Pierre Barillet-Deschamps e si caratterizza per un mix studiatissimo di essenze arboree, arbusti e corbeilles fiorite, sapientemente collocate tra dislivelli e luci d'acqua. Vi si trovano fra l'altro un platano orientale del 1814 e un sicomoro del 1853 alto 30 metri.
Delle statue in marmo di scrittori e di musicisti come Guy de Maupassant, Frédéric Chopin, Charles Gounod, Ambroise Thomas e Édouard Pailleron, si trovano al suo interno.
Claude Monet ha fatto un quadro del parco nel 1876. 
Église de la Madeleine
Église de la Madeleine
I piani della nuova chiesa della Madeleine, che sorgeva su un precedente sito religioso, furono disegnati nel 1757 da Pierre Contant di Evry ,architetto del duca di Orléans, che propose un edificio a forma di croce latina sormontata da un piccolo duomo.
La costruzione era iniziata da qualche anno quando l’architetto morì nel 1777. Prese il suo posto Guillaume-Martin Couture che cambiò il progetto che costruì una chiesa a forma di croce greca, sormontata di un duomo più vasto e preceduta da un portico ornato di ordine corinzio. 
Durante la Rivoluzione i lavori vennero interrotti e successivamente venne proposto di trasformarla in biblioteca nazionale, sede per l'Opera, per la Banca della Francia, per il Tribunale del commercio e la Borsa di Parigi.
Il 2 dicembre 1806 l'imperatore Napoleone Bonaparte firmava un decreto per l'edificazione di un tempio alla gloria degli Eserciti francesi. Venne bandito un concorso per la sua realizzazione e lo vinse l'architetto Pierre-Alexandre Vignon con una costruzione neoclassica, ispirata all'architettura greco-romana.
Quando i Borboni ritornarono sul trono i lavori erano avanzati: le fondazioni erano finite, il basamento era stato messo a posto, le colonne erano issate, i muri laterali cominciavano ad alzarsi e restava solo coprire l'edificio e decorarlo.
La consacrazione avvenne però solo con Luigi Filippo nel 1845 e nello stesso periodo venne scenograficamente inclusa nel sistema dei viali del Barone Haussmann. Lungo le mura della "cella", racchiusa dal poderoso colonnato corinzio, si trovano 32 nicchie contenenti statue di santi. L'interno si discosta invece notevolmente dagli edifici classici, con l'amplissima navata, sulla quale sono innestate tre cupole invisibili dall'esterno. Tra le opere più interessanti il Battesimo di Cristo nel vestibolo, dello scultore digionese François Rude.


I° arrondissement - Louvre (1/3)
I° arrondissement - Louvre (2/3)
I° arrondissement - Louvre (3/3)
II° arrondissement - Bourse (1/1)
III° arrondissement - Temple (1/3)
III° arrondissement - Temple (2/3)
III° arrondissement - Temple (3/3)
IV° arrondissement - Hôtel-de-Ville (1/4)
IV° arrondissement - Hôtel-de-Ville (2/4) 
IV° arrondissement - Hôtel-de-Ville (3/4) 
IV° arrondissement - Hôtel-de-Ville (4/4) 
V° arrondissement- Panthéon (1/4)
V°arrondissement - Panthéon (2/4)

giovedì 2 giugno 2011

203. 100 infermieri interinali “tagliati” negli ospedali di Chieri e Moncalieri

Continuano i tagli nella sanità e chi viene “scelto” è sempre il soggetto più debole: il precario.
Capisco che sia difficile, se non impossibile, ridimensionare il numero di dipendenti pubblici, ma ho una proposta sconcertante: riducendo del 10-15 % lo stipendio dei dirigenti, una cifra che oscilla tra i 75 mila e il 125 mila euro lordi all’anno, si potrebbero assumere, dico assumere non so quanti infermieri, oss, educatori e tutte quelle “piccole” figure professionali che guadagnano una miseria, ma che contribuiscono enormemente al funzionamento di qualsiasi organizzazione sanitaria.
Propongo che questa scelta non venga imposta dall’alto, ma condivisa e votata da tutti i soggetti coinvolti. Queste persone preferiscono lavorare bene e aiutare i pazienti, rinunciando a qualche denaro, oppure preferiscono lavorare peggio e magari far morire qualche paziente? Se vincesse la seconda opzione appoggio la chiusura della sanità pubblica!
L’articolo completo  qui

202. Domani nella battaglia pensa a me

È un romanzo scritto da Javier Marías pubblicato in Italia nel 1998, ambientato a Madrid, dove Victor Francés, sceneggiatore per il cinema e la tv, conosce Marta, una donna sposata, che al primo appuntamento a casa della donna le muore tra le braccia. Fugge, ma resta prigioniero del passato della donna e decide di ripercorrerlo, una ricerca labirintica, piena di flussi di pensieri dove il protagonista, a volte, sembra sprofondare, per poi riprenderne il filo.

"L'inganno e la sua scoperta ci fanno vedere che anche il passato è instabile e malsicuro, che anche ciò che in esso sembra fermo e assodato lo è per una volta e non per sempre, che ciò che è stato è composto anche da ciò che non è stato e che ciò che non è stato può ancora essere"

mercoledì 1 giugno 2011

201. 30 anni fa iniziava l’epidemia dell’AIDS


Malgrado se ne parli poco, questa malattia continua a mietere vittime più o meno consapevoli del rischio che corrono. Come al solito chi ci rimette di più, oggi come oggi, sono le fasce deboli della popolazione e quelle più povere nel mondo.

Qualcosa da leggere qui


200. Poesia d’amore


Dedico questo post “tondo” all’amata compagna.

T'amo senza sapere come, né quando né da dove,
t'amo direttamente senza problemi né orgoglio:
così ti amo perché non so amare altrimenti
che così, in questo modo in cui non sono e non sei,
così vicino che la tua mano sul mio petto é mia,
così vicino che si chiudono i tuoi occhi col mio sonno.

Pablo Neruda

199. Prevedere l’imprevedibile

“Utilizzando il gioco del lotto, il nostro studio mostra che alcune persone tendono a trarre conclusioni molto forti basandosi su poche osservazioni e che le credenze sbagliate sono comuni e sistematiche quando cercano di prevedere eventi improbabili. In una prospettiva più generale, questi errori possono indurre l’opinione pubblica e i media a chiedere forti cambiamenti di policy in risposta a eventi altamente improbabili. In questi casi, i politici sono così chiamati a rispondere alla domanda popolare di nuove regole, ma il regolatore dovrebbe stare bene attento alla comune tendenza a trarre conclusioni sbagliate sulla regolarità di eventi rari e dovrebbe studiare con cura i dati osservati, per comprendere se davvero giustificano una correzione di rotta”.

Personalmente credo che il compito di prevedere il futuro è insito nell’uomo e nella sua profonda insicurezza e precarietà esistenziale. Se nel presente ci affidiamo a complessi calcoli matematici e potenti computer, in passato e anche nel presente imperversano oroscopi e maghi che ci consigliano quale strada imboccare. Ogni scelta prevede dei rischi e non sempre sappiamo dove ci condurrà, soprattutto davanti all’uso di tecnologie che potrebbero portarci alla distruzione del pianeta, leggasi nucleare.

Per l’articolo completo clicca qui

198. Chocarrubica – Grado Plato

Originalissima birra prodotta con carrube, avena e fave di cacao. Di colore scuro impenetrabile, ha un cappello di schiuma che ricorda il cioccolato al latte. La grande quantità di avena gli conferisce una cremosità quasi da tazza di cioccolata fumante mentre il discreto tenore alcolico di 7° rimanda al ripieno di un Cuneese al liquore. È forse la birra più premiata del birrificio, almeno per il momento: prima classificata per la miglior Birra Artigianale 2007 nella categoria altri cereali, classificata 5 stelle dalla Guida alle Birre d'Italia 2011 edizioni slow food e il recente primo posto ai mondiali della Birra 2011 di Strasburgo.

Il sito

Le altre birre prodotte: